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Lunedì 24 Febbraio 2020

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23 gennaio 1972

Il «Corrierino» si è messo la cravatta

Non è più dei «piccoli»

Il «Corrierino» si è messo la cravatta

Ancora non ci abbiamo fatto l'abitudine e, quando la domenica compriamo insieme ai nostri vari giornali il «Corriere dei Ragazzi», chiediamo all'edicolante senza nessuna esitazione e nessun dubbio il «Corriere dei Piccoli».

Infatti, è soltanto dall'inizio del nuovo anno che l'equipe del più famoso giornale per ragazzi ha ripudiato, con un atto di coraggio, un nome che per più di tre generazioni è stata una affettuosa consuetudine. Un colpo di spugna e il titolo è uscito dalla lunga infanzia per entrare nell'adolescenza.

I «piccoli» sono diventati «ragazzi». Ma questo terremoto, perché in certe famiglie tale è stato lo scompiglio suscitato dalla testata cambiata, a dire il vero non è stato provocato dal direttore e dai redattori del giornalino, lo hanno provocato i ragazzini di tutta Italia. Sono stati loro a chiedere a gran voce che era ora di considerarli più «grandi».

Infatti, come molti ricorderanno, poco tempo fa, il «Corriere dei Piccoli» indisse un referendum per sapere se il nome «piccoli» si addiceva ancora ai super-bambini di oggi e loro, con lettere, espressi e cartoline, risposero che non se la sentivano più di essere considerati tali. Volevano crescere anche attraverso il «loro» giornale. Raccolte tutte queste lamentele, lette e rilette, la staff del «Corrierino» prese il coraggio a quattro mani e decise di «mettergli la cravatta».

Dal 1° gennaio 1972 il giornale avrebbe cambiato titolo, e avrebbe anche cambiato il contenuto per adattarlo alle nuove esigenze del giovane pubblico più maturo, dandogli però come compagno fedele, un piccolo inserto chiamato ancora «Corriere dei Piccoli» adatto ai più piccini (e a tutti gli adulti in vena di nostalgie), illustrato con un festival delle primissime storie a base di signor Bonaventura e di Bibi e Bibò.

Ma qual è tutta la storia del «Corriere dei Piccoli» e quando apparve, per la prima volta, nelle edicole? Il «Corrierino» (cosi immediatamente tutti presero l'abitudine di chiamarlo) nacque una nebbiosa mattina del 27 dicembre 1908 a 10 centesimi la copia, 2.50 l'abbonamento, a semestre, 5 lire per un anno, 8 per l'estero. Allora i ragazzi non avevano ancora un loro giornale e l'innovazione suscitò molta curiosità, lodi e aspettativa.

L'idea geniale fu di uno scrittore di libri per l'infanzia, noto anche come traduttore di C. Dickens e di J. K. Jerome, Silvio Spaventa Filippi, un attentissimo osservatore del mondo dei bambini che aveva capito molto bene che tipo di giornalino ci volesse per loro. E così, già nel primo numero, i bambini e le bambine vestiti alla marinaretta si accorsero di aver trovato il «loro» giornale. La vita del «Corriere dei Piccoli» si svolse subito trionfale, le tirature si moltiplicarono, gli arretrati andarono a ruba e, anche durante le due Grandi Guerre, non ricevette nessuna scossa. I bambini lo richiedevano, volevano leggerlo immancabilmente, e il «Corrierino» non mancò mai all'appuntamento all'edicola.

Chi non ricorda personaggi come il «bellissimo Cecè» e «Arcibaldo»? E il povero «Marmittone»? Chi non ha imparato a memoria le tiritere di «Tordella» e di «Capitan Cocoricò»? Già da tempo però questi personaggi, ormai superatissimi, erano stati sostituiti da eroi moderni come Lue Orient, Ric Roianu, Valentina Mela Verde, ma non bastava. Per i bambini che hanno visto l'uomo sbarcare sulla Luna ci voleva dell'altro. Così, adesso, nel neonato «Corriere dei Ragazzi» sono entrate la cronaca e la vita vissuta, sono entrate le rubriche scolastiche, quelle politiche e quelle culturali, tutte novità che mescolate alle storie moderne a fumetti ne hanno fatto un giornale che può essere letto, senza disonore, anche dai tredicenni alle soglie del liceo.

22 Gennaio 2020