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Mercoledì 05 Agosto 2020

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9 dicembre 1962

Santa Lucia bussa ormai alle porte

Nella chiesa dedicata alla Santa già arrivano le letterine e si raccolgono i doni destinati ai bambini più poveri di tutti

Santa Lucia bussa ormai alle porte

Sta per arrivare S. Lucia.  Non c'è bimbo, in questi giorni, che non faccia dei sogni, che non stia in trepida attesa. È un evento bello e gentile, che si perpetua nei tempi e che dà ai piccoli una grande gioia: quella del regalo. E la tradizione vuole anche che i regali siano scambiati tra i grandi.

Sotto le insegne di questa santa grandi e piccoli realizzano i loro sogni, cullati per un anno, forse per tanti anni. E nello stesso segno della santa avvengono iniziative benefiche, organizzate da enti oppure improvvisate dal buon cuore e dalla generosità altrui.

Nel giorno di S. Lucia si pensa anche ai poveri, a coloro che non possono avere un giocattolo, un dolce. E anche in questa occasione i bambini non sono da meno dei grandi. Si raccolgono ovunque le offerte, si fanno collette per dare gioia e serenità ad un cuore infelice. In quasi tutte le scuole della provincia si raccolgono questi e numerose somme di danaro sono affluite anche ai nostri uffici perché, in qualunque modo, gli infelici ed i poveri abbiano un regaluccio per il giorno di S. Lucia.

E sarà anche grande festa, come ogni anno, nella bella e antica chiesetta di S. Lucia al quartiere di porta Po ove si stanno preparando le solenni celebrazioni per l'annuale ricorrenza della festa e dove all'altare di S Lucia da alcuni giorni una apposita cassetta raccoglie le letterine che i bambini inviano alla Santa: ai pedi dell'altare inoltre s'è iniziata la raccolta di doni per i bambini poveri.

Normalmente in stagione bella ma rigida, la festa raccoglie la devozione dei fedeli non solo della parrocchia di S. Pietro, ma di tutta la città e anche dei piccoli paesi dell'immediato oltre Po.

L'attuale decorazione della Chiesa risale solo ai primi anni di questo secolo, al tempo in cui aveva la cura della Chiesa don Alessandro Battaglia. Era stata però interrotta, così che le ultime due arcate delle paratine laterali erano ancora grezze. Infiltrazioni d'acqua, anche nelle prime Cappelle decorate, vi avevano fatte vaste macerie e fatto cadere cordonature e cornici a stucco. Al restauro provvide il decoratore concittadino Carlo Bellini, che ha al suo attivo bei lavori in diverse Chiese della diocesi di Cremona e in altre insigni della riviera ligure. Il restauro fu fatto così bene, che alcune pie persone provvidero con generosità affinchè la decorazione fosse continuata anche nelle cappelle grezze.

È stato ridonato l'antico splendore dell'oro zecchino della meravigliosa ancona dell'altare dedicato all'Angelo Custode e alla Beata Panacea; è stato riordinato pure l'altare dedicato a S. Gerolamo Emiliani, fondatore dei religiosi Somaschi che per molti anni ressero la Chiesa e l'Orfanatrofio della nostra città.

Grazie all'interessamento del prof. Puerari si è potuto scoprire che la pala dell'altare raffigurante il Santo è stata dipinta intorno al 1760 da Antonio Beltrami. Sopra la porta centrale si può finalmente ammirare il quadro ben illuminato del Picenardi (1620) sul trasporto della Beata Panacea da Quarona a Ghemme Valsesia, quadro così mal ridotto da non rivelare da alcuni decenni che cosa raffigurasse.


Nella foto: l'abside della Chiesa di S. Lucia con la piazzetta occupata dalle bancarelle di giocattoli e dolciumi, come appare da un quadro dell'800 riproducente la "fiera" che si teneva a quell'epoca per la festa della Santa dei bambini e che interessava non soltanto il rione ma tutta la città. (La riproduzione è tratta da un quadro della collezione del rag. Camillo Nolli)

05 Dicembre 2019