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Venerdì 15 Novembre 2019

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7 novembre 1956

Rivoluzione Ungherese: ancora focolai di rivolta

Tutta l'Italia e Cremona solidali con l'Ungheria

Rivoluzione Ungherese: ancora focolai di rivolta

VIENNA, 6. — La furia rossa non ha ancora schiacciato completamente la indomita ed eroica Ungheria, nonostante le sue strade siano bagnate del sangue dei suoi figli , i quali, piuttosto che cadere nelle mani dei bolscevichi, sparano sino all'ultimo colpo per accasciarsi, poi, sulle barricate, fulminati dal piombo degli assassini russi. Queste le ultime notizie giunte oggi qui al confine, le quali non escludono nemmeno che si combatta ancora in alcune strade della capitale. E che i combattimenti proseguano, è confermato dal fatto che i russi continuano a lanciare appelli, dalla radio da essi controllata, dando ultimatum su ultimatum, spostando continuamente l'ora in cui i rivoltosi dovrebbero cedere le armi e arrendersi per avere salva la vita.

Ma gli ungheresi non credono più ai russi, perché "il tradimento è stato così" abbietto e così spietato, che rispondono col piombo al piombo, che muoiono avendo sulle labbra il sorriso, di aver dato il proprio sangue per una patria libera.

Interi Quartieri della capitale sarebbero in fiamme, secondo le versioni dei profughi che giungono a centinaia, dopo peripezie inenarrabili, alla frontiera. I resistenti che cadon nelle mani dei russi vengono impiccati o fucilati sul posto.

Una delle poche radio trasmittenti clandestine ha diffuso dei messaggi che sono oggi riportati dai giornali viennesi. Questi messaggi parlano dei combattimenti in corso nella capitale, nel settore della fabbrica Osram nel sobborgo di Czèpel, intorno ad una caserma e presso un ponte ferroviario. Tuttavia la stessa voce ancora libera precisa che i combattimenti sono in corso anche in provincia e che continueranno sino all'ultimo respiro. Cominciano a scarseggiare le munizioni e ripetono l'invito a tutto il mondo di accorrere in loro aiuto.

Anche un altro fatto fa pensare che il comando sovietico voglia isolare l'Ungheria dal resto del mondo: lè linee telegrafiche e telefoniche tuttora inoperanti, nessuna comunicazione diretta è possibile col territorio magiaro.

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Nenni denuncia apertamente il “profondo disaccordo” col partito comunista – Dimostrazioni in Italia e all’estero - Gli studenti sulle piazze - Campane a morto per ordine dei vescovi


Anche a Cremona imponente dimostrazione di giovani
I crimini dell'esercito russo, intervenuto barbaramente in Ungheria a tradimento e con una ferocia che non trova riscontro nella storia, per sopprimere nel sangue ogni anelito di libertà dei patrioti, nuovi martiri ed eroi di una grande Causa, ha suscitato un profondissimo sdegno nella gioventù studentesca cremonese che già aveva salutato in una manifestazione composta e dignitosa la liberazione dell'Ungheria. Cosicché ieri, gli studenti hanno nuovamente manifestato per le vie cittadine, preceduti da numerose bandiere, fra cui quelle degli istituti cittadini, e da cartelli così concepiti: «Mosca, il conto è ancora aperto», «La Libertà è una fiamma inestinguibile», «Viva i Martiri magiari».

Fra le iniziative benefiche realizzate nella nostra città per sovvenire ai più urgenti bisogni dei profughi ungheresi che sono riusciti a sfuggire all'inferno scatenato dai russi, una merita di essere particolarmente segnalata ed additata ad esempio di altre classi scolastiche: la prof. Soana e le alunne della III B media femminile hanno aperto tra loro una sottoscrizione e sono state rapidamente raccolte 10.000 lire. La somma sarà inviata alla sezione locale della Croce Rossa Italiana affinché l'assegni a favore dei bambini profughi dell'Ungheria.

06 Novembre 2019