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Giovedì 14 Novembre 2019

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19 ottobre 1977

Andreas Baader, Gudrun Ensslin e Karl Raspe suicidi nel carcere fortezza di Stemmhein

Dopo la liberazione degli ostaggi a Mogadiscio un nuovo dramma ha scosso la Germania

Andreas Baader, Gudrun Ensslin e Karl Raspe suicidi nel carcere fortezza di Stemmhein

Dramma in  in carcere dopo il lieto fine di quello che si è svolto sulla pista di Mogadiscio. Con due diverse pistole marca «Eakler und Kock», una calibro 7,65 e l'altra di calibro 9, Andreas Baader e Jan Karl Raspe si sono uccisi nelle loro rispettive celle del carcere di Stemmheim (Stoccarda): l'ha detto nel corso di una conferenza stampa il ministro della Giustizia del Land del Baden-Wuerttenberg, Traugott Bender. Egli ha aggiunto che l'ora dei suicidio non è ancora nota in attesa dell'autopsia che si svolge con la partecipazione di due medici stranieri (uno austriaco ed uno svizzero) e alla presenza di un patologo belga (Le autorità cercano di difendersi preventivamente contro eventuali accuse di responsabilità nella morte dei reclusi come avvenne in seguito al suicidio di Ulriche Meinhof un anno fa nella sua cella. Quando gli avvocati del gruppo Baader parlarono di possibile «assassinio» della Meinhof.

Baader e Raspe erano stati visti per l'ultima volta in vita alle 23 di ieri sera da un medico che aveva portato loro, su richiesta, dei medicamenti. Gudrum Ensslin e Irmgard Moeller, che non prendevano attualmente medicine particolari, erano state invece viste l'ultima volta alle 18 di ieri.

Come le pistole siano giunte in possesso di Baader e Raspe dato che le c elle, come ha affermato il Ministra del la Giustizia del Baden Wuerttenberg Traugott Bender, venivano controllate due volte al giorno, non è stato chiarito. Già a metà settembre, dopo che i quattro erano stati messi in isolamento in seguito al rapimento di Schleyer, nella cella di Baader era stato trovato un apparecchio fotografico «Minox».

Con il suicidio di Andreas Baader, Gudrun Ensslin e Jean Karl Raspe sono scomparsi tutti i cinque membri del cosiddetto «nucleo centrale della banda Baader». Nel novembre del 1974 Holger Meins era morto di inedia, in seguito ad un lungo sciopero della fame. Ulrike Meinhof si era impiccata nella sua cella di Stemmenheim nel maggio del 1975.

Diciassette avvocati di Berlino Ovest, difensori di estremisti, hanno messo in dubbio oggi la affermazione secondo la quale Andreas Baader, Gudrun Ensslinn e Jean Karl Raspe si sono uccisi e Irmgard Moeller ha tentato di porre fine ai suoi giorni.

In un telegramma invialo ad Hans Jochen Vogel, ministro della Giustizia, i 17 avvocati esprimono il timore che i loro clienti,  «non sopravviveranno al completo Isolamento» applicato nei loro confronti in base alle recenti misure.

I quattro estremisti erano stati condannati all'ergastolo il 28 aprile perché riconosciuti colpevoli di una serie di attentati compiuti agli inizi degli «Anni Sessanta» in cui trovarono la morte 4 persone e molte altre furono ferite. Baader, Ensslin, Raspe e Moeller erano quattro degli undici estremisti detenuti nella Germania Federale di cui i dirottatori avevano chiesto la liberazione. Messi al corrente della richiesta dei dirottatori, Baader e i suoi compagni avevano esultato. «Presto saremo liberi» aveva detto Andreas Baader.

18 Ottobre 2019