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Martedì 22 Ottobre 2019

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9 agosto 1956

Tragedia nella miniera belga di Marcinelle: 139 italiani sono rimasti sepolti

Un incendio, causato da un corto circuito, si scatena a mille metri di profondità

Tragedia nella miniera belga di Marcinelle: 139 italiani sono rimasti sepolti

Una spaventosa sciagura mineraria è accaduta nella miniera di carbone di Amercoeur - Marcinelle, dove lavorano moltissimi italiani.

A causa di un corto circuito la miniera è diventata preda delle fiamme bloccando 270 minatori, (139 italiani, 115 belgi e 16 di altre nazionalità); a tarda ora della notte, il bilancio della sciagura era il seguente: 25 uomini sono riusciti a salvarsi nei primi minuti del sinistro, 8 sono stati estratti morti (di cui due italiani: Camillo e Rocco Jezzi da Pescara) e 6 feriti (tutti belgi). Degli altri minatori ben poche le speranze di salvezza dopo una giornata di vane operazioni di soccorso.

L'incendio della miniera è stato provocato da un corto circuito verificatosi quando un vagoncino che era deragliato ha strappato un cavo elettrico. L'incendio è scoppiato verso le 8,30 al piano 765. L'allarme è stato dato da alcuni operai che lavoravano alla stessa profondità in un vicino pozzo in costruzione e che hanno visto il fumo arrivare fino a loro. Sette minatori che si trovavano nei pressi dell'ascensore al piano 765 del pozzo del Cazier sono riusciti a fuggire e a risalire alla superficie. Le fiamme devastarono immediatamente tutto il piano, e il pozzo di estrazione e il pozzo di aerazione hanno probabilmente funzionato da caminetto favorendo il «tiraggio» delle fiamme. Un carrello di carbone rimasto incastrato nel pozzo di estrazione ha impedito ogni manovra. Poco dopo i cavi si fondevano per effetto del calore e dai due normali accessi della miniera cominciavano ad uscire grandi nuvole di fumo nero.

L'emozione creata nella regione di Charleroi dall'incendio catastrofico è stata enorme e aggravata, in seguito, dall'impotenza in cui si sono trovati i soccorritori giunti subito sul posto. Il fuoco rendeva inaccessibili i pozzi.

La prima operazione di soccorso fu compiuta con l'acqua. Attraverso il pozzo sono stati rovesciati torrenti d'acqua, ma subito è apparso che ciò era sufficiente a domare l'incendio che divampava a 700 metri di profondità. Un odore di legna bruciata si diffondeva nell'aria e una polvere nera ricadeva, in fini particelle, sulla folla che si è andata ammassandosi dinanzi ai cancelli della miniera. Molte donne erano italiane, alcune delle quali non riuscivano a trattenere la loro disperazione.

Dov'erano i minatori sepolti? A quota 715, 835, 875 o 1.035 metri? Ma come raggiungerli? Dato che le fiamme rendevano inaccessibili i pozzi, si cercò quindi di raggiungere i minatori sepolti passando dal vicino pozzo in castrazione. Al piano 765, questo pozzo disponeva di una breve discesa sino al piano 835, ma per giungervi era necessario allargare una piccola apertura praticata in un muro di cemento dello spessore ai due metri. È stato su questo passaggio che si sono accentrati gli sforzi delle squadre di soccorso.

Verso le 16,30 (ora locale) le squadre di soccorso sono giunte, attraverso il passaggi, fino a un gruppo di sei minatori di cui tre già morti e tre semi-asfissiati ma ancora in vita. Si trattava di un piccolo gruppo di uomini che, all'inizio dell'incendio avevano cominciato a dirigersi in direzione del nuovo pozzo. Le fiamme però a poco a poco avevano guadagnato terreno e li avevano raggiunti.

Quando la notte è caduta a Marcinelle le operazioni di soccorso non sono ancora concluse e, anzi, proseguiranno per tutta la notte. Le ambulanze, le auto dei pompieri e gli automezzi militari percorrono senza posa le strade vicine alla miniera, dove la folla sosta ancora silenziosa. Mano a mano che il tempo passa diminuiscono però le speranze di salvare gli uomini nella miniera.

Re Baldovino è giunto alla miniera alle 20. La folla in silenziosa attesa dinanzi ai cancelli della miniera ha trovato, pur nella sua afflizione, la forza di applaudire il sovrano che appariva molto commosso.

08 Agosto 2019