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Lunedì 23 Settembre 2019

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2 agosto 1990

Andreotti: volontà di fare chiarezza

Relazione alla Camera su terrorismo, stragi, P2 e Cia

Andreotti: volontà di fare chiarezza

Andreotti: volontà di fare chiarezza
Relazione alla Camera su terrorismo, stragi, P2 e Cia
ROMA — Non si era mai visto un presidente del Consiglio democristiano attaccare in Parlamento il Tg1. Protagonista del nuovo, curioso atto della polemica sul caso «Cia-P2», che rischia ormai di avvelenare quest'estate è stato lo stesso Andreotti, giunto ieri in Parlamento per fornire informazioni sia sulla sentenza per la strage di Bologna, sia sulla clamorosa inchiesta televisiva, a cui lo aveva richiamato del resto il Presidente della Repubblica. Il quadro che Andreotti è tornato a stendere sulle tante stragi senza colpevoli è un po' quello di sempre: i servizi italiani sono fedeli ed efficaci, se deviazioni nel passato ci sono state sono da attribuire solo a «carenze» o «colpe» personali e non alla copertura di questo governo o di quelli precedenti
La novità sta invece proprio sulla polemica scatenatasi a proposito del caso «Cia-P2». Andreotti apre infatti l'argomento giudicando «un atteggiamento provocatorio veramente inusuale» la decisione del Tg1 di trasmettere, martedì sera, anche una nuova puntata dell'inchiesta sui presunti interventi della Cia in Europa. La parte centrale della sua relazione è dunque tutta dedicata a fornire nuove notizie sulla «credibilità» dell'inchiesta del Tg1.

E Bologna scende in pazza per chiedere che si faccia giustizia
«Dieci anni fa 85 persone sono state uccise da una bomba che qualcuno aveva messo nella sala d'attesa della stazione, e che qualcuno aveva ordinato di far preparare e di far scoppiare. Questi sono fatti che nessuno può archiviare, e le parole di polemica che si sovrappongono a questi fatti non li possono né cancellare né far dimenticare». Con queste parole, il sindaco di Bologna Renzo Imbeni aprirà, davanti alla stazione ferroviaria di Bologna, il discorso celebrativo per il decennale della strage del 2 agosto 1980. Contemporaneamente, il capoluogo emiliano si paralizzerà. Si fermeranno le fabbriche, gli uffici, molte banche, negozi e bar. Alle 10,25, minuto in cui esplose la bomba, tutti i trasporti pubblici e i treni si bloccheranno, non solo a Bologna ma, simbolicamente per qualche istante, in tutto il Paese. È la risposta di tutta la cittadinanza, di tutta l'Italia a chi non è stato capace di scoprire mandanti ed esecutori, di far luce su questa e tutte le altre buie vicende legate allo stragismo e al terrorismo nero.

27 Luglio 2019