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Lunedì 23 Settembre 2019

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1 agosto 1976

Perri lotta a denti stretti: è quarto alla finale olimpica del K 1 M. 1000

Campo d'allenamento sbagliato?

Perri lotta a denti stretti: è quarto

La medaglia d'oro è andata (a sorpresa) al tedesco orientale Rudiger Helm davanti all'ungherese Csapo ed al rumeno Diba - Gli altri equipaggi azzurri della canoa disastrosamente eliminati in semifinale - Il nostro «asso» è stato in lotta fino a metà gara ma non ha potuto cavare il suo terrificante finale

Oreste Perri: un grande campione, ma a Montreal non ha avuto fortuna. Nella preparazione finale dei canoisti, di tutti i canoisti, c'è stato un intoppo fatale

Oreste Perri non è neppure riuscito ad entrare in zona medaglia a Montreal. È un fatto che lascia, prima che amareggiati e delusi, esterrefatti perchè conosciamo bene in quali condizioni fisiche e con quali tempi di prova Oreste ha lasciato Cremona. Nulla faceva neppure lontanamente supporre che non sarebbe riuscito ad entrare nella «rosa» dei più forti canoisti del mondo. Ma quel che ha sorpreso di più è stato che Perri, atleta di forza, ha perso la medaglia proprio nel finale, cioè quando solitamente fa esplodere la sua potenza terrificante. A metà gara era ancora, infatti, pienamente in corsa per l'oro. Perché?

Risponde Perri, perfettamente sereno, tranquillo, disteso, proprio con la lucidità del campione che non vuol cercare scuse a tutti i costi ed è pronto ad assumersi le proprie responsabilità: «In gara io ho dato tutto quello che avevo ed al meglio delle mie forze. Non sono riuscito a vincere, sono ugualmente soddisfatto del quarto posto perchè non ho nulla da rimproverarmi. D'altronde, così come non mi sono esaltato troppo quando ho vinto a Belgrado, neppure adesso voglio abbattermi. Certo debbo ripetete, e non perchè ho perso, le dichiarazioni che ho fatto subito dopo i campionati mondiali di Belgrado e cioè che sarò costretto a ritirarmi. Io non posso allenarmi quattro ore al giorno, come sarebbe necessario per mantenersi a questi livelli, studiate e lavorare. Debbo guadagnare. Vorrei restare nel mondo della canoa, ma nelle condizioni attuali sono costretto a rinunciare. Non si può competere con i Paesi dell'Est, che infatti emergono regolarmente, perchè si lavora solo per il risultato olimpico e non ci sono altre preoccupazioni».

Ma cosa è successo dall'11 luglio, da quando Perri è giunto a Montreal? Perchè il campione non ha più trovato la forza per vincere? Ce stato un problema di preparazione? Un errore?

«Io alla preparazione non voglio pensare. Però avevo detto cento volle che avrei preferito lavorare un po' di più a casa, a Cremona, e arrivare a Montreal pochi giorni prima della gara. Lassù, nel nostro ritiro, stavo bene, ma negli ultimi venti giorni non ho fatto una sola volta un percorso di gara. Sono partito da casa con tempi da medaglia, anche sui 500, e qui non li ho più provati. Anzi sul canale di Cremona l'acqua è ancora più dura di qui e, ad esempio, sui 500 metri, ho fatto l'48". C’è poi stata una enorme differenza tra il tipo d'acqua che abbiamo trovato al St. Adolph Howard, un laghetto multo profondo, e quella del campo di regata dove il livello non supera i due metri e mezzo. Che qualcosa non ha funzionato è, d'altronde, dimostrato dal fatto che non soltanto io, ma tutti gli azzurri della canoa hanno reso terribilmente al disotto delle loro possibilità, con un calo di rendimento impressionante. Ad ogni modo, ripeto, sono pronto ad accettare il mio risultato. Ritengo di avere fatto tutto quel che potevo. Gli altri sono stati più bravi di me».

Dichiarazioni da autentico campione, con assoluta dignità. I problemi agitati da Perri sono comunque ripresi da Lepori e Puccetti, con maggiore vigore polemico: «Non tutti, in seno alla Federazione, sono stati all'altezza dei compiti. Perri è stato trasferito troppo presto a St. Adolph Howard a cento chilometri dalla città e qui le acque erano completamente diverse da quelle che abbiamo trovato sul canale dove si sono disputate le finali olimpiche».

24 Luglio 2019