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Domenica 22 Settembre 2019

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29 luglio 1987

Valtellina, catastrofe

Una frana ha cancellato due paesi, mentre Bormio è isolato

Valtellina, catastrofe

Ventisette i dispersi, sei feriti, un morto accertato. La tragedia continua

SONDRIO — «Abbiamo visto alzarsi una nuvola di polvere densissima e ci siamo resi conto che era caduta un frana con un fronte che posso stimare di 750-800 metri. È stata una cosa impressionante. La massa di terra, scesa dalla sponda destra, è risalita, dopo aver attraversato il letto dell'Adda, su quella sinistra per un'altezza di alcune decine di metri. Morignone e Sant'Antonio Morignone non esistono più».

Non solo, tutta la geografia della zona è mutata, e Bormio è ora totalmente separato dal resto dell'Italia.

Emilio Messi, vigile del fuoco era in volo su un elicottero ieri mattina nel momento in cui si è scatenata in alta Valtellina la seconda apocalisse in nove giorni. Un altro disastro il cui bilancio era ieri sera di un morto, ventisette dispersi e sei feriti.

La vittima si è avuta nella frazione Aquilone, poche case con un nome gentile, investita da un micidiale spostamento d'aria come quelli prodotti dall'esplosione di bombe. È una donna, Rita Bonetti. Dei dispersi la prefettura di Sondrio ha comunicato un'elenco ufficiale. Sette sono operai che avevano avuto accesso alla zona altrimenti interdetta a chiunque altro. Dovevano segnalare i movimenti franosi. E quindi abbandonare il posto.

Erano tornati «abusivamente» presso le loro case. Dopo essere stati medicati a Bormio sono stati ricoverati nell'Ospedale di Sondalo.

La gigantesca frana è calata rombando a valle, ha cancellato l'alveo dell'Adda e vi ha alzato una diga che si è gonfiata d'acqua diventando una bomba a vento. L'evento ha avuto la tragica grandiosità di una catastrofe idrica.

Milioni di metri cubi di terra, forse 10 milioni, secondo stime sono vedute giù come un castigo dalla Valpiola e, con la fluidità dell'acqua, si sono divisi in due rami: uno è sceso verso San Martino ponte del diavolo, l'altro verso Sant'Antonio Morignone.

In cinque minuti il tratto della Valdisotto rinferrato tra le vette e le pendici minori del monte Vallecetta la Cima De Piatti e Pizzo Coppetto è stato coperto da un oceano di roccia sbriciolata.

Quando quel magma da evento preistorico ha smesso di ribollire, dall'enorme polverone è emerso un inattendibile, isolato altipiano che prima non c'era. La coltre è tanto spessa che solo il campanile della chiesa di San Martino a Santolo sembra spuntare dal nulla, per metà inghiottite. L'eco rotolava ancora verso sud che i valligiani, vista la portata della nuova tragedia, hanno avvertito il sindaco di Sondalo. L'allarme è stato rilanciato mentre lo stesso Sondalo, distante circa 7 chilometri dal punto di impatto del materiale caduto, veniva raggiunto dalla nuvola di polvere. È stato l'inizio di una mobilitazione concitata.

Sondalo non correva grossi rischi, a monte del paese il corso asciutto dell'Adda denunciava però il nuovo, inatteso pericolo: il livello del fiume cresceva di circa 20 centimetri all'ora. Tempo ventiquattro ore perchè l'acqua tracimasse. Un'ondata per stamani? E poi quale altra conseguenza? Si è tremato.

Si è temuta una strage: si sapeva di molti abitanti della valle che percorrevano sentieri e evitavano da giorni i posti di blocco, per tornare alle loro case: trasgressione comprensibile ma pericolosa. La presenza degli operai era invece, purtroppo certa. Dovevano essere adottate più severe misure di sicurezza? Qualche errore dei geologi? Il sindaco, che con tutti gli altri colleghi della valle aveva partecipato l'altro ieri all'incontro con Zamberletti, subito rientrato da Roma sul posto ieri alle 14, è stato esplicito: «Avrei voluto che mi avessero ascoltato nei giorni scorsi, e anche ieri»

Sgombrati oltre mille persone, mentre l'azienda acqua del Comune di Milano ha disposto di chiudere le dighe in atto. Rientravano in parte ieri sera le disposizioni che prevedevano l'evacuazione fino a Tirano. Ma si preparava una notte di paura. La prova della caduta è attesa per oggi, È stato fatto tutto per evitare il peggio.

S. Antonio Morignone com'era nei giorni scorsi a causa dell'alluvione
e com'è adesso dopo la frana che ieri mattina si è abbattuta sulla Valtellina

23 Luglio 2019