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Lunedì 23 Settembre 2019

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27 luglio 1983

Rapimento Orlandi: molte le azioni di disturbo alle indagini

Un'altra voce ripete: uccideremo il Papa

Rapimento Orlandi: molte le azioni di disturbo alle indagini

Preghiere in Vaticano per Emanuela - Si comincia a temere che la ragazza sia già morta

Messaggi di morte, forse opera di mitomani. E nuovi falsi allarme che ogni volta fanno aumentare l'angoscia per la sorte di Emanuela Orlandi. Anche oggi «qualcuno» ha telefonato per chiedere la liberazione di Ali Agca in cambio della vita della ragazza. Ad accrescere la tensione è arrivata poi la notizia che nei pressi di Terni in un bosco, era stato trovato il cadavere di una adolescente. Ma, è stato accertato, le caratteristiche non corrispondono a quelle di Emanuela.

I presunti rapitori (o mitomani e sciacalli che siano) si sono fatti vivi per ben due volte questa mattina con i loro minacciosi messaggi telefonici al «Giornale d'Italia» e «Famiglia Cristiana». Hanno detto più o meno le stesse cose i due «telefonisti», «Se entro il 31 luglio 1983 — non libererete Ali Agca uccideremo Emanuela Orlandi. Siamo i rapitori di Emanuela Orlandi. Uccideremo Giovanni Paolo Secondo. Se abbiamo fallito il 13 maggio '81 non falliremo questa volta. Giovanni Paolo Secondo è un sovversivo servo della CIA. Giovanni Paolo Secondo è un fomentatore politico. 

Le parole usate per il messaggio fanno ritenere che si tratti di mitomani o sciacalli. Ma non è escluso che a telefonare siano stati proprio i rapitori della ragazza nel tentativo di creare maggiore confusione e depistare ancora di più le indagini.

In Vaticano stamane si è pregato per Emanuela. Oltre 200 persone (tutti cittadini vaticani o amici della famiglia Orlandi) si sono raccolte nella chiesa di Sant'Anna, all'interno dello Stato Pontificio, dove è stata celebrata una messa ed è stata fatta una supplica in favore della ragazza scomparsa.

Una frase dell'omelia di monsignor Van Lierde è suonata un po' strana ed ha attirato l'attenzione dei numerosi giornalisti presenti. «Hanno rubato Emanuela; — ha detto il presule fiammingo — ce l'hanno non con chi è veramente colpevole, ma con un'innocente; l'hanno rubata all'ambiente del Vaticano». Ed ha poi ricordato di aver ritrovato con commozione un cartoncino di auguri inviatogli a Natale dalla ragazza.

22 Luglio 2019