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Sabato 19 Ottobre 2019

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17 giugno 1955

Sommossa militare in Argentina

Sommossa militare in Argentina

Gli alti comandi della marina, con l'appoggio dell'aviazione, hanno tentato un colpo di Stato bombardando il palazzo del Governo e la residenza di Peron - Sanguinosi scontri per le strade di Buenos Aires con decine di morti - L'immediata reazione delle forze peroniste, secondo un radiodiscorso dello stesso Peron, "ha ristabilito l'ordine” - Proclamato lo stato d'assedio

Una giornata di sanguinosa sommossa militare ha caratterizzato la giornata a Buenos Aires. I dispacci radiofonici giunti a intermittenza all'estero hanno rivelato sommariamente le drammatiche fasi della sommossa i cui particolari non possono ancora essere pienamente saputi. Ecco comunque un quadro obiettivo della situazione secondo i dispacci ricevuti.

Tre esplosioni nei pressi del palazzo del Governo di Buenos Aires, hanno dato al principio del pomeriggio, il segnale della sommossa militare in Argentina. La numerosa folla che circolava per le strade dopo essere uscita dagli uffici, per l'ora della colazione, è rapidamente fuggita dal centro della città dirigendosi in preda al panico, verso i quartieri periferici. Più tardi si è venuto a sapere che si trattava di un apparecchio militare che cercava di bombardare la sede del Governo. Le bombe sono cadute sul Ministero delle Finanze attorno al quale sono stati raccolti una ventina; di morti e numerosi feriti.

Poco dopo la Radio nazionale annunciava che un apparecchio dell'aviazione della marina era stato abbattuto e tre altri, anch'essi decollati dalla base di Punta del Indio a 57 km. dalla capitale sono stati costretti ad atterrare. L'azione di questi apparecchi doveva costituire il segnale per un sollevamento militare generale.

Il Ministero della marina sembra essere stato il primo centro della capitale a dare inizio alla sommossa. Sebbene avesse circolato la voce che il primo reggimento si fosse unito ai rivoltosi, è stato visto un gruppo di circa 300 militari appartenenti a questa unità attaccare con mitragliatrici pesanti il Ministero della Marina. Frattanto la Confederazione Generale del Lavoro organizzava gruppi armati distribuendo ai propri militanti armi e bandiere. Alcuni elementi dell'Alleanza Popolare Nazionalista (peronista di estrema destra) aveva sostituito le forze di polizia, consegnate nelle caserme, e assicurato il mantenimento dell'ordine e la circolazione nel centro della città.

Alle 19,30 (ora italiana) e cioè due ore e mezzo dopo le tre esplosioni, le vie della città erano quasi deserte. Circolavano le notizie più contrastanti sull'attività militare nei dintorni della città. Un comunicato ufficiale letto alla Radio, comunicato che recava la firma di Peron, annunciava che la rivolta era sotto controllo e che era in corso di organizzazione una spedizione punitiva contro la base aeronavale di Punta del Indio. Forze di fanteria fedeli al Governo venivano schierate tra la capitale e la base ribelle.

15 Giugno 2019