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Martedì 18 Giugno 2019

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10 febbraio 1951

Tutti i bambini di Cremona avvolti nelle spire di una nuova mania

Collezioni di figurine appena lanciate, hanno già una loro borsa di quotazioni

Tatti i bambini di Cremona avvolti nelle spire di una nuova mania

A tutti piace fare, collezioni,  ai grandi e ai piccoli, perchè tutti hanno innato il senso della proprietà. E fare collezione, veder accrescere pezzo per pezzo la propria raccolta dà l'impressione di diventare ricchi. Di collezioni naturalmente ce n' è di ogni tipo, da quella delle maioliche cinesi, a quella dei tappeti persiani, da quella delle pipe, a quella dei pescicani imbalsamati, a quella dei francobolli. Ce ne sono poi altre più modeste, come ad esempio quella delle figurine.

Anche qui la storia è vecchia. La mania delle figurine istruttive collegate ai concorsi a premio è incominciata verso i primi del secolo. L'idea è sorta da prima ad un'industria dolciaria, che per meglio vendere le proprie caramelle pensò di immettere nei pacchetti delle lettere dell'alfabeto, alcune assai frequenti, altre rare. Chi, comprando un'infinità di pacchetti riusciva a mettere insieme determinate parole aveva diritto ad un premio. Non è certo il caso di dilungarsi poi sul famoso concorso delle cartoline Liebig, gioia e disperazione di due intere generazioni, e troppo noto ancora e vivo nel ricordo perchè valga la pena di essere rammentato.  Ancor a oggi, a distanza di tanto tempo un'intera collezione delle cartoline Liebig vale cifre ingentissime.

Ma il concorso dei concorsi, quello che ad un certo momento ha interessato l'opinione pubblica più della Società delle Nazioni, e della guerra in Etiopia, quello che ha spinto negozianti a commettere scorrettezze, e signore distintissime a perdere il senso della dignità ed ha dato luogo al più vertiginoso ed incredibile dei mercati  è stato quello delle figurine Perugina e Buitoni.

Tutti certo ricordano i brividi che si provavano al solo sentir nominare pezzi rari come «Il feroce Saladino», o la «Donna fatale» o la «Bella sulamita», e le fatiche, le astuzie, gli accorgimenti, le falsificazioni che si sono accompagnate, per ottenerli. Poi la guerra ha steso un velo anche su questa mania, che come tutte le cose umane doveva del resto ad un certo momento aver fine. Altri concorsi  sono stati lanciati nel dopoguerra, con un ritmo sempre più intenso, ma nessuno ha avuto il successo dei precedenti.

Ora sembra sia venuta la volta buona. Si tratta di una cosa semplice, al di fuori di ogni interesse economico se si esclude forse quello degli organizzatori, che hanno avuto un'idea davvero brillante. Hanno inondato i Provveditori ed i maestri di tutta la penisola di una serie di figurine a colori riproducenti tutte le possibili e più strane figurine di animali, — dai mammiferi agli invertebrati, dai leoni, alle formiche, ai pesci — pregandoli di distribuirle gratuitamente ai bambini. Gli insegnanti, considerato che le figurine erano utilissime da un punto di vista didattico per imprimere nelle menti dei bambini le figure di tutti gli animali, e che i bambini, pur di ottenerle in premio erano persino disposti a stare zitti ed attenti alle lezioni, il che se si considera è il massimo sacrificio che si possa richiedere ad uno scolaro, furono ben lieti di metterle in distribuzione.

Da quel momento è incominciato il successo davvero travolgente di questo concorso. I bambini a cui i vivaci colori e le strane figure, piacciono immensamente, hanno comperato gli appositi album in vendita presso tutte le edicole e ne hanno iniziata la raccolta. Una serie di otto figure costa solo dieci lire, è quindi alla portata di tutte le borse, anche le più modeste, e poi per chi riesce a riempire esattamente tutto l'album sono stati messi in palio dalla ditta organizzatrice ricchi premi. Esistono quindi tutte le condizioni per un completo successo, e già sono incominciati su vasta scala e con tutto il fervore che li contraddistinguono gli scambi dei pezzi doppi, in cambio di altri non ancora posseduti. Tutto questo si svolge naturalmente nei luoghi più impensati, per strada, durante la ricreazione, e soprattutto fra i banchi della scuola, con un ritmo a cui gli stessi maestri, che vedono ritorcersi a loro danno un'idea che era sembrata a loro splendida, non riescono a porre un freno. Ma chi soprattutto sono sommersi da tanto entusiasmo che non riescono assolutamente a comprendere, sono i rivenditori delle figurine, cartolai e giornalai, i quali sono letteralmente presi d'assalto tutta la giornata, e devono dedicare un apposito personale per soddisfare le sempre crescenti richieste.

Solo chi vive a contatto con i bambini può rendersi conto della gioia e della felicità che queste figurine danno loro, sino al punto di averli portati a trascurare quelle dei campioni dello sport, che, in tutte le epoche avevano sempre esercitato un grande fascino su di loro. E davvero le figurine degli animali, ben disegnate, e con appropriati colori, e portanti a tergo una completa descrizione delle principali caratteristiche della specie ritratta hanno tutti gli elementi per piacere alle fantasie semplici e desiderose di avvicinarsi all'ignoto, al meraviglioso, al fantastico dei bambini.

08 Febbraio 2019