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Martedì 18 Giugno 2019

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17 gennaio 1985

L'Italia lotta contro neve e pioggia

A Cremona 60 centimetri (e tutto è in piena emergenza)

L'Italia lotta contro neve e pioggia

Danni alle coltivazioni, prezzi in aumento
A Trento il manto nevoso ha superato il metro e mezzo - Roma in un mare d'acqua - Traffico ferroviario molto a rilento,
chiusa la maggior parte degli aeroporti - Pioggia e grandine nel Centro e al Sud - Gravi danni, non ancora quantificabili,
per le produzioni agricole, in particolare per verdura e frutta - Difficile l'approvvigionamento del bestiame

Al nord nevica ininterrottamente da oltre 48 ore e i trasporti sono in crisi. A parte la paralisi di Milano e provincia, la Regione più colpita dal maltempo è il Trentino Alto Adige. Il capoluogo, dove la neve scende da almeno 60 ore, è sotto un manto bianco alto un metro e mezzo. Non succedeva da almeno 56 anni. Tanto che si è deciso di chiudere al traffico il centro storico. Sono bloccate anche numerose strade extraurbane per frane, smottamenti e valanghe, e il Club Alpino Italiano è in stato di all'erta per possibili slavine sulle Dolomiti e le Prealpi venete. A Trieste continua a rimanere impraticabile il porto, la bora soffia a 75 chilometri all'ora e in mattina è stata chiusa anche l'Università. Nevica di nuovo sui monti della Sicilia e il resto della Penisola è sotto scrosci di pioggia, acquazzoni e grandinate, che hanno provocato numerosi allagamenti. Nell'agrigentino c'è stato un violento nubifragio e a Roma si sono battuti tutti i record di pioggia: 43 millimetri in 24 ore.  

A Cremona 60 centimetri (e tutto è in piena emergenza)
La neve da martedì mattina ininterrottamente cade sulla nostra città. Ormai siamo arrivati a 60 centimetri con lo strato di queste ultime 48 ore che ai è aggiunto al precedente (di 25-30 centimetri) della prima nevicata di domenica sera. In stazione i treni transitano con gravi ritardi, nonostante l'utilizzo di 50 militari. La città e la provincia, le strade, i bus, i treni, le scuole, il traffico, i parcheggi, i servizi pubblici, le industrie, gli uffici, tutto è in piena emergenza. In provincia si sono registrati crolli e danni.

Ormai siamo all'emergenza
La situazione meteorologica continua a mantenersi su livelli che destano vive preoccupazioni
Sono molti i settori entrati in crisi per il perdurare del maltempo e per le difficoltà dei trasporti
Prima i disagi affrontati con filosofia, ma ora comincia la paura. La neve ha raggiunto ormai i 60 centimetri di spessore ed i tetti di alcune vecchie case, capannoni e stalle stentano a reggerne il peso. Già ieri si sono avuti numerosi crolli sia in città che in provincia; fortunatamente nessuno è rimasto ferito. Ma le previsioni del tempo non inducono all'ottimismo.
Secondo il professor Furia, direttore dell'Istituto Geofisico di Varese, dopo brevi schiarite nella giornata odierna, si annunciano giorni di pioggia; e l'acqua appesantisce maggiormente lo strato nevoso

Anche il settore industriale è in grave difficoltà a causa del maltempo.
Numerose le assenze sui posti di lavoro, specialmente in quelle aziende che si avvalgono dell'opera di pendolari. In numerose ditte si sta valutando la possibilità di anticipare ferie e permessi sino a domenica. Questo per non ricorrere alla cassa integrazione, almeno per il momento. Tale decisione è stata già presa a Crema dalla Olivetti i cui circa 750 dipendenti resteranno a casa sino alla prossima settimana. A Cremona, sta decidendo in tal senso la Feraboli, la quale sarebbe orientata anche verso una possibile provvisoria riduzione dell'orario di lavoro.
Numerose altre aziende sono invece in altrettanto grosse difficoltà a causa dell'impossibilità di effettuare i trasporti. In tal modo non è possibile ricevere i materiali necessari per le varie lavorazioni, mentre molti magazzini sono stracolmi e non consentono ulteriori scorte perchè non è possibile dare evasione agli ordini già pronti.

15 Gennaio 2019