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Lunedì 22 Luglio 2019

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15 marzo 1928

L'epico volo del "sarcofago volante" finisce in tragedia

Elsie Mackay voleva essere la prima donna trasvolatrice oceanica e si era affidata all'eroe del RAF Walter George Raymond Hinchliffe

L'epico volo del

Gino Girolimoni, l'uomo che divenne un sostantivo dispregiativo

Come è stato- annunciato giorni or sono, la SezÌone d'Accusa ha assolto completamente Gino Girolimoni dalla grave imputazione di strage di bambine. Eccovi della sentenza le partì più interessanti : « La Sezione d'Accusa ritiene tinico l'autore de§li efferati delitti e ciò attraverso una sene di deduzioni che possono così riassumersi : 1) uniformità dei mezzi di adescamento delle bambine sia nella esecuzione dei delitti ; 2) individualità del coljwvole caratterizzata da prudenti accortezze helPazione delittuosa rivelate da, tipiche forme di psicopatia, sessuale dissimnlabile dalla speciale scelta dei soggetti passivi dei delitti e palesati altresì dagli speciali e sempre identici atti di ferocia compiuti sulle vittime ». La sentenza si occupa in modo particolare dell uccisione della piccola Armanda Leonardi, ultimo dei delitti avvenuto la sera del 12 marzo 1927. Ricorda come si arrivò all'agresto e alla denunzia del Girolimoni, principalmente per il fatto del preteso riconoscimento in lui dell'uomo che la sera stessa del delitto fu visto insieme con una bambina nell'osteria di tale Massacoesi Giovanni, presso piazza del Fico, nella cui località la bambina fu rapita. Largamente e Con scrupoloso ragionamento la sentènza dimostra l'errore nel quale caddero tutte le persone che pretesero di rico-nosoere nel Girolimoni il detto individuo. Anzi, la sentenza ritiene per fermo che il detto non era l'uomo che aveva rapito la Leoiiardi ma bensì quel tale fornaciaio Marinutti che pochi giorni dopo l'arresto del Girolimoni aveva spontaneamente dichiarato* alla Pubblica Sicurezza essere lui la persona entrata con la propria figlia nell'osteria Massaccesi. Infaitti, tutti i dati caratteristici del Marinuitti, sia somatici sia per il dialetto che parlava, sia per le circostanze che apparivano dalla sua breve presenza nell'osteria, corrisposero perfettamente a quanto i testimoni avevano dichiarato. La sentenza riconosce la perfetta credibilità del teste Marinutti, risultato persona, degna della massima fede.

14 Marzo 2019