il network

Lunedì 21 Ottobre 2019

Altre notizie da questa sezione


MORTE SUL LAVORO

Tragedia in una azienda agricola del Pavese, i sogni dei due fratelli Singh partiti dal Cremonese

Quattro persone morte annegate in una vasca di decantazione dei liquami, i due titolari avevano mosso i primi passi tra Cornaleto e San Bassano

Tragedia in una azienda agricola, morti quattro operai

PAVIA (12 settembre 2019) - Due delle vittime della tragedia di Arena Po (Pavia) in cui hanno perso la vita quattro persone hanno un passato cremonese: i fratelli Tarfem e Prem Singh, titolari dell’azienda teatro dell’ennesimo incidente sul lavoro, hanno mosso tra Cornaleto e San Bassano le prime esperienze da imprenditori agricoli. Prima, tra il 2005 e il 2010, hanno lavorato come braccianti in una cascina di San Bassano; in seguito, per qualche anno, hanno rilevato in affitto un’azienda in località Trecca, tra Cornaleto e San Latino, conducendola in proprio. Un’esperienza soddisfacente. Talmente positiva e fortunata che ha spinto entrambi a compiere il grande passo, e a trasferirsi in provincia di Pavia, dove dal 2015 lavoravano come titolari dell’allevamento in cui hanno trovato la morte. Con loro hanno perso la vita anche due dipendenti, di 29 e 28 anni.

I quattro stavano lavorando vicino a una vasca per il compostaggio dei fertilizzanti vicino a una stalla. Improvvisamente uno dei quattro è finito nella vasca. Da quanto è emerso i due dipendenti stavano caricando un’autobotte con i liquami, che poi avrebbero dovuto spargere nei campi. Forse ci sono stati problemi nell’aspirazione. Un operaio si è calato nella vasca ed è caduto. Gli altri tre, secondo la ricostruzione effettuata dai carabinieri di Stradella, sono a loro volta caduti nel vano tentativo di recuperare il loro connazionale. Ogni sforzo per salvarli è stato inutile. Nel giro di pochi minuti sono accorse sul posto diverse ambulanze del 118, oltre a carabinieri, vigili del fuoco e ispettori dell’Ats.

Per i quattro indiani non c'è stato nulla da fare. Per il recupero dei corpi è stato necessario lo svuotamento della vasca da parte dei vigili del fuoco. L’operazione è avvenuta dopo che nel pomeriggio è giunto sul posto il procuratore aggiunto di Pavia, Mario Venditti: il recupero dei cadaveri si è svolto tra la disperazione dei familiari delle vittime.

«È una tragedia agghiacciante che ci lascia tutti sgomenti e senza parole la morte di quattro operai in un’azienda agricola nel Pavese. È davvero una sconfitta per tutti». Lo scrive su twitter la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan. «La sicurezza sul lavoro è una priorità, una vera emergenza nazionale che il nuovo governo deve affrontare insieme alle parti sociali con urgenza e con provvedimenti straordinari».

«Ennesimo agghiacciante incidente mortale sul luogo di lavoro che ha coinvolto quattro operai in Lombardia. Ora più che mai serve un’azione forte da parte del governo, è quindi necessario un intervento tempestivo per porre fine a queste stragi silenziose. Non possiamo più restare a guardare». Lo dichiara in una nota il segretario generale dell’Ugl, Paolo Capone. «I numeri parlano chiaro: nel primo semestre del 2019 ci sono stati 482 decessi, il peggior dato dal 2016. Occorrono più controlli, una maggiore formazione e diffusione della cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro, soprattutto in quelli più a rischio. L’Ugl
- conclude - è in tour con la manifestazione 'Lavorare per  vivere' volta a sensibilizzare l’opinione pubblica sul triste fenomeno».

«Quattro operai hanno perso la vita oggi in un’azienda agricola vicino Pavia. Il mio pensiero va prima di tutto alle famiglie. La sicurezza sul lavoro è un diritto irrinunciabile, dobbiamo fare ogni sforzo per garantirlo». Così il ministro delle Politiche agricole Teresa Bellanova (Pd) su Twitter.

12 Settembre 2019

Commenti all'articolo

  • Alessandro

    2019/09/12 - 23:11

    Ecco il solito teatrino dei politicanti e sindacalisti. La parola che vi deve rimanere in testa è PREVENZIONE e non "più controlli" perchè i controlli soffocano la burocrazia e soffocano la sostenibilità delle imprese perchè le sanzioni non servono a niente se non a rimpinguare le casse dello stato. Le sanzioni una volta pagate non riducono l'errore perchè l'errore è umano e ci vuole un niente, una disattenzione, un guasto tecnico improvviso per tramutare una normale giornata lavorativa in un dramma. PREVENZIONE E FORMAZIONE

    Rispondi