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12 giugno

Lettere al Direttore

Gigi Romani

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lromani@laprovinciadicremona.it

13 Giugno 2016 - 16:38

IL CASO
La Residenza Duemiglia una risorsa per gli anziani
Gentile direttore,
scriviamo in riferimento all’articolo di Guglielmone e all’intervista all’ex assessore De Micheli apparsa su La Provincia del 9 giugno. Siamo le figlie di due ospiti del Centro Duemiglia, e ci sembrano necessarie alcune precisazioni.
1) La Residenza è una Comunità alloggio, quindi riservata a persone quasi totalmente autosufficienti.
2) Già prima le eventuali (rare, per fortuna) emergenze notturne venivano gestite chiamando con il telefono in corridoio l’infermiera in turno presso la Rsa Cremona Solidale (distante pochi metri), la quale, valutata la situazione, decideva se chiamare il medico di guardia della stessa Rsa.
3) L’unico cambiamento è che ora l’infermiera potrà chiamare il numero unico di emergenza, il 112, che potrebbe quindi intervenire addirittura più rapidamente e la stessa infermiera fa sempre comunque (come prima) il giro ben due volte durante il turno notturno, per controllare gli ospiti del Duemiglia.
4) Sia il direttore sanitario Pani che la dottoressa Barilli hanno mostrato subito la massima disponibilitàࠡad un nuovo incontro con noi familiari a breve per valutare l’andamento della situazione e, se ci dovesse essere qualsiasi problema, sono pronti a trovare soluzioni alternative.
Vorrei aggiungere, come medico geriatra e anche come cittadino, che la Residenza Duemiglia è una risorsa della città. Una struttura che non solo funziona molto bene, ma dove i nostri anziani sono curati, seguiti e ‘coccolati’; tutto il personale infatti, oltre ad essere preparato e attento, cerca di stabilire buone relazioni che sono fondamentali per la salute psicofisica della terza età. Certi titoli invece creano solo molta ansia (e ingiustificata) ai nostri cari.
Alessandra Marrè e Franca Dilda
(Cremona)
Mi fa piacere che il servizio reso dalla Residenza Duemiglia sia di alto livello e mi permetto di far presente che nessuno ha mai scritto il contrario. Nel servizio abbiamo solo sottolineato la questione della sorveglianza notturna e la sua lettera mi pare confermare quanto da noi evidenziato. Da parte nostra non c’è alcun desiderio di fare polemica o di creare ansia. Semmai c’è la voglia di mettere in risalto alcuni nodi che, se sciolti, possono rendere migliore un servizio già ottimo.

LA POLEMICA
Italicum e riforma del senato sono un attacco alla costituzione
Signor direttore,
pur nel rispetto delle idee altrui e delle relative scelte di parte, non mi è piaciuta l’affermazione della ministra Boschi che definisce ‘fascista’ (e perché non comunista, peronista, franchista, nazista, maoista ecc.) colui che, come il sottoscritto, sceglierà di votare ‘No’ al referendum. (...)
Venendo al dunque e per quanto constatabile, il suo capo, Renzi, afferma e non spiega, decide e non discute, alla governabilità piega tutto, in quanto è importante governare ma, per quel che mi riguarda, decidere per governare impoverisce la democrazia: di tutto ciò ne è testimonianza il lavoro parlamentare che, sin qui, è andato avanti grazie al ricorso al «voto di fiducia», fiducia garantita da parlamentari transfughi o opportunisti. Per non parlare poi del disegno di Renzi, che lascia chiaramente intravvedere una deriva totalitaria nella nuova legge elettorale. (...)
Risparmio ai lettori la lezione di storia, quella lettura della storia che evidentemente manca alla ministra in questione, mi risulta sufficiente arrivare al dunque, ossia che con una percentuale bassissima di voti, grazie all’introduzione di un ballottaggio al minimo, un partito riceve un premio di maggioranza creando gravi squilibri e danni per la democrazia, con un evidente superamento del principio di uguaglianza del voto, principio sancito dalla stessa corte costituzionale. Mi si chiederà perché sono partito dalla nuova legge elettorale: questa legge è funzionale e propedeutica a quella di riforma del Senato, al fine di creare una concreta posizione di potere. Infatti, volendo rispondere alla pancia dei cittadini, il governo Renzi, a parte lo sforzo pubblicitario voluto ad enfatizzare gli interventi tematici circa lo smaltimento burocratico nel legiferare, rispetto alle procedure richieste nel bicameralismo perfetto, madre di tutte le riforme, sta contrabbandando, quale intento virtuoso, il dimagrimento del numero dei senatori nel nuovo organismo e, quindi, il realizzo di un minor costo della politica con la creazione di un «ibrido» così come verrà a sostanziarsi il nuovo Senato, che sicuramente partecipativo non è, ma che in compenso porterà frutti, grazie al premio di maggioranza al partito di governo (ad esempio, oggi al partito democratico) guidato da un premier padrone. In questo Senato, i cui membri non vengono eletti direttamente dal popolo, bensì in seconda nomina dai consigli regionali nell’ambito dei propri consiglieri e nel rispetto delle relative maggioranze, non mancheranno costi in trasferte, missioni e quant’altro, che tenderanno fatalmente a salire com’è costume consolidato nel nostro Paese, vanificando l’aspetto economico, così come pure non mancheranno dispute ed incertezze circa l’applicazione dell’immunità parlamentare nei casi specifici, visto che già ora non mancano senatori e parlamentari indagati, ma esprimerà maggioranze riflesse in grado di rafforzare il potere: un vero attentato alla democrazia! Di fronte a tutto ciò ed al pericolo di un ritorno ad un infausto passato, ritengo che la costituzione del 1948, in materia, non si debba toccare e debba rimanere integra come stimolo di difesa di quella democrazia, faticosamente ottenuta, di cui ogni uomo libero deve sentirsi fiero e riconoscente, dopo una ventennale dittatura e uno scellerato conflitto mondiale confluito in una guerra civile. (...)
Giuseppe Turcinovich
(Cremona)

San Bassano: mi ha abbracciato e mi ha sfilato l’orologio, attenti
Signor direttore,
con queste mie poche righe voglio raccontarle quanto mi è successo giovedì 9 giugno, nella speranza che possa essere utile ad altre persone. Alle ore 12 esco dallo studio delle mie figlie posto a San Bassano, di fronte all’incrocio con la via Locatelli; dopo una ventina di passi in via Locatelli, mi viene incontro una ragazza, sui 20-25 anni che mi chiede dove si trova la farmacia. Le rispondo che è nella casa di fronte a noi ma lei mi dice di non capire, allora dico ad una signora conoscente, che stava passando, di accompagnarla per circa dieci metri sino alla porta della farmacia stessa. A quel punto la ragazza, che diceva di essere una portoghese, improvvisamente mi si avvicina, mi ringrazia calorosamente e mi abbraccia, dandomi anche un piccolo colpo sul braccio sinistro. Poco dopo mi accorgo di non avere più l’orologio d’oro, ma della ragazza più alcuna traccia. Nel pomeriggio ho sporto denuncia alla stazione dei carabinieri di Pizzighettone. L’unica mia speranza è che le telecamere comunali poste ad una trentina di metri, rivolte verso via Roma e via Locatelli abbiamo registrato ogni cosa e che quindi quella ‘signora’ possa essere rintracciata e posta in condizione di non fare pi danni del genere, che oltre all’importo del furto, umiliano profondamente.
Gigi Ventura
(San Bassano)

In via Lugo necessari lavori a marciapiedi e feritoie
Egregio direttore,
oltre alla segnalazione apparsa nei giorni scorsi sul giornale sulle condizioni in cui si trova il quartiere Po, ne approfitto per chiedere agli assessori Manfredini, Virgilio e loro collaboratori:
1) quando e come si potrà valutare la sistemazione del marciapiedi di via Lugo (tratto viale Po - via Mincio) in ambo le parti;
2) chi bisogna sensibilizzare per liberare le feritoie di via Lugo oramai ostruite da tempo.
Giovanni Garavelli
(Cremona)

Il bilancio positivo è un dovere per un’azienda pubblica
Egregio direttore,
il dottor Ablondi direttore dell’ospedale Maggiore di Crema, ha risposto sul suo giornale alla mia lettera pubblicata il 7 giugno circa i premi di risultato e dichiara che i premi di risultato corrisposti ai dipendenti derivano da un misto di obiettivi regionali-aziendali verificati da un organismo esterno all’azienda. Questo, non m’interessa. Il fatto poi che nella struttura ospedaliera vi lavorano più di 1.000 dipendenti su turni anche festivi mi pare scontato per un ospedale, quindi nulla di nuovo. Per ciò che riguarda i premi di risultato che riceveranno i tre direttori so benissimo anch’io che derivano da disposizioni di legge. Ma quel che io chiedo e voglio sapere: quali sono i risultati ottenuti che comportano l’erogazione di tali incentivi? Chiudere i bilanci in positivo? Ovvio mi pare che chiudere bilanci in positivo, se l’azienda è ben amministrata, è un dovere, un obbligo. Cosa mi vuole poi dire se avessi consultato meglio il sito stipendi e relativi incentivi e speso meglio il mio tempo avrei saputo che il tutto è stabilito dalla legge. Grazie! Questo lo so anch’io. La sua risposta non mi soddisfa per niente e l’importo di premi è un’esagerazione, uno schiaffo a chi è senza lavoro e deve mantenere una famiglia. Altro che mia indignazione. Ribadisco: meglio sarebbe spendere quei 2,4 milioni di euro per opere più importanti, quali dare lavoro a diversi disoccupati e migliorare ancora i servizi e l’assistenza dello stesso ospedale.
Mario Giuriati
(Crema)

Salvata l’anatra e i suoi piccoli
Una bella storia a lieto fine
Gentile direttore,
vorrei complimentarmi ed esprimere la mia gratitudine per il bellissimo articolo, corredato da fotografie davvero commoventi, sul salvataggio al quartiere S. Ambrogio dell’anatra che si è smarrita con i suoi 12 piccoli! Sui media, in rete, in televisione ormai impazzano storie e immagini davvero raccapriccianti. Finalmente una storia a lieto fine, queste cose fanno bene al cuore. (...)
Michela Thiele
(Crema)

Oggi la finale a Hong Kong
Brava l’Under 15 della Vanoli
Gentile direttore,
oggi i ragazzi under15 della Vanoli Youg Cremona di basket disputeranno la finale (vincendola ne sono sicuro) del torneo South China Showcase di Honk Kong in Cina dopo aver disputato le partite vincendole tutte. Non sarà la serie A, ma questi ragazzi si meritano una grande attenzione da parte del giornale. (...)
Tommaso Conversano
(Cremona)

I bimbi hanno bisogno d’amore non di differenze sessuali
Egregio direttore,
alla retorica sessista e maschilista di don Franzini e di un gruppo di genitori cattolici casalaschi rispondo che l’omosessualità appartiene a tutte le specie animali e a tutti gli esseri umani donne e uomini creati da Dio a sua immagine e somiglianza. Non è una scelta. (...) I gay sono persone che hanno affetti normali, e quindi possono adottare bambini. Le famiglie oggi sono formate anche da coppie gay e lesbiche con figli. I figli non sono perché un uomo va a letto con una donna. Sono figli perché li si cresce, e si sta attenti ai loro bisogni, li si ama ed educa alla vita. I bambini hanno bisogno d’amore, non di differenze sessuali. La famiglia non è formata da organi genitali riproduttivi maschili e femminili. Certi cattolici che dovrebbero parlare di spirito, invece hanno la concezione materialistica più bieca della famiglia. Si sta insieme non solo per mettere al mondo dei figli come delle macchinette, ma per volersi bene, e fare insieme progetti di vita. Il celibato e la castità sono contro natura, e se facciamo come i preti, il mondo finirebbe in una generazione. (...)
Luciano Bartoli
(Cremona)

Se temiamo il fascismo siamo una democrazia debole
Gentile direttore,
il 18 maggio pubblicò una mia lettera nella quale in sostanza chiedevo all’Anpi una più pacata reazione verso le nostalgiche manifestazioni organizzate dagli ex appartenenti alla RSI. Ora, il portavoce dell’Anpi di Cremona V. Montuori, nella parte conclusiva della sua lettera del 9 giugno, considera inopportune le critiche rivolte all’associazione da parte di chi ‘dovrebbe riconoscersi nei valori dell’antifascismo’. Mi sono forse mutato in un nostalgico del fascismo? Certamente no, ma non rinuncio alla storia del mio Paese poiché il fascismo a questo punto è relegato nella storia e nessuno lo potrà mai resuscitare. Non di certo gli ultraottantenni reduci di Salò. Mi viene da pensare che la nostra democrazia sia ben debole e incerta se dopo settant’anni teme e reprime eventi e idee che sono comunque ‘storia nostra’. Se poi, con disprezzo, guardo all’infimo livello della dialettica etica e politica attuale, mi convinco sempre più che abbiamo necessità di un nuovo Risorgimento.
Ernesto Alberichi
(Spino d’Adda)

Le periferie hanno inflitto una sonora batosta al Pd
Egregio direttore,
tra le molteplici letture che si possono dare al responso delle elezioni amministrative, un aspetto, forse per non pochi sorprendente, merita un’attenta riflessione: il sovvertimento nell’espressione del voto tra le periferie, che hanno inflitto una sonora batosta al Pd, e i centri storici, che hanno invece premiato la sinistra. Un paradosso solo apparente: l’alta borghesia, che da questa Italia sempre più squinternata non riceve di fatto alcun danno, si fa garante dello status quo. Chi gode di pingui conti in banca, dichiarazioni dei redditi più o meno sontuose, talvolta frutto di rendite di posizione che proprio l’Italia così com’è e com’è stata fino ad oggi ha garantito, non ha alcun interesse a cambiare. È il gattopardismo della sinistra borghese e radical chic, che vede nel cambiamento una minaccia seria alla propria posizione di privilegio. Renzi e i suoi, ormai, esprimono solo una garanzia per costoro. Quelli, per esempio, che dalla quotidiana invasione di immigrati non hanno quasi nulla da temere (almeno per ora), diversamente dagli abitanti delle periferie, che della politica distruttiva di questo governo pagano ormai quasi quotidianamente il conto.
S. M.
(Cremona)

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Commenti all'articolo

  • ilgurzo2003

    14 Giugno 2016 - 09:37

    sugli affetti dei gay nessuno obbietta niente. sulla possibilità di adottare bambini invece bisogna ricordare che non è il desiderio della coppia omosessuale che dobbiamo assecondare a tutti i costi ma il diritto (una volta ovvio, sottointeso, naturale) di un bambino ad avere il meglio che possa avere e cioè una mamma e un papà. Immagino che li abbia avuti anche Bartoli e lo invito a considerare le differenze tra i due dal suo punto di vista di figlio: ciò che insegna il papà maschio è diverso da ciò che si impara dalla mamma femmina (leggere Risé lo aiuterebbe a capire). Se mi mettessi a fare esempi dovrei banalizzare e semplificare troppo, ma basterebbe l'esempio della bicicletta, di quando si impara, per capire (chi è dei due che è preoccupato per le ginocchia e la salute del figlio e chi insiste affinché pedali da solo ?) . Ci pensi chi ha ideologizzato la battaglia sui diritti dei gay (che li hanno tutti i diritti, già adesso). Guardate la vostra esperienza.

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