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Quando la comicità incontra la clorofilla: Storti e Mancuso accendono il teatro

Uno spettacolo-lezione sugli alberi capace di unire divulgazione scientifica e ironia porta il pubblico dentro il mondo vegetale, tra radici intelligenti, storie sorprendenti e nuovi sguardi sul rapporto tra uomo e natura

Luca Muchetti

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redazioneweb@laprovinciacr.it

31 Gennaio 2026 - 08:17

Quando la comicità incontra la clorofilla: Storti e Mancuso accendono il teatro

Stefano Mancuso e Giovanni Storti sul palco

CREMONA - Mentre la nostra casa va a fuoco, uno spettacolo-lezione sugli alberi (e sulle mille implicazioni della loro presenza o assenza) riempie teatri lungo tutto il Paese. E così è stato anche ieri sera all’Infinity 1 di CremonaFiere.

La coppia sul palco è una di quelle che non ci si aspetta, o meglio non non si aspetta chi conosce i due solo superficialmente: Giovanni Storti è parte del trio comico più celebre d’Italia - Aldo, Giovanni e Giacomo -, ma quando è lontano dai riflettori il più delle volte è con piedi e mani nella terra, curando le piante di un terreno in Piemonte. Una passione che di frequente condivide su Instagram da un account con oltre un milione di follower: video semplici e realizzati direttamente sul campo a raccontare di spettacolari fioriture, incredibili meccanismi biologici che ogni anni regolano la vita del mondo vegetale, piccole lezioni di botanica, curiosità nel verde, bricolage da orto e routine da giardino. Una piccola enciclopedia che fa venir voglia di lasciare subito la città.

pubblico

L’altro è Stefano Mancuso, neurobiologo vegetale, saggista e professore all’Università di Firenze. In anni in cui l’interesse per il mondo arboreo è cresciuto nella popolazione, è diventato un volto popolare e di riferimento per tutti coloro che si sono avvicinati all’argomento. La lista dei suoi libri è lunga. Fra quelli di maggiore successo ci sono Verde brillante, L’incredibile viaggio delle piante, La nazione delle piante e Fitopolis.

È anche sostenitore di una tesi affascinante sull’intelligenza delle piante, secondo cui il mondo vegetale non sarebbe popolato da organismi passivi, ma da esseri sofisticati dotati di caratteristiche uniche come una intelligenza diffusa, più sensi sviluppati del genere umano. Inoltre, le piante interagirebbero fra loro con un codice comunicativo, con memoria e capacità di apprendimento. Teorie ancora discusse e approfondite nel mondo scientifico, anche perché rivoluzionarie, ma che nel frattempo hanno contribuito a cambiare radicalmente (è davvero il caso di dirlo) l’approccio dell’opinione pubblica italiana a temi come il surriscaldamento climatico e il consumo di suolo in relazione alla presenza o all’assenza del verde.

Insomma un cambio di paradigma frutto anche del linguaggio, spesso metaforico e quasi sempre accessibile, che Mancuso utilizza in tv e in teatro. «Questo spettacolo nasce da un problema - spiega Storti presentandosi da solo di fronte a una scenografia coloratissima -: il mio vicino di casa Attilio voleva realizzare un campo da padel nel suo giardino, ma avrebbe dovuto tagliare uno splendido tiglio. Solo una persona avrebbe potuto convincerlo: il profeta della Clorofilla, Stefano Mancuso!».

Da lì in poi la lunga lezione comico-seria dei due riempirà di informazioni il pubblico: dalla bassissima percentuale di presenza umana e animale fra la totalità degli esseri viventi nel mondo, all’intelligenza delle radici capaci di orientarsi, dai movimenti del tronco durante la vita degli alberi alla dendrocronologia (metodo per ricostruire climi e temperature in tempi remoti attraverso l’analisi dei tronchi), dall’incredibile aneddoto su Donald Currey (il ricercatore che nel 1964 abbatté per errore Prometheus, un pino dai coni setolosi di oltre 4.000 anni in Nevada), alle gazzelle del Botswana avvelenate dalle piante, tramite le foglie, per autodifesa. Fino alla scoperta della riproduzione entomofila (l’impollinazione mediata da insetti) all’epoca giudicata scandalosa.

Lo spettacolo visto all’Infinity 1 mette insieme le caratteristiche dei suoi due protagonisti e lo fa con una formula infallibile: se le spiegazioni di Mancuso sono ricche di suggestioni e di stupore per chi ascolta - una passeggiata fra radici, tronchi e chiome che di volta in volta rende il pubblico in sala uno gnomo vicino a ogni segreto della terra, oppure un gigante capace di osservare dall’alto interi boschi -, gli inserti di Storti strappano una risata mai fine a sé stessa, ma detonatore perfetto di geniali intuizioni, salvifiche semplificazioni per non addetti ai lavori, con la simpatia e lo stile che hanno reso grande il trio. Due ore di conoscenza e divertimento che incrociano scienza, storia, comicità, e che da oggi ci fanno osservare con altri occhi anche il vecchio albero che abbiamo sempre visto di fronte a casa.

E stasera tocca ai Beatles. Il gran teatro Infinity 1 alle 20.30 ospiterà lo show The Beatbox - The Beatles Legend: un viaggio teatrale imperdibile che celebra la straordinaria carriera dei Beatles, portando il pubblico attraverso le epoche e le evoluzioni che hanno caratterizzato il leggendario quartetto di Liverpool. Sul palco, The Beatbox, acclamata dalla critica e dai fan come il miglior live act beatlesiano europeo, ricrea con maniacale precisione i suoni e le atmosfere che hanno reso immortali i Beatles.

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