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CORONAVIRUS: LA PUBBLICAZIONE

La grammatica del nuovo mondo nel libro di Filippo Poletti

50 parole chiave a partire da 50 racconti di cronaca. Tra questi, quello dell’infermiera di Cremona Elena Pagliarini, addormentatasi sul tavolo di lavoro e immortalata in rete

Daniele Duchi

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dduchi@laprovinciacr.it

08 Dicembre 2021 - 08:56

La grammatica del nuovo mondo nel libro di Filippo Poletti

L'immagine iconica dell'infermiera cremonese Elena Pagliarini

MILANO - "Radicale come la prima, la seconda, la terza e la quarta rivoluzione industriale. È la rivoluzione universale del covid, quella che ha cambiato per sempre la nostra vita. Non solo, dunque, una tragica emergenza sanitaria con più di 133 mila morti e oltre 5 milioni di casi confermati in Italia tra il 2020 e il 2021, ma anche un cambiamento epocale". È la lettura proposta dal giornalista e top voice di LinkedIn Italia Filippo Poletti nel libro Grammatica del nuovo mondo attraverso la presentazione di 50 parole chiave a partire da 50 racconti di cronaca: edito da Lupetti, il libro ordina i vocaboli alfabeticamente presentandone l’etimologia, andando dalla A di Aurora alla G di "grazie", dalla I di "italiani" alla S di "smart working", fino alla U di "umanità". Tra le parole del nuovo mondo ci sono aggettivi che hanno invertito la loro valenza (come positivo, diventato un termine negativo) ed espressioni che hanno assunto nuovi valori (come RT, il re-tweet del social media Twitter utilizzato oggi per indicare il tasso di contagio, o "mani pulite", espressione legata nell’immaginario collettivo all’inchiesta giudiziaria di cui sta per ricorrere il tren-tennale e dal 2020 raccomandata da tutte le autorità come norma igienico-sanitaria).

IL PAZIENTE UNO

Nel dizionario di Poletti figurano lemmi diventati di uso comune come mascherina, smart working, infodemia o memorabilia dal nome dell’iniziativa pavese di raccolta di ricordi tra gli anziani promossa dallo Spazio Geco a partire dal 2020. Tra i termini c'è anche "paziente", legato nella memoria degli italiani al caso di Codogno di Mattia Maestri: la sua vicenda, raccontata dai media nella notte tra il 20 e il 21 febbraio 2020, "è un invito a riflettere - scrive Poletti - come di fronte al male tutte le persone hanno la stessa dignità e devono essere curate nel miglior modo perché, come dimostra la storia a lieto fine di Mattia, per tutti ci può essere un futuro luminoso". Nella grammatica pandemica, introdotta dalla premessa del filosofo Salvatore Veca e completata dalla postfazione dello psicanalista Luigi Ballerini, trovano spazio nomi propri di persona che hanno contribuito a scrivere le pagine del nuovo mondo: è il caso della piccola Aurora Maria Perottino, nata a Moncenisio in Piemonte nelle settimane seguite allo scoppio del coronavirus, dopo anni che il secondo Comune più piccolo d’Italia non vedeva più una culla riempirsi. È il caso, a proposito di persone, del capitano campano della Diamond Princess, Gennaro Arma, ultimo a scendere dalla nave posta in isolamento dal 5 al 27 febbraio 2020 nel porto di Yokohama in Giappone. 

La pagina del libro dedicata a Elena Pagliarini

ELENA E LA FOTO-SIMBOLO

Oppure, ancora, dell’infermiera di Cremona Elena Pagliarini, addormentatasi sul tavolo di lavoro e immortalata in rete, della ricercatrice dello Spallanzani di Roma Francesca Colavita, a cui si deve l’individuazione della sequenza del nuovo coronavirus, dei nonni emiliani Alma Clara Corsini e Alberto Bellucci, ribattezzati da Poletti "nonni Speranza" dopo aver sconfitto la malattia respiratoria all’età di 95 e 100 anni. Ed è il caso - prosegue Poletti nel racconto persona-centrico - del presidente dell’Inter Steven Zhang, autore dell’invettiva "pagliacci" indirizzata al presidente della Lega dei professionisti della Serie A Paolo Dal Pino in vista del match Juve-Inter all’inizio della pandemia, e dell’imprenditore veronese Gian Luca Rana con il super stipendio elargito a Natale ai dipendenti. A completare il libro, accanto alla sitografia, alla socialgrafia e all’appgrafia, c'è l’ecatòmeron ossia la cronaca dei primi 100 giorni del contagio: "L'arrivo del coronavirus in Italia - puntualizza Poletti - deve essere datato al 30 gennaio 2020, quando furono scoperti i primi due casi positivi al nuovo coronavirus: si trattò di due turisti di nazionalità cinese, originari della provincia di Wuhan, ricoverati all’istituto nazionale per le malattie infettive Spallanzani". (ITALPRESS)

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