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MUSEO DI CREMA

Tesori egizi per il mondo

Prosegue la promozione delle collezioni, in attesa del riallestimento previsto per l’autunno

Mariagrazia Teschi

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mteschi@laprovinciacr.it

18 Agosto 2021 - 08:40

Tesori egizi per il mondo

CREMA - I pezzi più antichi sono manufatti litici, realizzati cioè in pietra scheggiata almeno due milioni di anni fa, quelli più recenti risalgono invece all’epoca islamica — papiri e tessuti ricamati — a cavallo dell’anno Mille. In mezzo la tavola d’offerta in terracotta e le statuette lignee, la piastrelle in faïence che faceva parte della decorazione della Piramide a gradoni del re Djoser, sarcofagi lignei, amuleti e bronzetti, figurine virili e mulièbri, frammenti di vasi con iscrizioni geroglifiche. È inusuale che un piccolo museo di provincia abbia la fortuna di conservare e valorizzare antichità egiziane.

È il caso, del tutto particolare, del Museo civico di Crema e del Cremasco che conserva due collezioni di rilevante interesse costituite dai reperti del lascito Carla Maria Burri (1935-2009), donati al Museo per volontà testamentaria della studiosa cremasca e dalla recentissima donazione dei coniugi Campari Lucchi (2020), quest’ultima, attualmente, oggetto di studi e approfondimenti.

In totale un numero di reperti tanto cospicuo — oltre duecento — da imporre una revisione dell’impianto espositivo con la conseguente e necessaria chiusura temporanea della sezione. E mentre proseguono i lavori di riallestimento che porteranno nell’autunno alla riapertura al pubblico, il curatore scientifico della sezione, l’egittologo Christian Orsenigo, ha da un lato proseguito gli studi sui reperti e dall’altro promosso le collezioni in tre importanti appuntamenti di rilevo internazionale. Due si sono già svolte. Nella prima, a giugno, in occasione del IX Congresso Europeo degli Egittologi co-organizzato dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Trieste e dall’Institute for Mediterranean and Oriental Cultures della Polish Academy of Sciences di Varsavia, Orsenigo ha presentato a una platea di egittologi di tutto il mondo, la storia della collezione cremasca e offerto una panoramica sui reperti più significativi della collezione e le attività volte a valorizzarli.

La scorsa settimana al Museo del Papiro Corrado Basile di Siracusa, Orsenigo ha tenuto un intervento dal titolo «Egitto depredato: storie di furfanti, ladri e falsari all’ombra delle Piramidi». Introdotto dal professore Massimo Cultraro , membro del Consiglio Nazionale delle Ricerche - Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale di Catania, Orsenigo ha approfondito l’ampio fenomeno della produzione di reperti falsi che la riscoperta della civiltà egizia alla fine del XVIII secolo ha notevolmente incrementato.

Prossimo appuntamento in calendario per la valorizzazione della collezione egizia del Museo civico è il XX Convegno di egittologia e papirologia in programma a Siracusa (29 settembre-3 ottobre) dove sarà presentata la collezione dei bronzetti, una quindicina, che possono essere ricondotti a un arco temporale che va dall’Epoca tarda a quella bizantina. Sempre a settembre Orsenigo sarà a Budapest in veste di curatore scientifico della grande mostra Amenofi II e la sua epoca: La scoperta della tomba del Faraone, organizzata da Sole 24 Ore Cultura in collaborazione con il Museum of Fine Arts di Budapest.

«L’Egitto mi ha aperto le sue braccia», recita il titolo della biografia che Daniela Gabbo Carrabba ha dedicato a Carla Maria Burri. Ora è il mondo ad aprire le braccia alla collezioni che l’archeologa cremasca con l’Egitto e Crema nel cuore ha fortemente voluto rimanessero nella sua città.

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