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Lunedì 21 Settembre 2020

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In regalo il giallo di Ferragosto

Con la Provincia del 15, un racconto inedito di Ghizzoni illustrato da Bertoldi

In regalo il giallo di Ferragosto

Graziano Bertoldi e Marco Ghizzoni

CREMONA (8 agosto 2020) - Era una notte buia e tempestosa... No, va beh: in realtà è giorno e a scrivere non sono né Edward Bulwer-Lytton né Alexandre Dumas e neppure Snoopy, ma Marco Ghizzoni. Torna il racconto di Ferragosto e dopo il successo dello scorso anno si ricostituisce la stessa coppia. Se il giallista cremonese è autore del testo, i disegni sono stati affidati anche questa volta a Graziano Bertoldi.
Il racconto Pandemia in giallo uscirà sabato 15 agosto: otto pagine stampate su carta speciale, differenziate dal resto del giornale e che si possono conservare. In quest’estate strana, reduci tutti come siamo da una pandemia con cui abbiamo (forse) imparato a convivere, il giallo di ferragosto vuole essere una piccola promessa mantenuta, che dà il senso della normalità e, al tempo stesso, della festa. Il giornale di Ferragosto, da sempre, vale ‘doppio’, perché il 16 i quotidiani non sono in edicola. Il racconto regalato ai lettori grazie anche alla disponibilità e alla generosità di Bertoldi e Ghizzoni è un’occasione di svago, di un’immersione in una storia intrigante che alla fine farà sorridere. Scritto e illustrato per La Provincia, il racconto è ambientato nel giorno di Ferragosto 2020, l’anno che tutti vogliamo lasciarci al più presto alle spalle. Il commissario Valentina Raffa e l’ispettore Tranquillo sono di turno malgrado il ponte festivo: ma chi ha voglia di spostarsi quando non si è ancora ben sicuri, occorre portarsi dietro il gel per disinfettarsi le mani e tener su la mascherina? Inoltre piove a carrettate, ci sono fulmini che squarciano il buio, tuoni assordanti e raffiche di vento gelido che fanno tremare i vetri della questura. Più che in un’estate torrida, Ghizzoni porta il lettore in un clima da romanzo gotico, ma invece del fantasma dispettoso di un gentiluomo scozzese ad allertare gli uffici della polizia è una telefonata... Non si dice altro della trama, ci mancherebbe. Chi desidera sapere cosa succede e come andrà a finire questa nuova avventura della coppia Raffa-Tranquillo non deve fare altro che aspettare sabato prossimo.


È un racconto che rispecchia fedelmente lo stile e i temi cari a Ghizzoni. C’è il giallo, certamente, ma anche tanti altri elementi. Si sorride, perché la storia ha qualche tratto boccaccesco. E si ha modo di riflettere, perché a determinare gli accadimenti è una piaga sociale che saranno i lettori a scoprire. I protagonisti sono gli stessi del racconto uscito lo scorso anno, nonché dell’ultimo romanzo di Ghizzoni, Gli accordi di Stradivari (Tea). Ci sono la Raffa e Tranquillo e non mancano accenni al dottor Buffa, anatomopatologo dalla cultura sterminata, e a Peter Van Basten (l’omaggio al campione olandese non è affatto casuale), liutaio di cui la commissaria è innamorata. Ma il loro è un rapporto complicato ed è più il tempo che i due passano separati che non andando d’amore e d’accordo.
Per quanto riguarda Bertoldi, ha superato se stesso, cominciando a illustrare il racconto quando lo scritto era solo un annuncio di trama. Di opere ne ha realizzate addirittura dieci ed è stato faticoso fare una cernita, visto che non potevano essere pubblicate tutte. Autodidatta, fin da ragazzino Bertoldi ha esplorato tutte le strade dell’arte, imparando le tecniche e mettendosi sempre in gioco. Pittore, scultore, grafico e illustratore: difficile, anzi impossibile etichettarlo, senza contare la maestrìa nel campo della tipografia d’arte. Bertoldi da sempre ama confrontarsi con gli altri, che siano i grandi artisti del passato, i suoi colleghi di oggi, giovani promettenti o figure che hanno segnato la storia cremonese e non solo. Crede nell’importanza della memoria, della trasmissione di certi valori. Ha realizzato ritratti dei vescovi Enrico Assi e Giovanni Cazzani, di Giovanni Paolo II e don Primo Mazzolari, di Leopardi, Manzoni, Carducci, Montale, Pavese e Pirandello, e di tantissimi partigiani cremonesi che hanno sacrificato la loro vita per la libertà di tutti, perché Bertoldi è anche attivo nell’Associazione dei partigiani cristiani e in tantissime associazioni culturali a cui non fa mancare il suo contributo. Nel suo atelier di via Cardinale Massaia, organizza mostre che sono sempre occasione di incontro e confronto. E un incontro e confronto è stato anche quello nato lo scorso anno tra lui e Ghizzoni: diverse le generazioni, diversi i linguaggi, ma comuni il desiderio e la capacità di esprimersi attraverso l’arte e la creatività.

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08 Agosto 2020