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Domenica 18 Agosto 2019

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CASALBUTTANO

Soldi: 'Nel mio romanzo l’amore è rapporto bulimico'

Lo scrittore di Casalbuttano, autore di canzoni per Thomas di Amici e Benji e Fede, firma il suo debutto con Cosa resta di Male pubblicato da Rizzoli

Soldi: 'Nel mio romanzo l’amore è rapporto bulimico'

CASALBUTTANO - Ventisette anni appena compiuti, laureato in comunicazione d’impresa e dei media, ma per ora l’economia non fa per lui. Autore di canzoni per artisti come Thomas della scuderia di Amici e di Benij e Fede, Gianmarco Soldi corona una passione nutrita da sempre, quella della scrittura. Dal 5 marzo sarà in vendita il suo primo romanzo, Cosa resta di Male, pubblicato da Rizzoli, la presentazione si terrà il giorno dell’uscita del libro alla Feltrinelli (ore 18).

Non le bastavano i successi di Thomas e Benij e Fede di cui firma musiche e testi di molti brani?
«L’una cosa non esclude l’altra e poi questo debutto narrativo per i tipi di Rizzoli devo ancora concretizzarlo, non me ne rendo ancora conto».

Il romanzo l’ha comunque scritto lei ?
«Certo, parallelamente alla mia attività di autore musicale. Rubando tempo qua e là, fra un impegno e l’altro».

Ma da qui a pubblicare subito per Rizzoli.... Un debutto con i fiocchi?
«Mi creda, è stata una sorpresa anche per me. Io ho scritto Cosa resta di Male, l’ho mandato alla mia agente Rita Vivian che l’ha apprezzato e dopo qualche modifica condivisa insieme, l’ha inviato a qualche editore. Poi è arrivata la proposta di Rizzoli».

Cosa è piaciuto del suo romanzo?
«Credo la storia, l’ambientazione a Cremona e in provincia, la vicenda che si svolge in un mondo apparentemente normale, in cui ci si può riconoscere».

Di cosa racconta Cosa resta di Male?
«E’ un romanzo di formazione. Il protagonista è un ragazzino, Amato, e la storia è quella del suo amore per Malena, detta Male, una ragazzina con la pelle di luna e l’oscurità in fondo agli occhi. Capelli neri, felpa nera, scarpe nere. Da qui parte tutto, parte il racconto di un rapporto d’amore bulimico».

Cosa intende dire?
«C’è fra Amato e Male un rapporto di dipendenza assoluta, c’è l’esperienza di quanto una persona possa condizionare l’altra, di quanto l’amore non sia equilibrato, ma si giochi su rapporti impari. Si racconta su come in amore entrino in campo forze differenti e squilibrate».

Questo accade al protagonista del suo romanzo?
«Ad Amato basta uno sguardo per capire che da quel momento non sarà più solo: gli amici, la musica, la nebbia malinconica del cielo di Cremona, tutto resta sullo sfondo per fare spazio a questo nuovo mondo a due. Lui e Male si scoprono, si ascoltano, si riconoscono l’uno nell’altra togliendosi ogni giorno un pezzo di corazza mentre la loro affinità si trasforma, col tempo, in una tenera e feroce educazione sentimentale».

Insomma una storia d’amore, di quell’amore che trasforma, che modifica corpo e spirito, anima e personalità?
«Questo credo sia piaciuto all’editore, la storia di un amore giovanile intenso, potente, eppure intimo e delicato. Inutile dire che ne sono contento e orgoglioso». Poi fa una pausa e aggiunge: «Sono ancora un po’ incredulo».

In tutto questo la musica e le canzoni che spazio hanno?
«Lo spazio del mio lavoro, della mia passione».

Che differenza c’è fra scrivere un romanzo e una canzone?
«Le parole in una canzone devono essere assolute, dire tanto, evocare molto in uno spazio breve. Nel romanzo e nella scrittura narrativa il respiro è diverso, ma non per questo richiede meno incisività e lavoro».

Preferisce scrivere narrativa o canzoni?
«Sono due esperienze diversi. La scrittura che sia musicale o narrativa è la mia passione e mi ritengo fortunato di riuscire a farne un lavoro che mi permette anche di divertirmi».

Rimane una curiosità, perché una laurea in economia?
«Non me lo faccia dire».

Lo dica...
«Beh, per sicurezza… perché è sempre importante avere un pezzo di carta in tasca».

02 Marzo 2019