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Giovedì 14 Novembre 2019

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Casalmaggiore

"Stanze fredde in ospedale"

Protesta la figlia di una degente, che lamenta anche altri problemi

"Stanze fredde in ospedale"

CASALMAGGIORE — In redazione sono giunte lamentele da parte di una cittadina che ha ricoverato all’ospedale Oglio Po la mamma per la frattura di un femore. «Non ho nulla contro il personale medico e non medico», premette la nostra interlocutrice. «Ma ci sono a mio avviso dei problemi. Le stanze, anzitutto, sono fredde. Oggi (sabato, nda) mi hanno detto che ci sono 21 gradi, ma per delle pazienti che per forza di cose non sono troppo vestite mi sembrano pochi. Ho portato una stufetta ma mi hanno detto che non è a norma, eppure ha il marchio Cee. Devono dimostrarmelo che non è a norma». 

La signora poi si sofferma sulle forniture dei farmaci e dei presidi sanitari: «A mia mamma è stato messo una specie di gambaletto collegato ad un peso per tenere il piede in trazione ma non è la sua misura e così è stato fissato con delle garze. Credo che questi materiali dovrebbero essere disponibili con più facilità per casi di questo tipo. Inoltre, mia mamma dovrebbe assumere un gastroprotettore da 30 milligrammi ma lì è disponibile solo da 20. Mi risulta, poi, che un farmaco non generico, che a Cremona viene prescritto da un neurologo, qui non sia disponibile». Altre riserve riguardano le spondine del letto: «Se le tocchi si staccano, non sono il massimo in termini di sicurezza. Peraltro la normativa regionale prevede che le persone ultra65enni siano assistite anche 24 ore su 24 da un famigliare». 

Altro capitolo le radiografie: «Nel fine settimana c’è solo il tecnico radiologo. Le radiografie vengono inviate a Cremona per posta elettronica perché siano esaminate dal radiologo e così passa troppo tempo. Ho visto un ragazzo caduto in moto a Rivarolo Mantovano che ha fatto una lastra alle 13 e alle 17,30 stava ancora attendendo il risultato».

02 Novembre 2013