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SOCCORSO SANITARIO

Ambulanze, allarme personale: "In Lombardia contagiato 1 su 5"

L'Areu e la Confederazione nazionale delle Misericordie riducono da 3 a 2 i soccorritori a bordo

La Provincia Redazione

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07 Gennaio 2022 - 19:08

Ambulanze, allarme personale: "In Lombardia contagiato 1 su 5"

CREMONA - L’Areu, l’Agenzia Regionale Emergenza Urgenza, denuncia una preoccupante «crescita dei Covid positivi anche tra i soccorritori». L'emergenza contagi non risparmia nessuno e colpisce duramente la prima linea impegnata nel soccorso sanitario. Così i vertici dell'agenzia lombarda sono costretti a ridurre il personale a bordo delle ambulanze per garantire gli interventi: Areu, in una lettera, ha infatti informato la Consulta del soccorso e le Reti associative nazionali  che «si autorizza la riduzione temporanea del numero dei soccorritori, passando da tre a due unità».

La situazione è complessa e delicata in tutta la regione, come conferma Elio Di Leo, consigliere di presidenza e delegato nazionale area emergenza della Confederazione nazionale delle Misericordie, una delle associazioni che si occupa di soccorso sanitario. «Tra il personale che fa servizio a bordo delle ambulanze abbiamo molti contagiati da Covid-19. La Lombardia sembra essere la regione con più criticità, con punte del 20% di soccorritori contagiati per la nostra associazione - dichiara Di Leo all'ANSA -. Questo implica un impegno ancora maggiore per i non contagiati a coprire i turni. In altre regioni la situazione ad ora non è critica, ma naturalmente desta molta preoccupazione visto il trend in crescita dei contagi».

«Fortunatamente - aggiunge - abbiamo tutti la terza dose e quindi sono asintomatici o con pochi sintomi, ma essendo positivi non possono più prestare servizio. Tanto che, in Lombardia, è stata emanata una delibera che permette, vista la situazione eccezionale, di ridurre il personale a bordo delle ambulanze da tre a due persone, per evitare che un mezzo di soccorso non sia disponibile quando serve». Quanto agli interventi effettuati, precisa Di Leo, «nelle ultime due settimane la percentuale di interventi di soccorso» è in gran parte destinata «a pazienti con sintomi Covid da ospedalizzazione che in genere sono non vaccinati». Una parte «molto più piccola riguarda i consueti interventi di soccorso, non attinenti alle infezioni da Coronavirus».

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