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LA ROAD MAP DELL'AGRICOLTURA

Confagricoltura e Università di Pavia: sinergia per la scienza

Crotti e Giansanti al tavolo di lavoro promosso dall'ateneo lombardo: "Il futuro è innovazione e ricerca"

Andrea Gandolfi

Email:

agandolfi@laprovinciacr.it

08 Giugno 2021 - 06:45

Confagricoltura e Università di Pavia: sinergia per la scienza

PAVIA - «Per le imprese agricole il futuro sarà quello indicato dalla scienza, nel segno dell’innovazione tecnologica e della ricerca applicata, oppure non sarà. La strada è questa; non mi nascondo le difficoltà di convincere tutti i nostri colleghi dell’ineludibilità di questa sfida - che richiede scelte ben precise ed investimenti adeguati -, ma noi ci crediamo e faremo la nostra parte per accompagnare le aziende in questo fondamentale percorso di transizione». Lo ha sottolineato ieri Riccardo Crotti, presidente della Libera Agricoltori e di Confagricoltura Lombardia. Nella giornata mondiale della sicurezza alimentare, Crotti ha partecipato al tavolo di lavoro promosso presso l’Università di Pavia tra lo storico ateneo lombardo - rappresentato, tra gli altri, dal magnifico rettore Francesco Svelto e dal prorettore Hellas Cena - e l’organizzazione sindacale di Palazzo della Valle, con il presidente nazionale Massimiliano Giansanti, il numero uno della Libera e il vicepresidente regionale Giuseppe Cavagna di Gualdana (leader dell’Unione provinciale pavese). Ospite d’onore Gian Marco Centinaio, anche lui pavese, sottosegretario al Mipaaf.


Al centro dei lavori il Parco ‘Gerolamo Cardano’ per l’innovazione sostenibile, che l’Università vuole realizzare e rendere operativo nel giro di un paio d’anni, e il progetto dell’Innovation Hub di Confagricoltura: due ‘motori di futuro’ interessati a valutare possibili punti di contatto e di collaborazione. L’obiettivo - del resto - è comune, e Confagricoltura ha avviato già due anni e mezzo fa il lavoro preparatorio della sua iniziativa di grande valenza strategica, costretto ad una sorta di evoluzione permanente dal rapidissimo, continuo cambiamento degli scenari di riferimento e dei mercati. «La tendenza fondamentale con la quale tutti noi siamo chiamati a confrontarci - ha sottolineato Giansanti - è la crescente domanda di garanzie ambientali, veicolata sia dalle proposte legislative comunitarie che dagli stessi consumatori». Al punto che ormai quelle garanzie, ed una loro efficace comunicazione, costituiscono parte costituente e significativa del valore aggiunto del prodotto.


«Dobbiamo prenderne atto, uscendo una volta per tutte dal nostro ‘mare calmo ma chiuso’, scommettendo su nuove rotte e nuovi paradigmi di gestione delle aziende agricole. Puntando necessariamente su tecnologia e innovazione, su una rappresentazione oggettiva e misurabile anche in termini di corrispettivo economico di quanto facciamo per l’ambiente».
«La risposta a queste sfide passa proprio dall’Agritech Innovation Hub che Confagricoltura (‘casa naturale’ degli imprenditori del comparto che credono maggiormente nell’innovazione) vuole mettere a disposizione delle imprese. Dobbiamo avere il coraggio di dirci che oggi non può essere l’eccesso di offerta di laureati in agraria ‘tuttologi’ a fare la differenza: alle imprese non servono generiche consulenze, quanto piuttosto competenze specifiche e puntuali di alto livello. Questo vuole essere - tra l’altro - il nostro centro di innovazione: un ‘propulsore’ di servizi e supporto alle imprese, un facilitatore nell’adozione delle nuove tecnologie, soggetto di formazione, promotore dell’ottimizzazione di impiego delle risorse ambientali. Una risposta alle carenze ‘storiche’ del nostro sistema: poco competitivo perché restio all’innovazione, privo di un player per la sostenibilità, di un adeguato sistema di acquisizione dati (quando tutto, ormai, passerà da lì), di una piattaforma altrettanto efficace per l’accesso ai mercati, di mano d’opera qualificata e comunque all’altezza della sfida imposta dalle nuove tecnologie». «Quello - soprattutto - ci occorre: il resto molto meno. Servono agricoltura di precisione, tecnologie, digitale: quindi possibilità di performance migliori e di più reddito, pur nel crescente rispetto della sostenibilità ambientale. E quello vogliamo essere: un ben preciso punto di riferimento per gli imprenditori agricoli nel percorso obbligato della trasformazione digitale».

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