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Sabato 31 Ottobre 2020

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IL DUBBIO

Sindaco, è sicuro di avergli fatto un favore?

Sindaco, è sicuro di avergli fatto un favore?

Il direttore Marco Bencivenga

Nella lunghissima nota condivisa con il Cda per spiegare le ragioni che hanno portato alla scelta di Andrea Cigni come nuovo Soprintendente del Teatro Ponchielli – nota che abbiamo integralmente pubblicato sul giornale di ieri – il sindaco Gianluca Galimberti ha trovato una sola criticità al percorso che, iniziato lo scorso settembre, si è concluso lunedì con la controversa nomina dell’erede di Angela Cauzzi. «Una nota devo dedicarla a un episodio spiacevole – ha scritto il primo cittadino di Cremona, che è anche presidente della Fondazione Ponchielli -. L’aver rivelato alla stampa i nomi dei candidati è stato un atto che rappresenta un potenziale danno ai professionisti coinvolti, espone l’Istituzione del Teatro e non fa onore alla città. Cercheremo di capire come si sia potuto verificare un simile accadimento e ci scusiamo con la società e con i professionisti coinvolti». Noi de La Provincia, che abbiamo svelato per primi i nomi di tutti i candidati in lizza per l’incarico di Soprintendente, non ci sentiamo minimamente in colpa per aver scelto la strada che ci sembrava e ci sembra ancora la più onesta e sincera: la totale trasparenza. Capiamo le ragioni di riservatezza di certe trattative, ma nella circostanza non si era di fronte alla scelta di un manager da parte di una società privata: in gioco c’era il ruolo apicale di un’istituzione pubblica, partecipata dal Comune, patrimonio dell’intera comunità cremonese, sia per ciò che rappresenta nella storia della città sia per la partecipazione attiva alla sua gestione di importanti realtà del territorio. Dove sarebbe, dunque, lo scandalo o la mancanza di rispetto? Semmai, viene da porsi un’altra domanda: se il sindaco-presidente era tanto convinto della bontà della sua scelta – come testimoniano le bellissime parole che ha dedicato ad Andrea Cigni, con grande onestà intellettuale senza nascondere il fatto di essere suo amico, anzi sottolineando che la sua conoscenza personale del candidato «non ha rappresentato un disvalore, ma un valore aggiunto» nella scelta del nuovo Soprintendente -, se tutto questo era vero (e non c’è motivo di dubitarne) perché il sindaco non si è pubblicamente assunto fin dall’inizio la responsabilità della scelta, anziché attivare la costosa procedura di selezione di possibili candidati alternativi per poi tornare al punto di partenza? Bastava che Galimberti dicesse: «Per me Cigni è il miglior Soprintendente possibile. Se lo dimostrerà con i fatti, come ne sono convinto, mi direte “bravo” oppure “avevi ragione”; se, al contrario, deluderà le aspettative, sarò io a rispondere politicamente». Otto righe, anziché quasi quattrocento. Un gesto di coraggio, anziché una forzatura che ha finito per spaccare il Consiglio e rischia di far fuggire alcuni storici sostenitori della Fondazione. Nel primo caso Cigni sarebbe diventato Soprintendente del Ponchielli forte di una solenne investitura, così rischia invece di varcare la soglia del Teatro da vincitore dimezzato, con la scomoda etichetta del raccomandato o dell’«amico». Sicuro, sindaco Galimberti, di avergli fatto un favore?

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI, FOTO E VIDEO

23 Settembre 2020

Commenti all'articolo

  • renzo

    2020/09/24 - 14:07

    Sempre più in mano ai burattinai della sinistra, ultimamente sta facendo sempre più magre figure..... osservazioni del Direttore più che opportune.

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    • suo

      2020/09/24 - 22:48

      Avete quello che meritate, adesso lui, il prossimo sarà uno sbarcato circa 3 anni fa, con le nuove regole che impone il PD siamo alla deriva totale, adesso la priorità per loro è dare cittadinanza entro 3 anni agli sbarcati metterli in regola con i documenti al fine di permettere loro di votarli al più presto, altro che Italiani in miseria, queste sono le loro priorità.

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