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CORONAVIRUS. RESIDENZE SANITARIE ASSISTENZIALI

Le Rsa cremonesi resistono: «Stavolta siamo pronti»

Montini, presidente Arsac: «Abbiamo sporadiche positività e nessun focolaio»

Le Rsa cremonesi resistono: «Stavolta siamo pronti»

CREMONA (19 novembre 2020) - «La prima ondata è stata un’aggressione alle spalle e ci ha colti impreparati. Stavolta lo scontro è frontale e ci stiamo difendendo bene». Le Rsa cremonesi resistono. Reggono l’urto della seconda ondata e, al momento, la situazione appare gestibile. «Abbiamo sporadiche positività e nessun focolaio – spiega Walter Montini, presidente Arsac, l’associazione che raggruppa tutte le residenze socio-assistenziali della provincia – ma il dato più confortante è quello relativo ai posti letto. Rispetto a giugno, quando mediamente l’occupazione non superava il 50 per cento, ora siamo risaliti al 70-72 per cento». In pratica se la popolazione assistita al termine della scorsa primavera ammontava a 2.300 unità, oggi il dato si attesta verso quota 3.200. La capienza massima di 4.500 posti è ancora lontana ma 900 ospiti recuperati in cinque mesi danno la misura di quanto sia stata continua e graduale la risalita. Almeno fino a novembre, quando gli accessi dall’esterno, e purtroppo anche le visite, si sono nuovamente bloccati. 

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18 Novembre 2020