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Martedì 04 Agosto 2020

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IL PUNTO DEL DIRETTORE

Con Vanoli e Cremo riparte anche la città

Con Vanoli e Cremonese riparte la città

Tutto in un giorno. A metà pomeriggio l’annuncio più atteso: l’iscrizione della Vanoli Cremona al prossimo campionato di basket di serie A. Poche ore più tardi il risultato più difficile da conquistare sul campo: la vittoria nello scontro diretto con la Juve Stabia che ha garantito alla Cremonese la certezza di partecipare al prossimo campionato di calcio di serie B. Se è vero che lo Sport è la vetrina più luminosa di una città, la data del 27 luglio 2020 dovrà essere cerchiata in rosso, perché segna un punto di svolta nella piccola, grande storia cremonese. Per entrambi i club non era facile ripartire dopo il lungo stop imposto dall’emergenza Coronavirus: Aldo Vanoli ha dubitato perfino di poterlo fare, di fronte alla comprensibile fuga degli sponsor in un momento di grandi difficoltà economiche per tutti e all’incertezza sulla possibilità di riaprire al pubblico il PalaRadi nella prossima stagione. Il «libera tutti» delle scorse settimane, nel momento di maggior scoramento e delusione, ha azzerato sia il parco giocatori sia lo staff tecnico e dirigenziale della società. Ma forse non c’è condizione migliore di una tabula rasa per ripartire dopo un lockdown così traumatico e doloroso. Quasi certamente la «nuova» Vanoli non potrà ripetere i miracoli della vecchia, ma nessuno avrebbe potuto prevedere la conquista della Coppia Italia o il secondo posto in campionato neppure quando l’avventura era iniziata, ventuno anni fa. Nulla dev’essere dato per scontato, dunque. Ora c’è modo e tempo per ricostruire.

Soprattutto, è stata scongiurata la prospettiva più negativa: la scomparsa della pallacanestro di vertice dalla locandina sportiva della provincia. Con la Cremonese le conseguenze sarebbero state meno drammatiche, ma già il purgatorio della Serie B è figlio di un dio minore, rispetto al paradiso del calcio di Serie A. Tornare nell’inferno della Serie C sarebbe stato davvero troppo per una società con il blasone e le risorse del club grigiorosso. E non si dica che (sportivamente e non solo) Cremona è una piccola città, perché se Ferrara (ancora per poco), Lecce (idem) e Sassuolo possono permettersi una squadra che sfida Juventus, Inter e Milan, e l’anno prossimo lo faranno pure Benevento, Crotone e una fra La Spezia, Pordenone, Cittadella, Pisa, Chievo e Frosinone, nulla è proibito a chi sa investire con oculatezza, programmare con attenzione e… colmare il gap nei confronti di chi è più forte con un cuore grande così. Scacciati i fantasmi, ora la Cremonese sa cosa fare per tornare in alto. Soprattutto sa cosa non fare, quali errori non ripetere. E anche questo è un gran bel punto di ripartenza. Con la Vanoli ancora nell’elite del basket nazionale, la Cremonese nella SuperB del prossimo anno - insieme alle retrocesse Brescia, Spal e Lecce (o Genoa), all’ambizioso Monza formato Berlusconi e alle nobili decadute Perugia, Pescara ed Empoli - l’onore di Cremona sportiva è salvo. Addirittura da invidiare, aggiungendo al conto la Vbc Casalmaggiore nel volley femminile di serie A e il Tc Crema nel tennis maschile di più alto livello. Quanti altri capoluoghi di provincia possono vantare un simile bouquet? Pochi, pochissimi, da contarli sulle dita di una mano. Tiriamo un doppio sospiro di sollievo. E siamone orgogliosi.

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28 Luglio 2020