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28 agosto

Lettere al Direttore

Gigi Romani

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lromani@laprovinciadicremona.it

30 Agosto 2016 - 04:00

IL CASO
Fisco e stretta del credito
Agricoltura con il fiatone
Caro direttore,
leggo sulla pagina agricola di domenica 21 scorso le notizie — che puntualmente vengono riportate — sulla difficoltà delle imprese agricole vocate alle produzioni della nostra zona, latte, suini e cereali a spuntare prezzi remunerativi in grado di consentire la chiusura di bilanci, non dico decorosi, ma almeno in pareggio se non con un piccolo utile. A fronte di queste gravi e oggettive difficoltà del settore voglio segnalare anche quelle derivanti dalla stretta creditizia in atto ormai da diversi mesi e che, nonostante la moratoria promessa dal Governo, di fatto contribuisce a soffocare i produttori se è vero, come apparso in un autorevole quotidiano economico, che le sofferenze bancarie sui prestiti a livello nazionale sono arrivate a sei miliardi di euro contro i 3,9 del 2012. Se ancora ve ne fosse bisogno, oltre alla diminuzione delle aziende agricole, non è questo un sintomo lampante delle difficoltà del settore? Apprezzo gli sforzi che vengono fatti dal Ministro Martina per cercare di alleviare la situazione dei produttori ricorrendo ad agevolazioni fiscali e di altra natura ma evidentemente ciò non è sufficiente. Poiché mi pare che anche in altri Paesi europei le cose non vadano meglio, occorrono evidentemente misure strutturali condivise con l’Unione europea che vadano nella direzione di governo dei mercati. Nel frattempo sul piano interno potrebbe essere utile almeno una sospensione degli oneri previdenziali a carico della categoria.
Sandro Bertoni
(Pieve d’Olmi)

Niente da aggiungere alla disamina sullo stato di salute delle imprese agricole e anche sulle difficoltà legate al credito e alle agevolazioni fiscali. Mi auguro che il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina, che domani sarà a Cremona per partecipare alla serata conclusiva della Festa dell’Unità, possa dare risposte convincenti e magari annunciare nuovi provvedimenti a sostegno del settore.

LA POLEMICA
Nella bolletta del gas più tasse che consumo
Signor direttore,
ho ricevuto la bolletta del gas e, giuro, non riuscivo a credere a cio' che leggevo, a fronte di un consumo di gas per totali euro 40.16 ci sono fra imposte e balzelli vari in aggiunta ben 61.13 Euro il 150% in più! Fra questi balzelli spiccano ben 21 euro per la gestione del contatore, non so come possa costare tanto e ben altri 21 euro sotto una generica voce imposte. Non contenente l’Iva che è a parte, imposte che sono davvero Ufo e le spiego il perché.
Ho telefonato chiedendo di quali imposte si trattasse: nessuno mi ha fornito una precisa indicazione, mi è stato detto che si tratta di imposte erariali, ho controllato la precedente bolletta e l’importo di dette fantomatiche imposte era di 5,5 euro a fronte di un consumo di gas di 44 euro. A questo punto mi è stato chiarito che si tratta di un fisso mensile che ora ammonta a 21 euro in quanto la bolletta è riferita ad un periodo più lungo rispetto alla precedente.
Dico, ma vogliamo scherzare? Io ho lavorato per 38 anni presso l’Agenzia delle Entrate ebbene mai ho visto una imposta che non fosse riferita ad una base imponibile e non ho mai invece visto una imposta che fosse riferita al solo periodo temporale. (...) Questo sarebbe il nuovo, ma per carità ridateci il vecchio! Sono queste le tanto decantate privatizzazioni?
Oretta Leani
(Cremona)

Le leggi (sbagliate) ci sono e il sindaco le deve rispettare
Signor direttore,
in merito alla situazione che ha visto la solita polemica sterile da parte (presumo) di un esponente del Pd sulla vicenda che ha visto assegnare un alloggio ad una cittadina marocchina in quel di Pizzighettone, ribadisco che le leggi sbagliate, ma purtroppo esistenti, non sono attribuibili alla Lega Nord ma bensì ai tutti quei perbenisti del suo partito pertanto a noi rimane l’ingrato compito di applicarle. In merito ai pregressi della famiglia in oggetto rimane il rammarico che, come dice il proverbio, chi è causa del suo mal pianga se stesso. È con questo intendo chiudere una polemica sterile alla quale non intendo più rispondere, pertanto si astenga dal continuare la polemica. Come le ripeto per l’ultima volta il sindaco ha agito in osservanza ad una legge promulgata dal suo bel governo.
Pietro Burgazzi
(segretario Lega Nord Cremona)

Le misure antisismiche l’Italia le progetta... per altri
Signor direttore,
apprendo una notizia che mi lascia stupito e incredulo. L’Italia conosce le misure antisismiche ma non le usa, ma di conseguenza le esporta. Si chiama ‘seismic retrofit’, ovvero adeguamento sismico: un complesso di tecniche per intervenire sui vecchi edifici esistenti e renderli più sicuri contro i terremoti. Un campo in cui gli ingegneri italiani sono all’avanguardia a livello mondiale. Eppure poi solo in rarissimi casi queste misure sono applicate nel nostro Paese. È certamente un problema di risorse, dice il professor Paolo Bazzurro, docente di tecnica delle costruzioni allo Iuss di Pavia, uno dei massimi esperti italiani. E qui, siamo alle solite, manca la volontà politica, ovvero di scelte su come spendere i soldi. Purtroppo scontiamo decenni di scarse azioni, si sperpera denaro a destra e manca per spese inutili, futili, non di prima necessità, ect. ma su questo che sono di vitale importanza, si mette in gioco la vita di ogni essere umano... Ma stiamo scherzando? Qui da noi non si applicano per ragione di costi?
Andrea Delindati
(Cremona)

Nei giorni della tragedia riscopriamo la nostra pochezza
Signor direttore,
nei giorni della tragedia, come un terremoto, tracimazioni o eventi catastrofici, alle preghiere innalzate al cielo, si uniscono sovente bestemmie e imprecazioni. Qualcuno paventa l’incuria e la mancata prevenzione delle istituzioni, altri la vendetta della natura e non pochi l’ira di Dio. Paradossalmente, anche se molti santi, profeti e veggenti non hanno escluso a priori l’opzione castigo divino, le sacre scritture (cioè la Parola di Dio), non sono meno inquietanti. Anzi, sono l’opposto della rassicurazione! Le parole di Matteo (25,13): ‘Vegliate, dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora’ volteggiano sinistre da duemila anni sulle tragedie umane. Se poi si aggiungono le apocalittiche e affatto misericordiose parole di Gesù ‘Ecco, io vengo come un ladro; beato colui che veglia e serba le sue vesti onde non cammini ignudo e non si veggano le sue vergogne’ (Apocalisse 16:15), davvero non ci resta che pregare e piangere, piangere e pregare. E chi non crede e vive all’insegna dell’ottimismo e della vita è mia e la gestisco io? Stia sereno, può sempre consolarsi con l’ermetico Quasimodo: ‘Ognuno sta solo sul cuor della terra trafitto da un raggio di sole: ed è subito sera’.
Gianni Toffali
(Verona)

A Casanova è stata persa un’occasione per cambiare
Egregio direttore,
mi permetto di rubarle ancora un piccolo spazio per rispondere alla lettera intitolata ‘L’Eden Casanova’ pubblicata sul giornale del 26 agosto.
Molto probabilmente chi mi risponde non ha ben capito il senso della mia lettera che puntava il dito sulle responsabilità dei cittadini i quali si lamentano solo a giochi fatti e non hanno però il coraggio di affrontare i cambiamenti quando si possono affrontare.
Mi permetto inoltre di far notare a chi mi ha risposto che se avesse fatto mente locale il sottoscritto faceva parte della lista che ha perso le elezioni amministrative per una manciata di voti e che se ogni cittadino avesse fatto il proprio dovere forse a Sesto ed Uniti si sarebbe potuto dare una svolta ma soprattutto un cambiamento, visto che la giunta attuale non è altro che il proseguo dei dieci anni precedenti.
Quindi detto questo concordo con chi lamenta disagi vari ma prima di chiedere all’amministrazione ognuno dovrebbe farsi un esame di coscienza.
Gianpietro Repellini
(Sesto ed Uniti)

Pronto soccorso e Nefrologia
Curata con professionali
Egregio direttore,
mi sento di ringraziare tutto il personale del pronto soccorso per la gentilezza e professionalità dimostrate in occasione del mio ricovero del 21 agosto. Ringrazio inoltre tutti i medici, il personale infermieristico e ausiliario del reparto di nefrologia per le ottime cure prestatemi e per avermi curato con molta scrupolosità. Bravi!
Emiliana Manfredi
(Cremona)

Migranti, soffiare sul fuoco è davvero da irresponsabili
Egregio direttore,
le discussioni su Spazio aperto tra favorevoli e contrari all’accoglienza è sempre più vivace, e non si può e non si deve minimizzare la situazione dovuta all’arrivo di tanti disperati in cerca di un vivere migliore. Chi non ci ha provato? Purtroppo la situazione pesa sulla parte più debole della nostra gente anche perché c’è chi soffia sul fuoco a scopo elettorale, quegli slogan: padroni in casa nostra. Quasi giusto se non avessimo tentato di fare il padrone in casa loro, fatti che pochi ricordano e nessuno vuole sentire.
L’integrazione non è facile ne breve, il lavoro — se ci sarà — difficilmente sarà per tutti. L’Onu e il Papa polacco anni fa dissero: il mondo ricco aiuti quello povero. Quella sarebbe la soluzione migliore se attuata, ma? In quel maggio 1936 quando il duce annunciava la conquista di Addis Abeba e proclamava l’Impero, a Viadana i fascisti fecero suonare campane e sirene a distesa che a strillare più forte sui disagi attuali siano i megafoni di destra, cioè coloro che furono protagonisti nel passato di iniziative sbagliate: occupare terre straniere per sfamare gli italiani: da ricordare... non metteremo le mani in tasca agli italiani, bene? Vittorio Sgarbi denuncia 7 milioni di appartamenti vuoti, poteva l’Italia permettersi tanto lusso?
Non ammettono loro responsabilità e attaccano spudoratamente coloro che gli sono succeduti. (...)
Angelo Rosa
(Viadana)

Il CIP diventa ente pubblico
Vittoria anche per Interflumina
Egregio direttore,
mi fa particolarmente piacere sottolineare questa importante notizia: il Consiglio dei Ministri (...) ha approvato, con decreto, la trasformazione del CIP (Comitato Italiano Paralimpico) in ente pubblico.
Perché ne parliamo, noi di Interflumina? Perché è dal lontano 1987 che, con l’affiliazione all’allora FISHa (Federazione Italiana Sport Handicappati) , l’Interflumina lotta con fiducia e entusiasmo per i diritti delle persone affette da disabilità e per i diritti dello sport per tutti, sport quale ambito di gioia, di vita, di autonomia, di riscatto per tutti, quindi anche per chi si trova a vivere condizioni di svantaggio dal punto di vista fisico o intellettivo relazionale. È l’Interflumina che dal 1987 prosegue questo suo impegno collaborando con le importanti realtà sociali quali la Cooperativa Sociale Onlus ‘Santa Federici’, la Comunità ‘I Girasoli’, la Cooperativa Sociale ‘Agorà’, ma anche le realtà scolastiche del nostro comprensorio. E proprio quest’anno ha dato vita al CASP (Centro di Avviamento allo Sport Paralimpico del CIP) al fine di essere ancora più vicina e presente a tutti i bisogni di quelle famiglie che possono trovare, nella nostra organizzazione, opportunità di sostegno ai loro figli.
Tutto ciò è possibile solo se alle persone che negli anni (...) hanno vissuto con sincera passione e affinità i temi della disabilità, viene offerta costante fiducia, vicinanza, incoraggiamento da parte di chiunque — tra i soci o i cittadini — voglia riconoscere nella solidarietà il passaggio prezioso della propria esistenza.
Grazie al Presidente CIP Luca Pancalli che da molti anni (...) lotta con tutto se stesso per questo grande sogno che darà definitiva stabilità al movimento nazionale.
Carlo Stassano
(Casalmaggiore)

La categoria del buon senso in Italia è usata a singhiozzo
Signor direttore,
ha tentato di rapire un bimbo su una spiaggia, un indiano clandestino. Catturato, libero poco dopo. Riacciuffato ancora per l’indignazione generale, è stato nuovamente liberato per la ‘rigorosa’ applicazione del diritto laico, da parte di un magistrato zelante ma poi subito dopo nuovamente ricercato per essere espulso con non scarso dispendio complessivo di risorse. Chissà cosa ne pensa il signor Abeni quando parla di ‘buon senso’, che effettivamente sembra essere mancato nel caso citato, altro che nel caso a cui lui si riferisce (don Nevi). Chissà cosa ne pensa la teologa di ‘eresia delle forme’ per essersi attenuto al rigoroso rispetto del diritto canonico.
Nessuna accusa analoga tuttavia ho letto sul giornale nei confronti di quel magistrato. Forse perché le categorie dell’‘insensatezza’ e dell’‘eresia’ valgono solo per quei preti che cercano di far luce controcorrente, e per chi non appartiene alle categorie privilegiate? O forse perché l’uso delle parole è diventato talmente disinvolto che è più facile usarle per dare uno stesso significato a concetti diversi piuttosto che a concetti che veramente si assomigliano? (...)
Lettera firmata
(Cremona)

Con l’aria che tira certi compensi indignano i cittadini
Gentile direttore,
di fronte alla replica del dottor Francesco Acerbi, pubblicata il giorno 24 agosto, mi sento costretto ad aggiungere quanto segue.
Per prima cosa, il vostro quotidiano proprio l’anno scorso ha reso noti i redditi di Acerbi dell’ordine di 350mila euro annui, e scandalizzarsi per somme di questo genere, da parte mia a fronte dei milioni di poveri di questo Paese, è il minimo che può fare un cittadino non indifferente alle ingiustizie di quest’Italia.
Se Acerbi ritiene che questo tipo di constatazioni siano offensive, sono orgoglioso di quanto afferma, perché significa che ho colpito nel segno.
Mi sembra sterile poi l’esercizio dell’ex direttore di Centro Padane, di voler dimostrare che i suoi compensi non erano riconducibili al solo incarico in questa autostrada, ma ad attività di direttore in Stradivaria (autostrada sino ad ora non nata ma solo progettata) e di consigliere in Autostrade Lombarde.
La sostanza non muta, il compenso rimane sempre offensivo, ripeto, per gli indigenti che vivono in questa nostra società.
Giorgio Demicheli
(Cremona)

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