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Lettere al Direttore

Betty Faustinelli

Email:

bfaustinelli@laprovinciadicremona.it

12 Aprile 2016 - 10:45

IL CASO
Sistemiamo le 36 aree gioco nei parchi di Cremona
Egregio direttore,
in merito alla lettera del signor Fausto Fiameni, pubblicata domenica 10 aprile, e a quella siglata G. G., di lunedì 11 aprile, si precisa che, nei mesi scorsi, nell’ambito degli interventi di verifica di tutte le 36 aree gioco cittadine, sono emerse criticità legate alla vetustà di alcuni giochi e alla necessità di eseguire interventi di manutenzione così da garantirne l’uso in piena sicurezza. Approssimandosi la bella stagione, tali lavori sono già stati avviati. Compatibilmente con le risorse che saranno reperite all’interno del bilancio comunale, in fase di approvazione, nei prossimi mesi si provvederà all’implementazione e alla sostituzione dei giochi, dando priorità alle aree che maggiormente necessitano di interventi nonché nonché del loro grado di fruizione.
Per questo motivo, accogliendo fra l’altro anche una richiesta in tal senso pervenuta dal consiglio comunale (a firma consigliere Paolo Carletti), nelle prossime settimane sarà incrementata l’attrezzatura dell’area gioco per i bambini dei giardini di piazza Roma, sarà ampliata la fascia dell’orario di accesso e s’interverrà quindi al parco del Vecchio Passeggio, altro importante giardino storico. Incrementare progressivamente il numero delle aree gioco per i bambini negli spazi pubblici e garantire maggior cura di quelle esistenti è in ogni caso l’obiettivo dell’Amministrazione.
Comune di Cremona
(Ufficio stampa)

Prendo atto con soddisfazione dell’impegno che il Comune ha preso per sistemare le 36 aree gioco cittadine.

LE IDEE
Furbo chi vìola le regole, impariamo a condannarlo dalla prima pagina
Imbarazzata, glissai. Sapevo infatti che quando un italiano dice ‘il furbo’ intende di fatto (forse senza completa consapevolezza) colui che riesce sempre a farla franca, a prevaricare, ad ottenere ciò che vuole, fregandosene degli altri intorno e del rispetto delle regole. Una parola, una forma di vita.
Da quel momento ho iniziato a prestare attenzione al fatto che la furbizia è spesso apprezzata e incoraggiata non solo nelle nostre famiglie ma anche nelle nostre scuole; il furbo – altrimenti rinominato ‘un bel peperino’, ‘frizzantino’, ‘vivace’ — risulta simpatico, lo si suppone dotato di una naturale intelligenza (che spesso resterà un’ipotesi mai dimostrata) e ha una parte speciale nella recite di fine anno.
Al contrario, il bambino silenzioso, riflessivo, che non ama mettersi in mostra, con una ricca vita interiore, non trova più uno spazio sociale di gratificazione, riconoscimento, crescita; è bollato come ‘timido’ o ‘chiuso’ o ‘poco partecipativo’ all’interno di un sistema educativo che sempre più frequentemente giudica la partecipazione con lo stesso metro dei giochi a premi e dei talk show televisivi. Immediata, esibita, competitiva.
Ricordo sempre ai miei studenti che per rinnovare il nostro tessuto sociale occorre partire dalle micropratiche quotidiane attraverso cui nominiamo, classifichiamo e diamo un significato alla realtà. Cominciamo con l’eliminare dal nostro orizzonte semantico e simbolico ‘il furbo’ e a chiarirci, e chiarire, il confine tra ‘vivacità’, ‘mancanza di rispetto’ e ‘maleducazione’. E magari cominciamo a guardare con lo stesso sguardo, complice e ammiccante, il bambino educato, sensibile e responsabile (oggi detto con preoccupazione ‘timido’), che sa ascoltare in silenzio e valutare con inusuale profondità il complesso mondo che lo circonda. L’ipotesi ironica del collega inglese potrebbe non essere così ardita…
Angela Biscaldi
*Università degli studi di Milano

Ciclisti come le nutrie da estirpare a tutti i costi
Signor direttore,
ciclisti=nutrie: bisogna estirparli a qualsiasi costo! Al comandante dei vigili, che dice che è molto difficile multarli, propongo l’uso delle strisce chiodate per fermarli e come sanzione, dal momento che non hanno la patente, togliere loro una ruota per un tempo determinato secondo l’infrazione. Ai ciclisti professionisti che dicono di non poter staccare i piedi dai pedali per non perdere il ritmo, consiglio di non entrare in città ma di stare sulle strade esterne mettendosi in fila indiana, se sono in gruppo, o stare sulla riga bianca laterale se in solitaria rischiando ovviamente la vita quando sono affiancati da veicoli industriali lunghi una ventina di metri.
Ma tant’è! La vita di un ciclista vale quanto un cachinnum (caccola di mosca). Ultima cosa: che ne facciamo dei ciclisti forniti di bici elettriche? Togliere loro per punizione la batteria e li si faccia pedalare.
Ernesto Biagi
(Casalmaggiore)

Elogio incondizionato delle brave infermiere
Egregio direttore,
ho scritto alcuni giorni fa mettendo in evidenza la categoria di infermiere fermate con gravi accuse anche documentate. Punto! Avrei voluto mettere l’accento sulla categoria in generale ma affinché risultasse più evidente quanto oggi affermo ho preferito ritornare in argomento. E’ con enorme piacere che cito la stragrande maggioranza di donne infermiere che svolgono il loro compito con grande professionalità ed indici di pazienza e di altruismo superiori a quelli di norma.
Alle volte le difficoltà che incontrano sono enormi e le superano con spirito di sacrificio meritevole di citazione e di elogio. Solo ora sento di aver fatto il mio dovere di cittadino.
Geo Monti
(Cremona)

Quella per il Corsera è un’offerta del... Cairo
Egregio direttore,
come mai Urbano Cairo, primo a proporsi per l’acquisto del Corriere della Sera, avrà fatto infuriare Mediabanca, Unipol e Della Valle? Perché, direbbe Vauro, è un’offerta del... Cairo!
M.R.
(Cremona)

S. Felice, tante promesse ma nessuna mantenuta
Gentile direttore,
abito in una delle case del Comune a S. Felice e vorrei fare alcune considerazioni:
- giunta Perri: promesse in campagna elettorale di risistemare le suddette case, promesse mantenute? Col cavolo! E intanto è caduta la giunta!
- giunta Galimberti: e via con le promesse, fondi già stanziati dalla Regione con inizio ai primi mesi del 2016 e siamo già quasi a metà anno e lavori zero! Per ora, in questi anni, si sono risistemati tutti i quartieri residenziali Erp di Cremona, Cambonino, Ospedale, ecc. E S. Felice è stato dimenticato, il chi se ne frega è all’ordine del giorno e via via le cose peggiorano, nulla viene fatto mentre si interviene su altre realtà.
Qui i pochi appartamenti che vengono assegnati sono ad extracomunitari, ormai i cremonesi sono pochi e quei pochi sono anziani, spesso soli. Non c’è nulla o poco. Ci si deve spostare per farmacia, giornali e le piccole cose quotidiane, e molti sono andati via, lasciando vuoti gli appartamenti ma quale famiglia accetterebbe di venire a S. Felice sapendo cosa trova?
Mancanza di rispetto per i vicini, cose lasciate nelle parti comuni, rifiuti nei sacchi a terra con relativi animali che ci frugano dentro.
Umidità, infiltrazioni, spreco energetico, ecc., cose descritte dal vostro articolo benissimo. Buona l’idea di un lettore che proponeva di abbattere tutto e rifare, ma con criteri nuovi, questo quartiere per renderlo più vivibile sia ai cremonesi e a tutti quelli che ci verrebbero ad abitare, verificando costantemente il buono stato e conservazione, scoraggiando in tutti i modi gli abusi e le anomalie prima verbalmente e poi con sanzioni (...)
Piergiorgio F.
(Cremona)

Casalbuttano, ecco cos’è il Movimento Nuova Linea
Gentile direttore,
a completezza delle informazioni apparse il giorno 10 aprile nella pagina del territorio cremonese ‘Casalbuttano, il programma di Mondini’, notizio i miei concittadini che in data 7 aprile nella riunione dei soci fondatori del Movimento locale di Nuova Linea sono state azzerate tutte le cariche statutarie tranne quella del segretario politico del movimento, unico rappresentante legale con un suo sito web dallo scrivente personalmente gestito; pertanto diffido chiunque, sin d’ ora, a creare eventuali siti web che generano confusione diffondendo informazioni non veritiere e fuorvianti, millantando altresì cariche ricoperte all’interno del movimento (...).
Giacomo Mondini
(segretario politico Nuova Linea)

Ex Bini, ma noi aspettiamo i nostri stipendi da 5 anni
Signor direttore,
la ringrazio per lo spazio dato al liquidatore dott. Riberzani e ai rappresentanti sindacali. Un sincero grazie al dott. Riberzani che ci ha chiarito che i nostri stipendi non verranno mai pagati dato che i soldi necessari dovrebbero essere ottenuti dalla vendita di immobili/capannoni ormai desueti e fuori norma che è già difficile collocare anche con la forma della donazione gratuita.
Ci chiede però di portare pazienza... e che sarà mai? Cinque anni di attesa per qualche stipendio... Insomma due noccioline davanti ai compensi pagati (tutti e subito) al commissario... Ringrazio il sindacato che nella precedente comunicazione riesce addirittura a invitare a rivolgersi ai loro uffici.
Cosa ci propone? Una pacca sulla spalla (ovviamente) a pagamento? Francamente, caro direttore, trovo abbastanza ‘strano’ che sia stata concessa la possibilità di attivare questa procedura senza nessuna seria e concreta ristrutturazione del debito e non pagando nemmeno i creditori privilegiati come i dipendenti.
Ricordo pure che il Tfr è stato ricevuto con ritardo ma solo e soltanto, ripeto solo grazie a ‘mamma Inps’ e non certo a chi ha gestito e sta gestendo questa situazione. Mi chiedo come sia stato possibile per il tribunale di Cremona ammettere una procedura di questo tipo che ad oggi, dopo 5 anni, non ha restituito un centesimo dei debiti.
mil.pizzetti69@gmail.com
(Rivarolo Mantovano)

Perché negare la sepoltura ai bimbi mai nati?
Signor direttore,
la lettera di Flavio Zanenga esprime sentimenti che ho conosciuto in analoghe situazioni, alcune così strazianti da stringere il cuore. Posso comprendere il dolore di Flavio per il suo bambino morto e che non ha potuto stringere fra le braccia. Non capisco invece l’ostinato livore di quei signori che vogliono negare un angolo di cimitero ai bambini, che per salute o per incoscienza non hanno visto la luce del giorno.
Le loro convinzioni e argomentazioni sono così fragili da aver paura di un gesto di misericordia? Per me sarebbe consolante se anche nel mio piccolo cimitero ci fosse un fazzoletto di terra per quegli innocenti. Dobbiamo voler bene ai germogli che non sanno difendersi.
Danilo Roffia
(Villanova — Rivarolo del Re)

Al referendum sulle trivelle io voterò Sì
Signor direttore,
domenica 17 aprile in occasione del referendum io voterò Sì. credo che il valore simbolico di questo voto sia evidente e non dobbiamo lasciarci scappare l’occasione di far sapere che Paese vogliamo costruire per il futuro, un Paese più rispettoso dell’ambiente e meno schiavo di petrolio e petrolieri.
Certo non cambierà niente di concreto nell’immediato dopo voto ma il messaggio al governo va mandato, la strategia energetica va studiata e incentivata alle rinnovabili il più presto possibile come stanno facendo in altro paesi europei già da tempo. Votare è un dovere e votare sì è indice di sensibilità nei confronti dell’ambiente (...).
Andrea Avanzi
(Segretario Pd Bozzolo)

Mi hanno tolto l’Rc auto senza nemmeno avvisarmi
Signor direttore,
volevo raccontare la mia esperienza con la mia assicurazione, perchè non tutti sanno che le assicurazioni possono non rinnovare il contratto a loro discrezione e come mi hanno detto gli avvocati di altro consumo noi non possiamo fare nulla.
Dopo essere stata per 30 anni un’assicurata di questa compagnia, sono stata scaricata, senza ricevere alcun avviso, l’agente mi ha detto che dovrei aver ricevuto una raccomandata, che non mi è mai arrivata.
Sono venuta a conoscenza della cosa solo quando mi sono recata all’agenzia per il pagamento e mi hanno detto che non mi avevano rinnovato l’assicurazione, poiché in 30 anni ho fatto due incidenti uno nel 2013 e uno nel 2015. A mio parere la ragione era che pagavo 297.50 euro all’anno di assicurazione RC auto e alla compagnia questo dava fastidio, molto fastidio!
Sono molto, molto delusa, se è così che trattano i clienti di lunga data... c'è da meditare se affidarsi a loro. Io penso che si poteva trovare una soluzione meno drastica, se ne poteva parlare, aumentarmi il premio (come di solito fanno), non comportarsi così scorrettamente.
Quello che mi ha fatto arrabbiare moltissimo è che abbiamo usato l’auto sia io che mia figlia per 10 giorni senza essere assicurate (...).
mabrumife@virgilio.it
(Castelleone)

Regeni e i marò,dal governo due pesi e due misure
Signor direttore,
perché il governo italiano non usa e non ha usato la stessa fermezza con l’India per il caso marò che ha usato con l’Egitto per il caso Regeni? Perché non è stato convocato a suo tempo l’ambasciatore italiano in India per chiarimenti come è stato fatto per l’ambasciatore italiano in Egitto? Perché all’India non è stata paventata alcuna sanzione mentre tutto questo è stato riservato all’Egitto?
E’ forse che l’Egitto, economicamente, per l’Italia non conta nulla e non compra aerei, elicotteri, armi ed altro come, invece, avviene per l’India? Il turismo, per l’Egitto, è la principale risorsa economica e Gentiloni ne minaccia il blocco?
Ma perché non blocchiamo il turismo verso l’India! Sono quattro anni e più che il nostro governo si fa prendere per i fondelli dal governo indiano che continua a trattenere illegalmente i due militari italiani (...).
Massimo Pelizzoni
(Gussola)

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