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Lettere al Direttore

Betty Faustinelli

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bfaustinelli@laprovinciadicremona.it

27 Gennaio 2016 - 09:41

IL CASO
Primaria Visconti al freddo Non si investe nella scuola
Signor direttore,
l’Italia è l’unico paese dell’area dell’Ocse che dal 1995, si legge nel rapporto, non ha aumentato la spesa per studente nella scuola primaria e secondaria. Questo è quanto si legge, ma venendo a noi purtroppo ci è capitato di constatare personalmente questa decadenza, in particolare presso la scuola primaria B.M. Visconti di Cremona dove, dopo che alcuni genitori hanno tinteggiato le aule e i detenuti i corridoi, si raccolgono punti e fondi per acquistare materiali didattici, ora i bambini sono senza riscaldamento.
Mi chiedo come mai nel 2016, il Comune di Cremona non abbia fondi per la normale manutenzione e continui ad elargire ‘premi’ a dirigenti che raggiungono non si sa quali obbiettivi. La situazione è nazionale ma io da cittadino cremonese gradirei una risposta chiara e tempestiva in merito.
Oggi 25 gennaio 2016 nelle classi c’erano circa 8 gradi e parecchi genitori si sono visti costretti ad andare a prendere i propri figli a scuola perché non era possibile fare lezione. Qualcuno è in grado di fornire risposte chiare in merito?
lorisburba@virgilio.it

Il degrado delle strutture scolastiche è un aspetto di un problema più generale: il nostro Paese investe poco nella cultura e ancora meno nell’istruzione. Ciò che accade in questi giorni e che lei denuncia ne è una diretta conseguenza.

L'INTERVENTO
Religioni monoteiste unite contro il nemico comune: l’ateismo
Succede, a volte, che incrociare su un treno uno sconosciuto e farci quattro chiacchiere ci sveli più cose di cento libri. Mi capitò quando una giovane nordafricana, velo islamico, imminente ingresso all’ università Cà Foscari, mi offrì per donazione spontanea una sua interpretazione delle attuali difficoltà italiane. La colpa era tutta nostra, mi spiegò con agguerrito candore. Lo Stato italiano nel 1870 tolse regno e potere politico al papa: un errore madornale.
A cos’altro infatti serve lo Stato se non a fare in terra la volontà di Dio? È da lì che la politica trae autorità e legittimità. In caso contrario non restano che disordine sociale e rovina. Se dunque religione e politica sono, in sostanza, la stessa cosa è naturale che chi guida l’una guidi anche l’altra. Tentai una replica ma una paralizzante impotenza di pensiero e parola si impadronì di me,tanto abissale era la distanza fra il suo ‘Papa Re’ e il mio ‘L ibera Chiesa in libero Stato’. Ero arrivata a destinazione e mi congedai senza sollecitare ulteriori rivelazioni. E’ grazie a quella sconosciuta se oggi, in pieno dibattito sui vari modelli d’integrazione dell’e l e m e nto islamico applicati in Occidente, non mi stupisco delle conclusioni raggiunte al riguardo da autorevoli analisti internazionali.
Sistemi come Francia e Stati Uniti, in cui lo stato pratica laicità assoluta, rigorosa separazione fra fede e politica e non ha una religione privilegiata, sarebbero dal punto d ivista della sicurezza e dell ’antiterrorismo altamente pericolosi. Negli immigrati di seconda o terza generazione scatterebbe infatti una specie di corto circuito fra l’originario patrimonio genetico che rifiuta la distinzione fra fede e politica e l’atmosfera troppo laica e asettica del paese di cittadinanza, che relega invece la fede a fatto strettamente privato e interiore. Il disagio identitario che ne deriva non necessariamente porta al fondamentalismo armato ma certamente predispone a radicalizzare le proprie ragioni e a disprezzare il paese ospitante.
L’analisi si presta ovviamente a facile controreplica: la cronaca è piena di incidenti legati alle proteste islamiche per la presenza in luoghi pubblici di segni della religione cattolica, dai crocifissi ai presepi. Cosa concluderne? Che come si fa, si sbaglia. E che l’Europa è ormai impiccata a una spirale di stringenti alternative, ciascuna carica di allarmanti rischi. Ancor più complesso e paradossale è, a sua volta, il caso dell’Italia, sede del papato. Le immagini circolanti in rete con le bandiere del califfato issate a S. Pietro visivamente ci dicono come stanno le cose nel circuito, fortunatamente minoritario, del fondamentalismo più apocalittico e radicale. Ma, se le precedenti considerazioni sono fondate, il fatto di ospitare Roma, città sacra per eccellenza, si presta, dal punto di vista della nostra sicurezza, anche a opposte conclusioni.
Contribuisce infatti a creare un clima generale molto diverso dalla rigorosa laicità dei cugini francesi. Da noi tutto esprime e trasuda una più stretta familiarità fra sacro e profano, fra fede e politica. Siamo meno ‘moderni’ dei nordici, il che potrebbe giocare a nostro favore, facendo di noi un bersaglio meno esposto perché meno ‘provocatorio’. Potrebbe. In questi casi il condizionale è d’obbligo. Da parte sua, peraltro, la Chiesa di Roma si muove al riguardo su un duplice binario. Ma è contemporaneamente fedele a un più vasto e obbligante mandato. Deve cioè garantire le condizioni di continuità del dialogo fra le religioni e farlo all’interno di un quadro estremamente complesso.
Se è vero infatti che ebrei, cristiani e islamici nei secoli si sono combattuti e scannati e che sono tuttora divisi da colossali divergenze interne, è a maggior ragione vero che si misurano oggi con un avversario comune. Si tratta di quella secolarizzazione che nella sua avanzata fatalmente travolge religioni e senso stesso del sacro mettendo capo al planetario fenomeno dell’ateismo contemporaneo. E’ chiaro che in queste condizioni l’attrazione fra i mondi religiosi diventa fatale. Il che spiega fra l’altro le sconcertanti concessioni di taluni ecclesiastici ai diktat islamici e il relativo retro pensiero: meglio una convivenza fra campanili e minareti che un mondo senza campanili né minareti.
Pur nel rispetto delle rispettive sfere di competenza, ecco dunque la S. Sede invitare quotidianamente i governi europei a mantenere le porte aperte all’immigrazione islamica anche in presenza di altissimi rischi per la sicurezza collettiva, i diritti femminili e i più generali traguardi della civiltà europea. Per certi aspetti la Chiesa invita le istituzioni civili a farsi strumento di realizzazione di un modello religioso: l’Europa, in nome di una carità evangelicamente intesa, accetti di impoverirsi materialmente e civilmente e, pur ripetutamente percossa, offra l’altra guancia. Si potrebbe ovviamente osservare che questo lo chiede il Vangelo, non la Costituzione. La laicità delle istituzioni è dunque a rischio? Domanda cui non sapremmo che rispondere con un’ulteriore, più radicale domanda. Cosa non è a rischio nell’immane onda sismica che sta sfidando e scuotendo l’intero edificio della nostra civiltà a cominciare, appunto, dalla delicata linea di confine tracciata nei secoli fra il dovuto a Cesare il dovuto a Dio.
Ada Ferrari

Unioni civili, replico a Riccio e a Bartoli
Signor direttore,
nei giorni scorsi sono apparsi sul nostro quotidiano un articolo di Mario Riccio ed una lettera di Luciano Bartoli, entrambe contenenti affermazioni erronee, che meritano una replica. Affermazioni di Riccio. La legge 40 vietava la riproduzione assistita. Non è vero: la legge 40 non vietava, anzi permetteva e regolamentava ciò che invece è vietato dalla morale cristiana. Se il matrimonio fosse solo tra uomo e donna significherebbe che la Costituzione italiana discriminerebbe gli orientamenti sessuali.
Questo è un artificio dialettico: la Costituzione italiana si basava semplicemente su una realtà ovvia, per cui per i costituenti era assolutamente inimmaginabile un matrimonio impossibile tra persone dello stesso sesso.
La polemica sulle adozioni non tiene conto di quello che dovrebbe essere il primario obbiettivo, il benessere del soggetto debole. Ma come, è proprio il bene del bimbo che motiva la contrarietà alle adozioni gay! Oltre tutto, è la natura a dirlo, perché guarda caso fa nascere un bimbo da una madre e da un padre. Affermazioni di Bartoli. Nell’unione d’amore tra due uomini o due donne il sesso è l’ultima cosa. Cosa?!... È la cosa più importante, determinante, ed essenziale; infatti l’unione civile è preclusa a due persone dello stesso sesso che non siano omosessuali; ed è essenziale la loro pubblica dichiarazione. I fratelli e le sorelle hanno già diritti di famiglia. Ma dove?!... Due fratelli o sorelle conviventi, che si amano e si aiutano non godono della reversibilità della pensione; così due amici anziani, così due preti ecc. ecc.
Perché due omosessuali dovrebbero godere di un privilegio, non contemplato per altre situazioni di unione affettiva e solidaristica? Nessuno l’ha ancora spiegato! (...)
Giorgio Telò
(Cremona)

Smog a Cremona, traffico e trovate geniali
Egregio direttore,
sarò lapidario. Queste poche righe sono un invito a riflettere sul problema dell’aria inquinata a Cremona. Riqualificare la città significa piazzare semafori ovunque? Bloccare giorni e giorni molte strade cittadine per lavori e creare code interminabili? Tutto questo quando nelle altre città vengono tolti i semafori, sostituiti con rotatorie. I semafori pedonali non dovrebbero essere su chiamata?
Perché qui a Cremona vanno in automatico creando inutili code? Per problemi di carattere deambulatorio mi è capitato nei giorni scorsi di usare la macchina per spostarmi in 4 punti della città. Bene, ho fatto 3 ore di guida e grazie alle trovate geniali di chi progetta lo scorrimento del traffico cittadino (...).
E.B.
(Cremona)

Tributo al Consorzio Dugali pago per l’inefficienza altrui
Egregio direttore,
vorrei portare a conoscenza dei lettori un fatto che mi è capitato ma che potrebbe toccare a decine o centinaia di altri cittadini. Ho ricevuto ai primi di gennaio da Equitalia la notifica di un tributo di 12 euro il cui ente creditore è il Consorzio di bonifica Dugali Naviglio Adda Serio di cui dovrei pagare in aggiunta euro 5,88 per spese di notifica dal momento che il precedente avviso di pagamento risultava inevaso. Peccato che il primo bollettino non è mai arrivato né a me né a vicini, conoscenti e parenti residenti a Spinadesco ai quali ho chiesto informazioni.
Così prima di pagare ho interpellato sia gli uffici del Consorzio che quelli di Equitalia per capire le ragioni del disguido. A questo punto ho scoperto che il corriere che avrebbe dovuto consegnare i bollettini per il 2015 li ha smarriti o addirittura alienati visto che pacchi di questi sono stati trovati da cittadini ai giardini di piazza Roma. Ora io pagherò il mio tributo con l’aggiunta delle spese di notifica ma mi chiedo: è giusto che i cittadini paghino per le inefficienze altrui?
Silvia Maria Cavagnoli
(Spinadesco)

Pensionati, la classe meno considerata d’Italia
Signor direttore,
le scrivo queste poche righe esprimendo il mio sdegno nel leggere la lettera da lei pubblicata il giorno 24 gennaio del signor Marco Pedrabissi nella quale si presenta con la parola vergogna alla classe meno considerata d'Italia!
Caro signor Pedrabissi si ricordi che nella mia vita lavorativa ne ho provate tante, anche peggio di quella da lei descritta ma non mi sono mai pianto addosso e non ho mai parlato male dei pensionati come fa lei, e ora che faccio parte della categoria, leggendo la sua lettera, mi accorgo ancor di più che i brividi me li fa venire lei sapendo che la pensa in questo modo (...).
Walter Visconti
(Soresina)

Andremo sulla tomba di Ponchielli a Milano
Signor direttore,
vorrei cogliere l’occasione per rispondere alla lettera del signor Massimiliano Lima da Milano su La Provincia di domenica, con la quale egli chiede informazioni sulla tomba di Amilcare Ponchielli, invitando lo stesso a contattare il Museo Ponchielliano, dove sono custodite delle documentazioni fotografiche del funerale e di precedenti delegazioni in visita al sacello, o gli uffici comunali, per effettuare un sopralluogo assieme, se lo vorrà.
È difatti nelle nostre intenzioni, organizzare a breve una trasferta al cimitero monumentale di Milano, per rendere omaggio alla tomba del compositore nato a Paderno, così come abbiamo già fatto ad Alassio lo scorso novembre per inaugurare la nostra mattonella 'ponchielliana' sul celebre muretto e come abbiamo in programma di fare a Maggianico, dove Ponchielli aveva una casa per la villeggiatura, che versa ahimé in uno stato di degrado e di abbandono. In merito al decoro della tomba, che verificheremo sul posto, rimango tuttavia dell’avviso che l’eventuale interessamento e/o coinvolgimento di qualche imprenditore padernese, possa essere più proficuo qua, mediante investimenti sulle attività del nostro Museo Ponchielliano (...).
Cristiano Strinati
(Sindaco di Paderno Ponchielli)

Pd, ovvero Partito destabilizzante
Egregio direttore,
altro che fiscal compact... Visti e considerati gli ‘omaggi’assai poco onorevoli di Giorgio Napolitano (tre capi di governo non eletti dal popolo e un debito pubblico inerpicatosi a 2.200 miliardi dai 1.850 del 2011) non sarebbe il caso di rivedere il logo del Pd aggiornandolo con quello di Partito destabilizzante?
M.R.
(Cremona)

In Italia nulla è cambiato dal 1938 a oggi
Signor direttore,
ieri la televisione ha trasmesso il film di Ettore Scola ‘Una giornata particolare’. Nel film si racconta la storia di due persone, un uomo e una donna accomunati dallo stesso triste destino. L’uno antifascista e con l’orientamento sessuale non gradito al regime di Mussolini, e l'altra schiacciata da un marito maschilista. Entrambi soffrono e vivono un’esistenza grama e malinconica. Il film è ambientato nel 1938. Mi accorgo purtroppo che le ragioni della sofferenza di questi due personaggi cinematografici sono ancora presenti realmente nella società italiana di oggi. Niente è cambiato dal 1938 ad ora.

D.D.
(Cremona)

Gli insegnanti devono suscitare interesse
Signor direttore,
da un insegnante s’ha da sperare che, insegnando, ad esempio, storia, si riveli capace di stimolare gli studenti all’entusiasmo per la medesima, sì che il relativo studio diventi un piacere del conoscere. Ma se sullo stesso insegnante si esercitano pressioni perché partecipi a convegni, e magari accompagni gli studenti a visitare i luoghi della Shoah, quello che dovrebbe essere studio della storia-tutta diventa studio settoriale della storia degli ebrei. Che sono, nelle gioie e nelle tragedie, uguali a tutti gli altri. E, se sarò riuscito a suscitare interesse ‘storico’per la Shoah, stiamone certi: gli studenti, ad Auschwitz o altrove, sicuramente ci andranno. Ma senza insegnanti.
Gianfranco Mortoni
(Mantova)

Spostare i codici rossi dal pronto soccorso
Egregio direttore,
avendo avuto molto bisogno di aiuto per problemi di salute di mia moglie, devo fare i complimenti al 118 e pronto soccorso, dagli infermieri ai dottori. Nonostante il grosso impegno del Pronto soccorso ho notato che bisognerebbe assolutamente aumentare infermieri, medici e locali. Molti pazienti si rivolgono a questo servizio, perciò sarebbe necessario spostare i codici rossi in quanto quando questo succede vi sono attese molto lunghe. Faccio appello ai dirigenti per migliorare questo grande bene che riguarda la salute di tutti.
Angelo Lampugnani
(Cremona)

Raccolta dei rifiuti, albanese gravemente infortunato
Egregio direttore,
ho notato che non è stata riportata sul giornale da lei diretto, la notizia del grave infortunio accorso sul lavoro a un giovane albanese impiegato nella raccolta dei rifiuti a Cremona. Questo ragazzo albanese, tuttora ricoverato nel reparto ortopedia del nostro nosocomio, rischia l'invalidità permanente di un arto a causa sicuramente di una sua disattenzione e non sicuramente per i mezzi, spesso fatiscenti, coi quali gli operatori della coop sono costretti ad operare.
Disattenzione dettata dai malevoli pensieri che ti invadono quando è da tre mesi che non percepisci lo stipendio e sei l'unica fonte di reddito per una famiglia. Noi italiani, gli extracomunitari, se non sono delinquenti, non li vogliamo e li consideriamo carne da mandare al macello, riempiendoci d’orgoglio di essere italiani.
Pietro Ferrari
(Cremona)

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