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Lettere al Direttore

Betty Faustinelli

Email:

bfaustinelli@laprovinciadicremona.it

06 Novembre 2015 - 11:14

IL CASO
Ladri a casa di mia madre uno ‘stupro ’psicologico
Signor direttore,
ho appena terminato una conversazione telefonica con mia madre. Mi ha chiesto lei di essere lasciata un po’ tranquilla. L'ho lasciata in lacrime, terrorizzata, confusa ed agitata. È passata mezz'ora dalla precedente telefonata durante la quale dei malviventi hanno provato ad entrare in casa dei miei genitori. Ho sentito in diretta lo sgomento di mia madre. E’ la seconda volta che ci provano nell'ultimo anno.
Questa volta hanno anche sfondato i vetri della finestra. Non c'è niente da rubare, ma tutte e due le volte i miei genitori erano in casa. Le recenti tristi cronache hanno sottolineato quale sia lo ‘stupro psicologico ’ che questi delinquenti infliggono alle loro vittime e ai loro familiari. Questa lettera non è indirizzata a quella gente che si ostina a difendere e giustificare questi delinquenti, della cui opinione francamente mi interessa poco. È rivolta invece a tutta quella gente che come me pensa che sia ora di pretendere che le istituzioni ci difendano per davvero da questi delinquenti. Chiamatela repressione, deterrente, certezza della pena o come volete, ma è ora di alzare la voce e farsi sentire. Io comincio con un appello al suo giornale.
Francesco Bolzoni
(Vaprio d’Adda)

Rilancio il suo appello, che condivido perciò gli do la massima evidenza. Mi limito ad aggiungere che non dobbiamo rassegnarci a vivere in ostaggio dei malviventi.

L’INTERVENTO
Area vasta in sostituzione della provincia, noi socialisti proponiamo una consulta provinciale
Signor direttore,
accogliendo favorevolmente la sollecitazione pubblica avanzata in questi giorni da Virginio Venturelli, i socialisti cremaschi condividono le valutazioni espresse sul processo decisionale in corso teso alla costituzione della futura ‘area vasta’ sostituente l’attuale provincia. Ribadiscono come effettivamente grave sia che le rappresentanze economiche, sociali ed istituzionali della nostra provincia non abbiano finora mostrato alcun segno di coordinamento tra di loro, demandando in tal modo, senza alcun positivo condizionamento, alla Regione Lombardia ogni decisione al riguardo.
Pertanto i socialisti cremaschi rilanciano la costituzione di una consulta provinciale, dedita specificatamente alla formulazione di una ipotesi aggregativa che faccia coincidere, in modo ottimale, la maglia amministrativa a quella economica, sociale, infrastrutturale ed ambientale del territorio. Al di fuori da questa preliminare considerazione, rilevano essere riconducibili tutte le varie ipotesi di accorpamento in esame tra Mantova, Cremona, Lodi e Pavia, nonché anche l’area omogenea del Cremasco, individuata dai sindaci, completamente priva di indicazioni circa la sua collocazione nel nuovo assetto istituzionale.
Affidano al neo consigliere comunale di Crema, Gianantonio Rossi, il compito di seguire tale questione insieme a quella più specificamente della incorporazione della società di servizi pubblici Lgh in A2A.
A quest’ultimo proposito, anticipano delle fortissime perplessità essendo per nulla chiari, al momento, i conseguenti vantaggi per la comunità cremasca, mentre più evidenti, ancora una volta, appaiono quelli per la società Aem di Cremona, in difficoltà economiche da anni, con l’avallo dei partiti alla guida della città e dei Cda di loro espressione, succedutisi nel tempo.
A quest’ultimo proposito, chiedono che nella trattativa avviata, sia espressamente prevista la monetizzazione totale della quota azionaria di Scrp, oggi detenuta in Lgh, affinché la società cremasca, ovvero ogni singolo Comune, possano recedere da una operazione finanziaria non condivisibile, dietro semplice richiesta.
I Socialisti Cremaschi
(Crema)

Proposta per accontentare tutti i candidati sindaco
Gentilissimo direttore,
mi permetta di riallacciare un piccolo discorso relativo alla candidatura a sindaco per i candidati Pd di Roma e Milano. Dopo le vicende capitoline abbiamo capito come Renzi voglia come sempre, mettere la sua nella questione e se da una parte condanno come cittadino italiano l’operato di Ignazio Marino, i nuovi fatti post sindaco mi fanno pensare a come il tutto è stato confezionato e spedito dallo stesso premier ormai padre padrone della sinistra italiana. I vari commenti dei politici storici del Pd non servono a nulla se non a rafforzare la leadership di un personaggio che ha in mano il potere in Italia. Ritornando ai nostri sindaci, vediamo come a Roma e a Milano si vada alle primarie per stabilire un solo candidato per la lista di sinistra.
Però da quel che vedo i candidati in lizza sono molti e nessuno vuole mollare ‘il mazzo’come si dice. Farei una proposta rivolta specialmente alla sinistra che ha fior di candidati per le due maggiori città italiane: copiamo Londra che al suo interno ha più Comuni così accontentiamo tutti i candidati (...).
Pier Alfredo Gualdi
(Grontardo)

All’ospedale di Crema cibo migliorato, merito mio
Gentile direttore,
Claudio Bordogna tramite Spazio aperto del 3 novembre lamenta che all’ospedale di Crema distribuiscono grissini che contengono olio di palma (...). Il primo giorno del suo ricovero si lamentò che il cibo non era affatto appagante. Gli portai un libro di cucina del Carnacina con preghiera rivolta all’infermiera, di farlo pervenire urgentemente al cuoco. Merito della mia autorevole influenza da quel giorno la qualità del cibo migliorò. Visto che il cibo era di suo gradimento, gli portai un pacchetto di sigari per favorire la digestione: furono immediatamente requisiti dalle infermiere.
Quando poi seppi che un importante esame al quale era stato sottoposto diede esiti negativi, per festeggiare l’evento gli portai una bottiglia di spumante che fece la fine dei sigari: sequestrata. Proprio il giorno che era distratto perché intento a leggere gli ingredienti contenuti nei grissini e poco prima della visita mattutina dei medici misi sul suo comodino un portacenere pieno di mozziconi di sigarette (...).
Ora quando termino le visite controlla scrupolosamente letto, sottoletto, comodino e sottocomodino. Non si fida più di me (...).
Ernesto Alberichi
(Spino d’Adda)

FI e Pd uniti a Roma? No, ministro Lorenzin
Egregio direttore,
l'ennesima dimostrazione che ai politici hanno un unico interesse: la poltrona e non i cittadini. L'indecente frase del ministro Lorenzin «A Roma Pd e Forza Italia uniti su Marchini per non far prendere Roma ai 5 stelle». Se Berlusconi accetta una coalizione è politicamente finito e può chiudere Forza Italia. Caro ministro, bisogna come prima cosa pensare al benessere dei cittadini romani, non al vostro. Una proposta cosi dal Ncd, lascia solo il tempo che trova. Il voto del buon senso a Roma è di mandarvi a casa.
Cesare Forte
(Oradea, Romania)

A Cremona Solidale per fortuna che c’è l’Usb
Signor direttore,
per correttezza di informazione mi conceda qualche puntualizzazione in merito alla replica dei signori Negri, Mazzullo e Castelleone di Cgil, Cisl, Uiol del 31/10/15. I turni di lavoro introdotti da qualche anno a Cremona Solidale sono stati abbondantemente discussi con i sindacati e sono a tutt’oggi oggetto di discussioni. È evidente che i sindacati hanno avuto una infinità di opportunità per accorgersi che escludevano il riposo compensativo per le festività lavorate sia al personale enti locali che al personale sanità (...).
La cantonata l’hanno presa i professionisti del sindacato (...). Ora che i sindacati riconoscono che il recupero compensativo compete anche al personale enti locali, dovranno spiegare ai circa 300 turnisti perché per 5 anni hanno scelto di respingere le numerose sollecitazioni e di starsene zitti zitti.
Altro che costante confronto... Tutti sanno che non mi hanno mai dato ascolto quando toccavo il tasto festività (...). Dopo tentativi di conciliazione andati a vuoto (promossi da Usb), contro una amministrazione non dialogante, l’unica via percorribile era una vertenza. Ci ha pensato la piccola Usb contro l’immobilità dei tre grandi sindacati.
Questa vicenda ci racconta che la logica della egemonia sindacale ha affossato chi, pur rappresentando una sigla minore (che non beneficia di pari opportunità), aveva visto bene e prima di altri, ma soprattutto ha affossato le aspettative e i diritti dei lavoratori di Cremona Solidale (...).
Aggiungo: dall’aprile 2012 i sindacati stanno chiedendo il pagamento degli straordinari, senza risultati (...). Questo è il loro modo di fare sindacato.
Giuseppe Lupi
(delegato sindacale USB Cremona Solidale)

Pasolini e Bertolucci avversari sul campo di calcio
Egregio direttore,
in questi giorni tutti i media hanno ricordato la tragica fine di Pier Paolo Pasolini di quarant’anni fa. Di lui molti sono a conoscenza della passione per il calcio ma pochi sanno che fu protagonista di una singolare partita giocata il 16 marzo 1975. In quell’anno Bernardo Bertolucci girava il mitico ‘Novecento’fra il basso Mantovano e il Casalasco e nello stesso periodo Pasolini si muoveva fra Commessaggio, Villimpenta, Pontemerlano e Gonzaga per le riprese del tanto vituperato ‘Salò e le 120 giornate di Sodoma’.
Alle porte della primavera il regista parmigiano e l’autore di ‘Uccellacci e uccellini’organizzarono un match di football fra le rispettive troupes al campo sportivo della Cittadella di Parma per festeggiare i 34 anni di Bernardo Bertolucci era sugli spalti come tifoso mentre l’amico e maestro Pier Paolo uscì dallo spogliatoio con la maglia n. 7, pronto a gareggiare con tutti i suoi 53 anni; fu quest’ultimo ad inventarsi l’originale denominazione delle squadre: Novecento contro Centoventi e il risultato finale, 5 a 2, premiò il team di Bertolucci.
Un Pasolini imbufalito, quasi in trance agonistica, lasciò il terreno di gioco prima della fine e per ripicca non partecipò nemmeno ai festeggiamenti dell’allievo prediletto. In seguito calcò la dose, insinuando che Bernardo avesse convocato nel suo ‘undici’ dei calciatori del settore dilettanti e non le maestranze della sua troupe, garantendosi fraudolosamente la vittoria finale.
Giampietro Vicini
(Rivarolo del Re)

Sono stati ‘solo’ 69 i morti del muro di Berlino
Signor direttore,
una volta per tutte ho voluto sincerarmi di quante vittime ha causato il muro di Berlino. Ho guardato in Wikipedia alla frase ‘elenco dei caduti al muro di Berlino’e sono arrivato al seguente calcolo matematico. Le morti totali sono state 138. Da questo numero però bisogna detrarre i 29 annegati nel fiume Sprea che costeggiava il muro, che sono morti accidentali non imputabili ai militari. Sono da togliere i 7 caduti dal muro in stato etilico, i 4 suicidi, i 6 che si sono gettati dal treno o investiti dalle auto, i 9 uccisi durante una sparatoria, i 6 militari dell'est uccisi dai fuggiaschi, e le 8 morti accidentali. In conclusione, guardando all'ottica fascista, le ‘vere’ vittime del muro sono state ‘solo’69 (...).
Sessantanove morti che sono meno degli 85 della stazione di Bologna, che sono meno dei 335 delle Fosse Ardeatine, che sono meno dei 560 di Sant'Anna di Stazzema. Ma allora come mai si fa tanto can can su questo muro lontano, mentre nelle scuole non si ricorda più la nostra strage di Bologna? La risposta è semplice, signor direttore. Perché ancora una volta si usano i morti per uno squallido discorso tendenzioso che fa comodo a quelli di destra. A loro non interessano i morti, a loro interessa fare soltanto della politica ingannevole.
D. D.
(Cremona)

Dal superstite Pieri impariamo a non odiare
Signor direttore,
nella mia cucina c’erano ben dieci persone uccise. Mi hanno ucciso mio padre, mi hanno ucciso mia madre. Mi hanno ucciso il nonno materno, e pure la nonna materna mi hanno ucciso. Quasi tutti i miei zii sono stati uccisi. Mi sono rimasti solo uno zio ed una zia. L’ultimo zio è stato portato in Germania. Insomma mi hanno ucciso tutta la mia famiglia. La mia infanzia è stata tutta un calvario. Però io sono ancora qui a raccontarvi questo. Recentemente ho detto che ho perdonato. Si, ho detto questa parola, che avevo perdonato. Però non perdono le ideologie così cattive. Ma ho perdonato….
Via l’odio, ho capito che non porta da nessuna parte, anzi! Perché quel periodo era il periodo dell’odio proprio…che ha portato alla distruzione dell’umanità. Quasi! Ci sta portando! Perciò, oggi, perdonare è un ‘credo’. E devo essere sincero: quando vedo i giovani tedeschi che salgono a Sant’Anna…mi fa sempre piacere. Basta’. Da una intervista rilasciata da Enrico Pieri, superstite e testimone dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema, che personalmente ho conosciuto. Era il 12 agosto del 1944, e lui di appena dieci anni, tutto aveva veduto, nascosto da un sottoscala nella casa natia, riuscendo inspiegabilmente a salvarsi. E’ un messaggio forte, prepotente, che scaccia inesorabilmente ogni dialettica con taluni interlocutori che ancora ci assillano. Le grandi cause che ci hanno permesso democrazia e libertà meritano ancora l'immolazione.
Giorgino Carnevali
(Cremona)

Inutili i cartelli col limite dei 90 chilometri orari
Signor direttore,
mi consenta di commentare quanto scritto da Ghebremeschel@hotmail.com il 5 novembre. Questa lettera dimostra quanta ignoranza c'è negli automobilisti al giorno d'oggi. Io ho conseguito la patente nel 1962 e allora all'autoscuola bisognava studiare la materia a fondo, perché non c'era il sistema dei quiz. L'ispettore alla prova orale faceva una vera interrogazione, come all'esame di Stato, per cui il codice della strada doveva essere conosciuto alla perfezione. I concetti di allora mi sono rimasti ben impressi. Il codice prevede che nelle strade extraurbane non deve essere superata la velocità di 90 km/h, senza la necessità di cartelli. Alla periferia di Milano, provenendo da Crema, ho preso una multa di 49,8 euro, per aver superato di 2 km/h, il limite di 90 km.
I cartelli vengono esposti nei tratti dove bisogna abbassare la velocità. Ad esempio 70 km, entrando in Cremona provenendo da Milano, oppure la tangenziale di Crema. Pertanto a Sesto non è necessario alcun cartello; la legge non ammette ignoranza. Non ci sono avvisi ‘vietato rubare’. Quanto sopra riguarda gli automobilisti; i mezzi pesanti hanno limitazioni più severe.
G. Amato
(Crema)

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