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Lettere al Direttore

Betty Faustinelli

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bfaustinelli@laprovinciadicremona.it

28 Agosto 2015 - 11:18

IL CASO
Terapia intensiva neonatale ha salvato la vita alla nostra Olivia
Signor direttore,
l’equipe diretta dal dottor Carlo Poggiani ha salvato la vita a nostra figlia. È, infatti, grazie agli angeli in camice verde e giallo della Terapia Intensiva Neonatale (Tin) dell’ospedale di Cremona se oggi possiamo cominciare a buttarci alle spalle l’in - cubo che ci ha lasciati con il fiato sospeso per oltre 10 giorni. Non solo la Tin del presidio ospedaliero di Cremona è un’eccel - lenza del nostro territorio, grazie alla professionalità di chi quotidianamente opera all'interno dell'unità operativa, ma è anche un luogo ricco di umanità. Olivia, questo il nome di nostra figlia, è nata alle 8.26 della mattina di ferragosto priva di vita.
Non abbiamo potuto nemmeno guardarla per un solo istante subito dopo il parto, poiché i dottori l’han no portata immediatamente in terapia intensiva. Il loro tempestivo intervento è stato decisivo. Olivia è nata asfittica. La mattina di ferragosto la neonatologa di turno era la dottoressa Antonella Laiolo, anche vicario del reparto. Il suo istinto le suggeriva di sottoporre Olivia al trattamento ipotermico. Dopo essersi confrontata telefonicamente con il dottor Poggiani, che in quei giorni era in ferie, la dottoressa Laiolo ci ha spiegato come intendeva procedere: il successo del trattamento dipende dalla precocità con cui viene iniziato. Ci siamo, quindi, affidati alla sua professionalità e le abbiamo consegnato nostra figlia.
Così Olivia è stata infilata per 72 ore all’interno di una particolare tuta, collegata a un apparecchio raffreddante, che le ha abbassato la temperatura corporea fino ai 33,5°.Altermine delle72 ore la temperatura corporea è stata riportata progressivamente a valori normali: la fase di riscaldamento deve essere molto lenta, con incrementi di mezzo grado ogni ora, per evitare lo scatenarsi di crisi convulsive. Tutto è andato liscio: nessuna convulsione. Nostra figlia in questa fase è stata costantemente monitorata. I giorni successivi abbiamo scoperto che l’asfissia perinatale costituisce la principale causa di mortalità e nei sopravvissuti può determinare conseguenze neurologiche permanenti a cui si associano gradi di disabilità anche gravi. Il principio dell’ipotermia è quello di abbassare, insieme alla temperatura, il metabolismo cerebrale, diminuendo il fabbisogno energetico del sistema nervoso centrale. In questo modo si limitano i danni provocati, in condizioni normali, dalla scarsa affluenza di sangue al cervello a causa dell’arresto cardiaco.
Fino a pochi anni fa era possibile assistere il piccolo con questa patologia esclusivamente con una terapia di sostegno delle funzioni vitali e un trattamento sintomatico delle complicanze. Oggi il trattamento ipotermico consente di contenere efficacemente i danni neurologici, ma non è ancora così diffuso. Il nostro territorio, però, può beneficiare di questa particolare procedura grazie ai medici e agli infermiericheoperanonella Tin di Cremona e che ogni anno lo applicano a 3/4 neonati che, come Olivia, sono nati asfittici.
Inutile descrivere ciò che noi genitori abbiamo provato e vissuto, ma grazie alla sensibilità e alle attenzioni dei medici e degli infermieri del reparto non ci siamo persi d'animo e ci siamo fatti guidare in questa terribile esperienza che ci ha però permesso di incontrare persone eccezionali e professionisti degni di nota. La nostra eterna riconoscenza va a loro: a tutte le dolci infermiere della Tin, al dottoressa Poggiani, alla dottoressa Laiolo, alla dottoressa Del Miglio (vicario di Pediatria), alla dottoressa Milanesi e a tutti gli altri medici dell'unità operativa che si sono occupati della nostra piccolina. Ora Olivia sta bene, ha recuperato peso e forze e presto potrà finalmente tornare presto a casa con noi. Il lavoro che viene svolto nella Tin di Cremona è l'esempio che all'interno della sistema sanitario nazionale esistono ancora professionisti competenti e reparti di eccellenza.
Chi ha la sfortuna di passare una volta nella propria vita nell’unità operativa diretta dal dottor Poggiani sa anche di avere la fortuna che il proprio bimbo o bimba sarà seguito e curato da mani esperte e attente.
Valeria Deste e Michele Lombardi, genitori di Olivia Lombardi
(Castelleone)

Prima l’incubo e poi la gioia grazie alla competenza del reparto di Terapia intensiva neonatale. Ringrazio voi genitori per aver voluto raccontare la vostra storia e quella della piccola Olivia. Una storia di speranza che sarà di aiuto a tanti genitori.

LA REPLICA
Il direttivo dell'Associazione Icaro offeso dalle parole di Caporlingua
Signor direttore,
noi dell’associazione ‘Icaro ’ — associazione nata nel novembre dell’anno scorso, per rappresentare e tutelare i disoccupati over 40 — ci siano sentiti profondamente offesi dopo aver letto su ‘La Provincia’ del 17 agosto un’i ntera pagina dedicata a denigrare la nostra associazione. L’amica Franca Caporlingua, da poco inserita nel Direttivo dell’associazione, arbitrariamente e senza consultare nessuno rilascia dichiarazioni distinte e distanti dallo spirito della nostra associazione. Il Direttivo dell’associazione, nella riunione di venerdì 21 agosto, ha stigmatizzato e condannato quanto detto dalla signora.
Caporlingua dichiara di ‘seguire il filone delle cooperative’ (sic!) e che preannuncia ‘una serie di incontri con enti e istituzioni’ (ma guarda!), arriva a questa strabiliante conclusione dopo una sfilza di frasi demenziali inerenti cooperative che operano con il Comune. Non ci soffermiamo sulle sue considerazioni su ‘cooperative formate da soli extracomunitari’, citandone qualcuna del tipo ‘La Luna’ che gestiscono lavori per conto dell’amministrazione.
Considerazioni, come riporta ‘La Provincia’, importanti: ‘Frasi secche, dure, destinate a lasciare il segno e ad alimentare polemiche quelle pronunciate ieri da Franca Caporlingua’. Siamo di fronte a frasi tese a diffondere l’impressione di un’associazione pervasa da un ‘latente razzismo’, da intolleranza verso gli stranieri. Mai dalla sua nascita ad oggi, nel Direttivo e nelle assemblee, sono stati trattati questi temi, l’associazione non ha mai pensato che per dare lavoro agli over40 occorresse licenziare lavoratori stranieri che operano regolarmente ma ci siamo preoccupati e ci preoccupiamo, per quanto riguarda l’amministrazione comunale, di favorire anche l’occupazione degli over 45.
E, ad onor del vero, l’amministrazione comunale si è mossa anche con atti di Giunta in questa direzione. Solo il giorno successivo, sempre su ‘La Provincia’, la stessa persona esterna nuovamente affermando cose che platealmente mostrano la volontà di danneggiare il vero spirito di ‘Icaro’. Caporlingua, che il 17 agosto rilasciava dichiarazioni che il giornalista definisce — come detto — ‘secche, dure, destinate a lasciare il segno’, nello spazio di poche ore, folgorata sulla strada di Damasco, non solo rinnega quello che ha detto prima ma rilascia dichiarazioni che il direttivo di ‘Icaro’ s o ttoporrà all’attenzione di un legale. (...)
‘Icaro’, sorta nel novembre scorso, continuerà la sua battaglia di civiltà a favore dei disoccupati over 40, consapevole che l’intuizione che portò alla nascita dell’associazione darà sicuramente i suoi frutti.
Giuseppe Vigliotta
(presidente dell’associazione ‘Icaro’)

È la storia che ha decretato il fallimento del comunismo
Egregio direttore,
chiedo cortese ospitalità per rispondere a D. D. che preferisce nascondersi dietro le iniziali. D. D. ha posto ingiustamente sul banco degli imputati lo scrivente reo, a suo dire, di aver promosso una ‘feroce propaganda anticomunista’ affermando che la mia lettera su Castro è stata sottile e insinuante, pensando bene allora, di chiedere aiuto ai dirigenti di fantomatiche sezioni comuniste sparse sul territorio per rispondere, uniti, alle mie osservazioni, giudicate troppo ruvide nei confronti degli ex compagni del Pci.
Non sono stato io ad aver scritto falsità e controinformazione sull’ingloriosa e disastrosa fine del comunismo nel mondo. È stata la storia a dimostrare la verità, ed è molto strano che non se ne sia ancora accorto. Concludo ricordando al signor D. D. che se desidera trasferirsi nell’ultimo paradiso del comunismo reale rimasto, la Corea del Nord, è liberissimo di farlo, ma in fretta, prima che il caro leader, Kim Jong-Un decida di prostrarsi come i Castro agli jankee americani. (...)
Andrea Zecchini
(Camisano)

Degrado al Foro Boario È l’ingresso principale in città
Signor direttore,
sono due anni che chi di dovere non si interessa del degrado alla palazzina del Foro Boario. Sporcizia e topi che girano. Vorrei ricordare che via Mantova, con il suo relativo parcheggio, è l’ingresso principale della città per bus e turisti e sicuramente non facciamo una bella figura. La nuova amministrazione Pd dov’è?
Mario Scotti
(Cremona)

Quartieri, serve più sinergia tra Comune e comitati
Egregio direttore,
il Comune di Cremona ha istituito 16 quartieri, 11 dei quali sono caratterizzati dal funzionamento del relativo comitato, mentre per altri è in fase di definizione l'attivazione. Quello dei Comitati di quartiere è un tema molto interessante perché penso che dovrebbe essere —per semplificare —l’organismo che si confronta con i soggetti preposti dal Comune circa la natura e i risultati degli interventi posti e da porre in essere per la migliore vivibilità dei residenti, cercando, se possibile, di indirizzarne l’azione. Condizione primaria per una proficua intesa fra Comune e Comitato è che il primo negli intenti e nelle interrelazioni dimostri di considerare veramente il secondo come un’opportunità e non solo ‘cassa di risonanza per le lamentele’.
Quello che è dato leggere sulla stampa locale ci rappresenta purtroppo una situazione non ottimale, conclamata dalle dichiarazioni non soddisfatte dei rappresentanti dei comitati. Si legge spesso di «promesse non mantenute», e questo acuisce la delusione. Ecco, a mio parere, sta proprio qui il nodo della questione, ossia va fatta chiarezza e trasparenza nell’interrelazione fra i due soggetti. Schematizzando: i cittadini hanno delle aspettative, il Comitato di quartiere le propone ai competenti soggetti del Comune, il quale dopo aver analizzato il documento fa seguito con le decisioni —pure in forma scritta — accompagnate dalle relative motivazioni.
Non penso che attualmente funzioni così, perché diversamente non si parlerebbe di promesse non mantenute, ma di impegni disattesi. Per snellire e perfezionare l’interrelazione fra i due soggetti, grande aiuto potrebbe venire dall’informatica e da internet.
Luciano Losi
(Cremona)

Mistificare la storia è inutile ed è moralmente grave
Gentile direttore,
nella tesi di laurea di Silvio Berlusconi, imperniata sul potere di persuasione che ha la pubblicità, si legge che bisogna martellare in continuazione lo stesso pensiero, la stessa frase, attraverso la televisione, i giornali, i cartelloni pubblicitari, la radio, per fare in modo che la gente ne rimanga convinta. Cioè bisogna ripetere in continuazione, con la pazienza della goccia che scava il marmo, sempre le stesse frasi, sempre le stesse immagini per migliaia di volte affinché la mente umana ne sia persuasa, le creda vere anche se non lo sono. Da anni, ormai, leggo in questa rubrica aperta ai suoi lettori, delle letterine che parlano di anticomunismo, di odio verso le ideologie di sinistra, mistificando fatti e pensieri comunisti. Le scrivono lettori, pensionati, casalinghe, inesperti di storia contemporanea. Il giornale consente l’apologia del fascismo (...)
Signor direttore, crede veramente che tutto questo possa fare del bene alla verità? Lei pensa che queste storielle che interpretano la storia possano essere utili? Mistificare la storia in continuazione utilizzando il sistema berlusconiano, con la snervante forza che ha la pubblicità ripetitiva, è un’opera malefica, e non ha validità morale. (...)
D. D.
(Cremona)

Mi dispiace ma si sbaglia. Spazio aperto, lo dice il nome, è aperto a tutti. Vuole la prova di quello che scrivo? Le sue lettere, questa compresa, vengono regolarmente pubblicate. Questa pagina è tra le più lette del giornale e garantisce la libertà di espressione a tutti, non solo a chi la pensa come me o come lei.

Premi ai soliti dirigenti ‘Danno il latte a chi ha la stalla’
Signor direttore,
ogni anno che su ‘La Provincia’leggo che vengono elargiti premi per i dirigenti comunali e anche a quelli ospedalieri, regolarmente mi ritorna in mente un proverbio cremonese: ‘I ga’ dat el lat a ghi ga’ li stali’, ovvero ‘Hanno dato il latte a chi ha le stalle’.
Pierluigi Somenzi
(Castelverde)

Ammetto di aver sbagliato Magari passo anche alla storia
Egregio direttore,
debbo dire, alla luce di quanto emerso dai dati sui ‘Borghi felici’, di aver formulato un giudizio frettoloso e non sufficientemente ponderato. Se la Giunta di Castelverde è soddisfatta di quanto fa, continui a farlo. Spero che i risultati siano buoni, per i cittadini di quel territorio. Lo si vedrà. Quanto a me, conto di passare alla storia come l’unico politico-amministratore, in un mondo di infallibili, che ammette di avere commesso un errore.
Carmine Lazzarini
(Castelverde)

Bello l’articolo su Rita Pavone Leggerei volentieri la sua vita
Signor direttore,
bello l’articolo su Rita Pavone pubblicato martedì 18 agosto. Addirittura mi sarebbe piaciuto leggere ancora di più, magari un pezzo ancora più lungo che ripercorreva la vita artistica come cantante e attrice della Pavone, protagonista di oltre 30 anni di carriera. Sarebbe stato anche un modo per far conoscere quegli anni a chi non li ha vissuti e per chi —come me —invece li ha vissuti e li ricorda con piacere.
Giuseppe Morandi
(Bagnolo Cremasco)

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