L'ANALISI
04 Giugno 2015 - 10:30
Le piogge abbondanti di questa strana primavera, seguite da caldo torrido, stanno causando anche quest’anno molti danni in agricoltura, e disagi in generale. La causa è nota: il riscaldamento globale. Ormai nessuno lo nega più. Il solo rimedio possibile è il contenimento delle emissioni di anidride carbonica, che richiede cambiamenti significativi nella nostra economia. Non è solo teoria, ci sono Paesi con economie molto avanzate, quali la Danimarca e la Germania, che stanno sviluppando programmi seri e molto significativi: energie rinnovabili, mobilità sostenibile, produzioni (agricole, artigianali e industriali) a minor impatto. Da noi invece le politiche, sia governative sia locali, danno ancora la priorità ad autostrade, trivellazioni e inceneritori, come se nulla fosse.
Fortunatamente, sempre più gente ritiene che questa miopia debba finire. È una questione di buon senso. Le alternative ci sono, basta volerle cogliere. È tempo che anche i politici locali insieme ai loro mentori dell’industria pesante, che continuano a sostenere progetti di autostrade vecchi ormai di 40 anni, se ne facciano una ragione.
Paolo Segalla
(agronomo)
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