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STOP VIOLENZA

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne: le immagini

Numerose iniziative hanno coinvolto tutte le località della provincia di Cremona

Daniele Duchi

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dduchi@laprovinciacr.it

25 Novembre 2021 - 09:02

CREMONA - Oggi è la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza sulle donne. "Troppe le donne uccise, troppe le richieste di aiuto non tempestivamente raccolte. Una vergogna della nostra civiltà": nelle parole del ministro della Giustizia Marta Cartabia c'è la presa d'atto di un sistema che non sta funzionando. Sono 109 le donne uccise da inizio anno, l'8% in più rispetto all'anno scorso. Per non abbassare la guardia su questo tema di continua e scottante attualità, in tutta la provincia di Cremona si sono moltiplicate le iniziative.

REATI E PENE

Da 40 anni lo Stato ha cancellato quell'aberrazione che era il delitto d'onore. Da allora periodicamente il codice è stato aggiornato, la prassi adattata ai tempi: nuovi reati, pene più severe, campagna di prevenzione, centri d'ascolto. Poi però arriva il tempo dei bilanci, come in questi giorni, a ridosso della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza sulle donne.

Sono 109 quelle donne morte dall'inizio dell'anno, l'8% in più rispetto all'anno scorso, 63 per mano del partner o dell'ex. E non sono fredde statistiche, ma vite interrotte.

L'ultima è quella di Juana Cecilia Loayza, 34 anni, uccisa venerdì notte in un parco a Reggio Emilia, da un recidivo: un corto circuito. Ora il governo sta pensando a nuove misure. "La gravità dei fatti - dice la ministra della Giustizia - chiamano le istituzioni a ripensare norme e procedure più adeguate": la violenza di genere non si corregge "solo a colpi di leggi", ma le leggi servono.

Il pacchetto cui lavorano cinque ministre, e che dovrebbe arrivare sul tavolo del governo la prossima settimana, punta a interventi sul codice penale e di procedura penale per rafforzare gli strumenti di prevenzione: quindi aumento di pena per i delitti di percosse e le lesioni e procedibilità d'ufficio. E, spiega la ministra Cartabia, occorre rendere più effettive le misure per rendere più efficace l'allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento alla vittima, "perché troppe volte la violazione di queste prescrizioni si rivela fatale". Quindi con il Viminale si sta studiando l'estensione dell'utilizzo del braccialetto elettronico, e nel caso di rifiuto potrebbero scattare gli arresti domiciliari. Si lavorerà, ha assicurato, sulla "formazione e specializzazione" sia dei pm che dei giudici, "chiamati a prendere difficili decisioni sulla base del rischio e della pericolosità del soggetto". Come sollecitato anche dalla Commissione d'inchiesta sul femminicidio, presieduta da Valeria Valente, nella sua relazione, che dopo aver passato in rassegna i fascicoli di due anni di delitti, chiede "dove sbagliamo?".

VITTIME, DATI DA INCUBO

Sono 89 al giorno le donne vittime di reati di genere in Italia, e nel 62% dei casi si tratta di maltrattamenti in famiglia. E' quanto emerge dai dati diffusi per la presentazione a Catania di 'Questo non è amore', campagna di prevenzione della Polizia contro la violenza sulle donne, giunta quest'anno alla sua quinta edizione. 

Nell'andamento degli omicidi di donne rispetto agli omicidi in genere è stato registrata una leggera diminuzione: se nel periodo gennaio-agosto 2020 le donne vittime di femminicidio erano il 48% di tutte quelle uccise, nell'analogo periodo del 2021 l'indice scende al 41%. Nel 72% dei casi l'autore è il marito o l'ex marito; in 1 caso su 2 ha usato un'arma da taglio; il 70% delle vittime erano italiane. Sale il dato delle donne che lasciano figli piccoli: nel gennaio-agosto 2020 era del 25%, mentre nell'analogo periodo del 2021 del 31%; è del 40% con i dati rilevati prima della pubblicazione della brochure realizzata per l'iniziativa. Il tasso più alto di donne che si rivolgono alle forze dell'ordine per le richieste di ammonimento si registra nelle regioni del sud, in particolare in Sicilia. E proprio per questo, da Catania, città scossa nel recente passato da alcuni gravi episodi di femminicidio, sottolineano dalla polizia, "è necessario dire basta".

Secondo una ricerca demoscopica realizzata da AstraRicerche un italiano su quattro pensa che non si possa davvero considerare una forma di violenza quella sulle donne.

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