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Giovedì 14 Novembre 2019

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Casalmaggiore

Casa Zani, manca solo il voto del consiglio

Il maestro: "Se adesso la volete ne sono ben contento, perché mi auguro possa diventare una Casa della Cultura e possa offrire un’opportunità a tanti giovani"

CASALMAGGIORE — Casa Zani passa al Comune. Manca ancora il passaggio ufficiale in consiglio comunale lunedì — quando l’assemblea cittadina dovrà deliberare di accettare la donazione dell’immobile da parte del maestro Giacomo Zani —, ma rispetto a quanto avvenuto in giugno (quando la donazione saltò proprio in conseguenza del dibattito in sala consiliare) questa volta non dovrebbero esserci problemi. Tant’è che giovedì pomeriggio proprio nel giardino della villa si è tenuta la conferenza stampa di annuncio. «Siamo qui a casa mia, ma presto sarà casa vostra», ha esordito Zani salutando il sindaco Claudio Silla, gli assessori Carla Visioli, Ettore Gialdi, Tiziano Ronda e Pierluigi Pasotto, e i consiglieri Filippo Bongiovanni, Calogero Tascarella, Carlo Gardani, Ermelinda Casali, Orlando Ferroni, Claudio Romanetti e Claudio Cerati. Una presenza bipartisan che fa presagire lunedì un voto a larga maggioranza. 
E il momento di giovedì, oltre a consentire un piccolo tour della villa di 600 metri quadrati (più altri 200 di mansarda e dotata di uno splendido giardino interno), è servito a riallacciare il filo del discorso che si era bruscamente interrotto tre mesi fa: «La decisione di donare la casa di famiglia al Comune, sentendosi profondamente figlio di Casalmaggiore anche se il lavoro lo ha portato in giro per il mondo, il maestro Zani l’ha meditata nel corso degli anni — ha spiegato Silla —. Un gesto importante che spero possa spingere altri a fare atti di generosità simili. Adesso accantoniamo le polemiche e apprezziamo quello che stiamo ricevendo». 
E’ stato il maestro a spiegare perché nel corso del burrascoso consiglio di giugno ritirò la sua disponibilità: «Non voglio fare alcuna polemica perché non è più il caso, e posso anche capire la discussione del momento in consiglio. Ma una frase mi ha colpito quella sera spingendomi a lasciare la seduta, ed è stato quando qualcuno ha ipotizzato che la donazione avvenisse per ‘secondi fini’. Dopo 60 anni di carriera posso guardare con orgoglio dritto negli occhi il più grande soprano del mondo come l’ultimo dei musicisti, ho ricevuto testimonianze di stima importanti e incarichi prestigiosi, con queste credenziali farsi accusare di avere secondi fini è stato troppo. Se adesso questa casa la volete ne sono ben contento, perché mi auguro possa diventare una Casa della Cultura e che possa offrire un’opportunità ai tanti giovani bravi che a Casalmaggiore vivono e transitano, se non la volete ci troverete davanti il cartello ‘vendesi’». 
Silla ha citato il lavoro di ‘mediazione’ che in questi mesi hanno svolto personaggi come Massimo Araldi, Giacomo Daina, Mario Cozzini, Simonetta Aroldi e Luigi Borghesi. «Non chiedete adesso che cosa si dovrà fare di questo immobile e a chi sarà affidato: prima sarebbe opportuno che entrasse nel patrimonio del Comune. Poi sono sicuro che troveremo enti, associazioni e persone in grado di aiutarci a realizzare i progetti che saranno pensati», ha concluso. Gli interventi dei sopracitati hanno confermato che il Comune non resterà solo.  Ferroni ha cercato di chiarirsi con il maestro: «In giugno dissi che dopo aver sentito parlare Zani sparì il dubbio di ‘secondi fini’, la trascrizione della seduta, che ancora non è pronta, mi darà ragione». Una ricostruzione su cui ieri, però, non c’è stato accordo con il diretto interessato.

27 Settembre 2013