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Lunedì 09 Dicembre 2019

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RIVAROLO MANTOVANO

Le curiose sculture 'campestri' di Ernesto Sanguanini

Nei campi di Rivarolo installate opere d'arte contemporanea da parte dell'eclettico fabbro rivarolese

RIVAROLO MANTOVANO – Sculture 'en plein air' per risvegliare nella gente interrogativi sull'arte e su quanto essa offre al nostro animo. Sono due dei motivi che stanno alla base dell'idea del fabbro/artista rivarolese Ernesto Sanguanini che ha installato in due terreni agricoli di Rivarolo alcune delle sue gigantesche opere. “La prima istallazione – spiega - è formata da 8 strutture posizionate nel campo di Aldo e Giovanni (a lato della rotonda per Bozzolo e Cividale, nda) ricordano i Dolmen e i Menhir. Me le commissionò un artista trentino appassionato di storia celtica”. La seconda è invece “in un giardino privato sulla strada provinciale per Bozzolo di proprietà della signora Bruna e per questo l'opera l'ho chiamata 'Bruna Stone'. Sono alcuni parallelepipedi che un privato mi commissionò per un locale sui laghi di Mantova, dovevano fungere da galleggiante. Il locale non è stato fatto e ho pensato di posizionarle in maniera insolita rispetto al loro uso originale”. Gli elementi che le compongono hanno un'altezza di circa 3 metri e mezzo e sono tutte realizzate in Corten, un tipo di acciaio la cui caratteristica principale è di autoproteggersi dalla corrosione elettrochimica mediante la formazione di una patina superficiale. Da dov'è nata l'idea di esporre le sue creazioni? “Ho deciso di metterle in vista per dare modo alla gente di interrogarsi e di dare da sola un'interpretazione a quanto si vede. Qualcuno mi ha detto che sembra una natività. L'arte contemporanea concettuale lascia la possibilità di interpretarla secondo i proprio occhi e il proprio vissuto ed è quello che vorrei che succedesse”. Sanguanini a gennaio era passato agli onori della cronaca per la grande 'K', alta 10 metri, realizzata in onore di Gorni Kramer, posizionata fino alla metà di giugno in piazza Finzi. L'opera è stata smontata poco prima del Lizzagone ma anche poco prima del via alle celebrazioni per il centenario della nascita di Kramer. “Un peccato – conclude – adesso l'opera è nel mio capannone”.  

21 Agosto 2013