L'ANALISI
13 Febbraio 2026 - 05:25
CREMONA - Accantonati i fronti di allarme — dall’allerta coltelli a scuola alle baby gang, dalle derive violente all’ascolto di parodie criticabili —, ‘Stiamo in Campana’, rubrica online de La Provincia di Cremona e di Crema, continua a parlare di giovani ma lo fa cambiando prospettiva. Provando questa volta, nella terza puntata, a raccontare l’impegno positivo dei nostri ragazzi.
Per dirla con le parole di don Paolo Arienti, parroco di Sant’Ambrogio, professore al liceo scientifico Aselli e docente di Teologia all’istituto superiore di Scienze religiose Sant’Agostino delle Diocesi di Cremona, Crema, Lodi, Pavia e Vigevano, accantonando il male per lasciare spazio al bene.
«Perché c’è, è tanto, a volte nascosto e spesso troppo poco raccontato. O comunque non sottolineato come meriterebbe» chiede maggiore attenzione alle notizie positive, e agli stimoli che le accompagnano, don Arienti, analizzando con il giornalista Mauro Cabrini l’impegno, il senso di responsabilità e l’abitudine alla prossimità di una generazione che a volte si perde specchiandosi nel suo lato più oscuro e altre si ritrova mostrandosi capace di spendersi per gli altri.
Con passione. Donandosi. Senza chiedere nulla in cambio. Gratuitamente al fianco dei più deboli, sostenendo il compagno più in difficoltà a scuola piuttosto che l’amico fragile in oratorio o nella compagnia di riferimento. C’è qualche ragazzino che sbanda, è vero; ma tanti altri, certamente la maggioranza (nascosta), sanno scegliere la strada migliore, la imboccano con convinzione e sono capaci di indicarla tracciando traiettorie da seguire. Nel caso, quando serve, anche gli adulti.
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