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BASKET SERIE A

La Vanoli cede nel finale: addio Final Eight

La squadra di Brotto poco lucida negli ultimi possessi a Udine

Fabrizio Barbieri

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fbarbieri@laprovinciacr.it

11 Gennaio 2026 - 20:49

La Vanoli cede nel finale: addio Final Eight

Davide Casarin

CREMONA - La Vanoli vede sfumare sul più bello una grande occasione per centrare la Final Eight. Al PalaCarnera passa l’Apu Udine al termine di una sfida lunga, intensa ed equilibrata, ma il sapore che resta è soprattutto quello del rimpianto. Perché la squadra di Brotto è rimasta sempre in partita, ha avuto anche un piccolo margine nel finale e ha avuto tra le mani la possibilità di portare a casa due punti che avrebbero avuto un peso enorme nella corsa alla qualificazione e per la salvezza.

Il match si sviluppa per quaranta minuti sul filo dei dettagli, con continui sorpassi e controsorpassi e nessuna delle due squadre capace di prendere il largo. Cremona risponde colpo su colpo, tiene testa a una delle rivelazioni del campionato e mostra compattezza e spirito, ma proprio quando la gara entra nella sua fase più delicata emergono con forza limiti strutturali sotto canestro.

La palla persa di Willis a 1’48” dalla fine, apparso poco lucido in tutta la gara, diventa l’emblema di un finale gestito male. Da lì in poi la Vanoli smarrisce continuità offensiva, spreca opportunità preziose e concede campo alla maggiore durezza mentale di Udine. Anche Casarin, lontano dalla sua miglior condizione, fatica a dare ordine e ritmo nel momento in cui sarebbe servita la massima lucidità.

Ma la fotografia più evidente della sconfitta è sotto i tabelloni. La Vanoli produce troppo poco a rimbalzo (45-33) e paga una mancanza di fisicità che è ormai diventata un problema ricorrente. Anigbogu, unico vero pivot di ruolo, è costretto ancora una volta a uscire presto dalla partita per i troppi falli commessi nei primi minuti: una consuetudine che si ripete e che a questo punto deve inevitabilmente far riflettere la società. Senza di lui, Cremona perde presenza e protezione del ferro, mentre Udine prende fiducia e costruisce seconde opportunità che alla lunga risultano decisive.

Ndiaye è un’ala e da centro non può giocare, mentre la soluzione di Grant da cinque resta una forzatura che porta a poco nel medio periodo. Dall’altra parte la fisicità di Mekowulu diventa un fattore costante, con i friulani che dominano a rimbalzo e trasformano la propria stazza in un vantaggio concreto.

A dare ulteriore peso alla serata di Udine è la grande prova di Calzavara, capace di incidere nei momenti chiave, e la freddezza dell’ex Mirza Alibegovic che negli ultimi possessi firma i canestri e le scelte che spezzano definitivamente l’equilibrio.

Per la Vanoli resta il rammarico per un’occasione gettata al vento: la Final Eight era a un passo e sarebbe bastato poco, nel finale, per portare a casa una vittoria che avrebbe potuto cambiare la prospettiva dell’intera stagione. Ora, oltre al risultato, resta una riflessione da fare in chiave mercato mettendo nei radar un pivot.

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