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CALCIO SERIE A

Nicola: «La Cremonese deve curare il dettaglio per fare bene contro la Juventus»

Il tecnico alla vigilia della trasferta a Torino: «Avversario di alta qualità, ma come sempre vogliamo dare fastidio a tutti»

Ivan Ghigi

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ighigi@laprovinciacr.it

11 Gennaio 2026 - 14:24

Nicola: «La Cremonese deve curare il dettaglio per fare bene contro la Juventus»

Davide Nicola

CREMONA - Allo stadio Zini, la Cremonese aveva misurato la prima Juventus di Spalletti. Domani, a Torino, i grigiorossi apriranno il girone di ritorno contro i bianconeri che sono cresciuti sotto molti aspetti, come sottolinea il tecnico Davide Nicola.

«La Juventus - afferma l’allenatore grigiorosso - ha preso ancora più convinzione del metodo di lavoro del suo allenatore, ha diversificato il modo di stare in campo. Resta una squadra forte, non raccontiamoci troppe favole. Ha tanta qualità in ogni reparto e in classifica ha iniziato a riprendere le posizioni che le competono. In casa la Juventus farà del suo meglio per ottenere il risultato, ma come sempre noi vogliamo rompere le scatole a chiunque».

La Cremonese si presenta contro la Juventus dopo aver incassato una sconfitta in pieno recupero contro la Fiorentina e il gol del pareggio contro il Cagliari allo scadere. Punti persi che pesano?

«Non sono così d’accordo sul fatto che i punti siano stati lasciati per strada, perché vuol dire che meriteremmo un’altra classifica. Semplicemente ci sono gare in cui gli altri sono riusciti a fare meglio. Ad esempio contro il Sassuolo eravamo in vantaggio di due gol, ci siamo fatti riprendere e abbiamo vinto nel finale. Contro il Cagliari ci siamo fatti rimontare due gol ma abbiamo mancato la palla gol finale. Le due prestazioni sono state entrambe convincenti e nel computo totale della stagione sono cose che accadono. Contro il Cagliari abbiamo firmato una bella prova, a Torino cercheremo di essere più precisi nella fase di non possesso, perché quando si alza il livello si deve sbagliare meno».

Alla luce dei miglioramenti visti contro il Cagliari, quanto è fiducioso per la seconda parte della stagione?

«Non è stata la gara contro Cagliari in sé, bensì sono state le prestazioni come quella offerta con il Cagliari a portarmi ad avere fiducia. Secondo me siamo una squadra con una organizzazione precisa, sappiamo riconoscere la qualità degli avversari ma non le vogliamo subire. Io credo che la squadra sia bella da vedere e in grado di fare risultato e lo abbiamo fatto spesso. Nel ritorno bisogna rimettersi in gioco, ma ogni settimana è così e questa è la parte bella su cui ci concentriamo, per avere lo stesso piglio. L’aspetto migliorativo diventa un dettaglio perché la macro struttura c’è. Quando dico che dobbiamo diventare più sporchi significa essere più determinati nei momenti chiave. Se vinco 2-0 magari devo essere più pratico senza guardare troppo la geometria del passaggio, devo rallentare il gioco, devo cambiare modo di giocare. In questo dobbiamo crescere, ma ci vuole tempo per questo».

Con la ricerca di un identità centrocampo a che punto siamo?

«Quella c’è da tempo, ma essendo stato il reparto con più defezioni spesso ci siamo accorti di poter utilizzare giocatori che hanno caratteristiche diverse. Scelte che sulla carta sono proponibili ma è sul campo che vanno verificate. Se in mediana metto Johnsen piuttosto che Bondo o Grassi non sbaglio perché tutti possono fare quel ruolo, ma è chiaro che lo fanno diversamente».

Sulla seconda rete del Cagliari mancava un difensore. Cosa è successo?

«Una palla verticale sulla quale potevamo rompere la linea e lo abbiamo fatto in anticipo. Questo ci ha portato all’uno contro uno con Floriani che doveva fare la diagonale e come reparto non lo abbiamo aiutato. Si poteva leggere meglio la cosa, ma comunque si è creato un duello uno contro uno e qualcosa doveva essere forzato anche individualmente. Non vuol dire che Floriani ha sbagliato, vuol dire che noi come Cremonese dobbiamo farlo crescere e dargli fiducia».

Aveva chiesto alla squadra di tirare fuori qualcosa in più anche individualmente. Ha avuto quella risposta?

«Sì, perché mi sono divertito contro il Cagliari. Ho visto capacità di attaccare la linea avversaria con giocatori diversi e la responsabilità di provare giocate individuali. Tutto questo abbinato all’espressione di una fase difensiva che ci deve far stare sul chi va là: chiunque può crearci difficoltà, ma possiamo ancora migliorare il passaggio dalla fase di non possesso a quella di possesso per diventare efficaci e cinici».

Alla terza sfida nel giro di una settimana, la Cremonese potrebbe cambiare qualche interprete?

«Qualche cambio lo facciamo in ogni gara, perché è difficile che teniamo sempre la stessa formazione. Dall’altra parte non siamo nemmeno così abbondanti in tutti i reparti e quindi si cambia fin dove possiamo. A centrocampo abbiamo spesso lavorato con delle assenze ma questo mi ha permesso di provare nuove soluzioni che potranno diventare interessanti. Considerazioni che faremo anche in sede di mercato che adesso non c’entrano con la gara. Io mi fido di chi c’è adesso ma qualche avvicendamento ci sarà».

La Cremonese farà tesoro del match dell’andata per adottare qualche contromisura particolare?

«La prima parte del campionato serve per conoscere bene gli avversari se mai ce ne fosse bisogno. Avendoli incontrati tutti si riesce ad avere una dimensione del campionato e una consapevolezza migliore della difficoltà che ti aspettano, ma dall’altra parte non modifico certi valori. Alcune squadre saranno sempre un gradino sopra, ma sapere che ci sono squadre di qualità ti obbliga a prepararti meglio. Quando noi riusciamo a fare una fase di non possesso più organizzata incontriamo meno problemi ed è quello l’aspetto su cui cerchiamo di migliorare il più possibile. Sono utili le strategie e il coraggio, ma contro certi avversari come la Juventus servono anche gli attributi. La Cremonese non cambierà spartito o modo di giocare, ma cambierà il dettaglio con cui si fanno certe cose».

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