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Volley, la tredicenne Marta Davoli già in serie A1

La viadanese: «Quando mi hanno chiamato dalla Vbc pensavo fosse uno scherzo, un’emozione incredibile»

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25 Gennaio 2022 - 20:32

Volley, Marta Davoli a 13 anni già in serie A1

Marta Davoli e la capitana Marta Bechis prima della gara contro Vallefoglia giocata al PalaRadi dove la giovanissima è rimasta in panchina

VIADANA - Sembra un venerdì sera tranquillo a casa Davoli quando squilla il telefono. “Salve, sono Boselli, il presidente della Vbc. Marta dovrebbe venire ad allenarsi domattina ed in panchina domani sera con la serie A1”. Sono bastate queste parole per accendere il sogno di Marta Davoli e della sua famiglia, catapultata in una situazione surreale grazie alla necessità della Vbc Trasporti Pesanti Casalmaggiore di avere tredici giocatrici a referto per poter schierare due liberi.

“Stavo leggendo tranquilla in camera mia – commenta la schiacciatrice tredicenne che fa parte della collaborazione tra Vbc e Viadana Volley – quando mia mamma è arrivata comunicandomi che sarei andata con la serie A1 il giorno dopo. Per un attimo ho pensato ad uno scherzo, poi mi è mancato il fiato ed alla fine è arrivata l'esplosione di gioia”. Così un tranquillo venerdì sera si è trasformato nella vigilia febbrile di un evento memorabile. Il sabato mattina la rifinitura in Baslenga, il primo assaggio di serie A.

EMOZIONI IN CASA DAVOLI.

“Per noi è stata un'emozione indescrivibile. – commentano mamma Chiara Broglia e papà Mendes Davoli –. Già vederla fare allenamento con quelle che ha sempre considerato i propri idoli ci ha riempito il cuore di gioia. Le ragazze sono state fantastiche perchè l'hanno messa a proprio agio da subito, l'hanno aiutata ad orientarsi in un mondo nuovo e a non sentirsi fuori posto. Un po' di tensione si è vista sabato mattina, anche perché comunque i campionati giovanili sono fermi. Diciamo che si è fatta una bella scorpacciata dopo mesi di astinenza dalle partite”.

CASACCA UFFICIALE NUMERO 21.

La sera è venuto poi il momento di indossare la casacca ufficiale, la numero 21.

“Quando ho indossato la maglia avevo la pelle d'oca. In spogliatoio il capitano mi ha chiesto come mi chiamassi e dato che condividiamo lo stesso nome di battesimo ha detto che quello, di certo, non se lo sarebbe dimenticata. E' stata carinissima, mi ha detto cosa avremmo fatto, davvero un idolo”. Poi è venuta la partita, purtroppo una sconfitta dolorosa.

LA TENSIONE DEL MATCH.

“In panchina – prosegue Marta – sentivo la tensione del match. Nel secondo set, punto a punto, ho ed abbiamo vissuto ogni azione con il fiato sospeso, ogni colpo al pallone era un salto del cuore. Peccato sia andata male ma credo che le ragazze abbiano dato tutto”.

Ora si torna alla vita di tutti i giorni anche se sogni ed ambizioni della giovane schiacciatrice viadanese, allenata da Nicola Bolzoni ed Elisa Biggi nei campionati under 14 ed under 16, sono chiari.

“Diciamo che pur essendo in seconda media sono abbastanza decisa. Ho due opzioni, o meglio, un sogno ed un obiettivo. Il sogno è quello di sfondare nel mondo della pallavolo, lo sport che amo e che pratico da quando avevo sei anni senza saltare un allenamento seguendo le orme di mia sorella Camilla (anche lei giocatrice del Viadana Volley in seconda divisione, ndr). Come carriera scolastica, invece, mi piacerebbe proseguire gli studi e diventare neurochirurgo”.

Un percorso lungo e complicato, ma cos'è impossibile per una che a 13 anni era in panchina in serie A1?

Venendo al volley, per ora la numero 21 è appesa alla parete. “Sì, è lì e sarà un ricordo meraviglioso. Certo, è sempre pronta per essere indossata, anche perché domenica prossima c'è Conegliano e non mi dispiacerebbe scendere in campo e vedere da vicino uno dei miei idoli come Paola Egonu”.

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