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CASALMAGGIORE. IL CASO

Accuse all'anestesista Riccio, «No all’archiviazione»

La decisione del gip Mombelli sulla querela contro Salvatore e Poli

Accuse a Riccio, «No all’archiviazione»

Il tribunale di Cremona

CASALMAGGIORE (17 ottobre 2020) -  No all’archiviazione chiesta dal pm, si proceda con l’iter giudiziario. Questa la decisione che il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Cremona Elisa Mombelli ha preso in relazione alla querela per diffamazione aggravata presentata lo scorso anno dall’anestesista Mario Riccio nei confronti degli assessori Gianfranco Salvatore (confermato nella carica dopo le elezioni dello scorso anno) e Marco Poli (ora consigliere).
Tutto era iniziato dal fatto che il 24 gennaio 2019 Riccio sul sito www.associazionelucacoscioni.it «pubblicava un comunicato stampa nel quale prendeva posizione su un emendamento proposto dal Movimento 5 Stelle che, secondo la valutazione del querelante, avrebbe snaturato la legge 219/2017 sul biotestamento e ne avrebbe impedito la applicazione». Nella sua qualità di consigliere generale della Associazione Luca Coscioni e membro della Consulta di Bioetica Riccio aveva rilasciato una dichiarazione con cui «di fronte alla notizia della modifica della legge sulle Dat (Disposizioni Anticipate di Trattamento) che determina l’impossibilità di usufruire, qualora questa modifica venisse confermata», annunciava l’intenzione di procedere con un’azione di ‘obbedienza’ ai principi della legge sul testamento biologico, della giurisprudenza e della nostra Costituzione». La lettera di Salvatore e Poli aveva commentato aspramente la posizione di Riccio, che aveva poi deciso di proporre querela.

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17 Ottobre 2020