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Lunedì 17 Febbraio 2020

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#DIRITTODICRITICA, le recensioni degli studenti di Pinocchio

#DIRITTODICRITICA, le recensioni degli studenti di Pinocchio

CREMONA - Ecco le recensioni di Pinocchio degli studenti che hanno partecipato a ‘Diritto di critica’. In questo caso è arrivato solo il lavoro di Silvia Andrea Russo e non è stato attivato il sondaggio per votare la critica preferita.

RUSSO SILVIA ANDREA - Giovanissimo il pubblico che, nel pomeriggio del 5 Gennaio, affolla il Teatro Ponchielli. La grande trepidazione è per Pinocchio, piccolo scrigno di meraviglia, capolavoro della Accademia Perduta Romagna Teatri. Affidato alla preziosa regia di Claudio Casadio, Pinocchio è la rilettura della celeberrima favola scritta da Collodi. Una vera e propria opera d’arte che, con quasi due secoli di storia alle spalle, continua ad entusiasmare ed affascinare indistintamente lettori e spettatori di ogni età. Soli e padroni della scena sono Maurizio Casali e Mariolina Coppola, nei panni di due simpatici ed anonimi librai che rievocano le avventure dell’immortale burattino di legno. È proprio dagli svariati volumetti posseduti dai due protagonisti che sgusciano magicamente ed incessantemente i personaggi della storia. Alla semplice, ma avvincente, lettura interpretativa si mescola, quasi fondendovisi, la recitazione; i due librai si trasformano gradualmente nei numerosi volti che pullulano ed animano la vicenda: da Geppetto al saggio Grillo Parlante, dagli scaltri Gatto e Volpe alla Fata Turchina, per arrivare a plasmare, condividendone la rappresentazione, il personaggio di Pinocchio. Uno scambio di ruoli, voci, identità, tra i fili ben tessuti dell’appassionante racconto. Partecipano attivamente alla messa in scena i libri stessi, quei libri multiformi che prendono meravigliosamente vita, diventando ora camini accesi, ora buche dove sotterrare gli zecchini d’oro, e poi specchi, sgabelli, finestre, tombe, addirittura i piedi di Pinocchio. Il binomio uomo-libro è il cardine del racconto, una suggestiva e continua interazione che si snoda lungo l’intero arco della narrazione. Una buona dose di minimali, ma accattivanti, effetti scenografici impreziosisce l’avventura del burattino, arricchendo ed enfatizzando parole, suoni, movimenti. Fumo, piume fluttuanti, acqua che zampilla sono solo alcuni dei suggestivi tasselli che compongono l’ornamento di una narrazione polifonica, un canto a più voci che dal libro sorge, tra le pagine del libro si sviluppa e nel libro riconfluisce. È un inno alla lettura, questo Pinocchio, una lode alla bellezza ed al fascino di un universo che genera incanto, una vasta realtà che è necessario, a qualunque tappa del percorso della vita, tornare ad esplorare e ad amare.

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19 Gennaio 2020