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Domenica 18 Aprile 2021

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7 aprile 1992

È morto Asimov scrittore del futuro

Il padre della fantascienza moderna aveva 72 anni

È morto Asimov scrittore del futuro

Le sue storie hanno anticipato la società robotizzata, il mondo informatico, le nuove frontiere della medicina. Eppure Isaac Asimov, l'uomo che ha descritto i più fantascientifici viaggi interplanetari, nutriva un sacro terrore per l'aereo. E una sola volta, quando era militare, si imbarcò su un aviogetto della «Usa Force». Da quella volta lo scrittore statunitense giurò che avrebbe viaggiato solo con l'immaginazione, attorno al proprio scrittoio, nel chiuso della sua stanza. Promessa mantenuta: perché Asimov, scomparso ieri all'età di 72 anni per un'insufficienza cardiaca, non si è quasi mai mosso dal suo appartamento di Manhattan a New York.

Con Isaac Asimov scompare il più popolare autore di letteratura fantascientifica, ma anche un fecondo saggista e divulgatore scientifico. I suoi 500 libri, modulati sui temi della mitologia e dell'ecologia, della ricerca biblica e della fantascienza, hanno fatto sognare milioni di lettori e altrettanti ne hanno trascinati nel mondo della scienza.

Originario di Petrovici, un sobborgo russo nei pressi di Smolensk, all'età di tre anni Asimov viene condotto dai genitori ebrei a New York. Si iscrive alla Columbia University, studia chimica e nel '39 dà alle stampe il suo primo racconto di Science-fiction «I naufraghi di Vesta». Nel giro di pochi anni si impone come il principale esponente del filone «tecnologico», dove la visione di mondi futuri e di nuove forme di organizzazione è strettamente basata su premesse di tipo scientifico più o meno avveniristiche.

La definitiva consacrazione letteraria arriva per Asimov con la saga dei robot, di cui fanno parte le raccolte «Io, Robot» (1950) e «Il secondo libro dei robot» (1964). In queste pagine lo scrittore statunitense fissa le tre leggi della robotica che pongono gli automi al totale servizio dell'uomo. E se talvolta essi sembrano occasionalmente violarle, si scopre che ciò avviene sempre in nome di un superiore interesse dell'umanità. Ma mentre i robot si rivolgono verso un modello androide di intelligenza e lucidità morale superiore agli uomini, questi, mossi dai loro egoistici impulsi, sviluppano verso gli automi una profonda avversione.

L'opera certamente più riuscita di Asimov resta il celebre ciclo della Fondazione, composto da «Cronache delle galassie» (1951), «Il crollo della Galassia centrale» (1952) e «L'altra faccia della spirale» (1953). Il minacciato sfacelo della civiltà contemporanea ispira all'autore la visione della fine e della rinascita di un grande impero galattico, i cui abitanti partono alla ricerca del mitico pianeta del sistema solare da cui tutto ebbe origine. Nel 1983, Asimov aggiunge un altro tassello alla trilogia, «L'orlo della Fondazione», libro però alquanto prolisso, denso di intrighi di potere e interrogativi da risolvere.

Tra gli altri romanzi dello scrittore, non tutti completamente riusciti, spiccano «Abissi di acciaio» e «Il sole nudo», dove Asimov sposa con successo la fantascienza all'indagine poliziesca, creando il personaggio del detective Elijak Balej, affiancato nel suo lavoro da un robot. Del 1972 è «Neanche gli dei», di cui restano memorabili gli abitanti dell'universo parallelo, dalla consistenza fluida e conviventi in triade.

Spesso Asimov è finito sotto accusa per la sua scrittura talvolta sciatta e basata esclusivamente sui dialoghi. Ma da attento pianificatore della sua attività, lo scrittore statunitense preferiva scrivere due libri rapidamente piuttosto che uno con molti rimaneggiamenti e limature. Probabilmente aveva ragione lui: perché Asimov, con le sue trame ben ritmate, con i suoi sviluppi in crescendo, riesce sempre a coinvolgere il lettore, ponendo con «verve» instancabile infiniti interrogativi sull'uomo e sul suo incerto futuro.

06 Aprile 2021