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Giovedì 21 Gennaio 2021

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1 dicembre 1972

Esplodono i fuochi artificiali, sventrato un palazzo: 15 morti

Vietnam: negoziati fermi?

Esplodono i fuochi artificiali: sventrato un palazzo: 15 morti

I feriti sono una settantina di cui alcuni versano in gravi condizioni - Il titolare di una armeria aveva ammassato in cantina un grosso quantitativo di esplosivo tra polvere e mortaretti già confezionati - L'immane deflagrazione ha fatto « saltare » il grosso caseggiato a otto piani, danneggiando anche quelli vicini e di fronte - Scene sconvolgenti - La prontezza dei soccorsi ha salvato molte vite umane

ROMA, 30. - Quindici morti, una settantina di feriti e 300 persone senza casa: questo è il primo crudo bilancio della tragica esplosione che la notte scorsa ha sconvolto tre edifici del popolare quartiere Prenestino, alla periferia di Roma. Le esatte cause della sciagura sono ancora sconosciute, ma si parla con insistenza di un grosso quantitativo di sostanze esplosive depositato nell'armeria di Alberto Latini, situata al pianterreno al n. 272 di via Prenestina, lo stabile più danneggiato. Se le vittime non sono di più lo si deve all'opera dei 90 vigili del fuoco guidati dal comandante del corpo di Roma e dal vicecomandante ing. Pastorelli, i quali nel giro di pochi minuti, sono riusciti ad evacuare un centinaio di persone, tirandole fuori dalle macerie o raccogliendole con le scale ai piani superiori dell'edificio.

Il condominio di otto piani, che sorge all'angolo tra via Prenestina e largo Telese, non ha più nulla del palazzo rivestito con mattoni rossi a cortina, che costituiva l'orgoglio dei suoi abitanti. È completamente irriconoscibile: del pianterreno e del primo piano rimangono soltanto le colonne di cemento armato, le pareti divisorie si sono volatilizzate, così come sono crollati i solai dei piani sovrastanti l'armeria e la stessa cantina sottostante, al posto della quale si apre una voragine. Alcune colonne di cemento armato inclinate, i balconi pericolanti, le finestre sventrate e, sul lato opposto della strada (larga oltre 40 metri), le saracinesche dei negozi e le avvolgibili dei palazzi letteralmente mitragliate dai frammenti di ogni genere testimoniano la violenza dello scoppio.

Tre arresti
Sono marito e moglie, i titolari dell'armeria, e un loro conoscente  
ROMA. 30. - Il sostituto procuratore della Repubblica dott. Paolino Dell'Anno ha emesso tre ordini di cattura contro Alberto Latini, Alberta Campanelli e Mario Del Bufalo. Omicidio colposo plurimo, incendio colposo, lesioni colpose plurime: sono questi i reati attribuiti ai coniugi Latini titolari dell'armeria. Meno grave è invece giuridicamente il ruolo che nella vicenda ha assunto Mario Del Bufalo. Gli è stato contestato soltanto il reato di detenzione di materiale esplosivo, che il codice punisce con una pena massima di sei mesi di reclusione.

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Vietnam
Nixon ha ricevuto di nuovo ieri l'inviato personale di Thieu – Kissinger torna domenica a Parigi
NEW YORK, 30. - Il Presidente Nixon ha concesso oggi una seconda udienza all'emissario di Thieu. Il nuovo incontro, dopo quello di ieri pomeriggio durato due ore e mezzo, non era previsto. In precedenza, il capo dell'esecutivo aveva convocato stamane alla Casa Bianca i capi di Stato Maggiore delle tre armi per discutere sul Vietnam. Anche questa riunione non era in programma.

I colloqui in corso a Washington, coperti dal massimo riserbo, fanno parte del negoziato segreto che riprenderà il 4 dicembre a Parigi. Gli sviluppi delle ultime 24 ore nella capitale americana indicano la persistenza di un fondamentale disaccordo tra gli Stati Uniti ed il Sud-Vietnam.

La trattativa inter-alleata sembra trascinarsi oltre le previsioni per le manifeste resistenze di Thieu. Egli continua ad opporsi agli argomenti americani in favore della pace mettendo Nixon in una situazione difficile, tra l'incudine e il martello dei due Vietnam. Mentre i nordvietnamiti a Parigi hanno detto oggi pubblicamente, per la prima volta, che il negoziato è giunto ad un punto morto e fanno ricadere la responsabilità dell'impasse interamente su Washington, l'indicazione diffusa stamane che Nixon (contrariamente a quanto era stato detto ieri) ammetterebbe ora la possibilità di abboccarsi con Thieu prima della firma dell'accordo — cedendo in tal modo, a quanto si arguisce, alle pressioni de! Presidente sudvietnamita — aggiunge un elemento di incertezza sui tempi di conclusione della pace che l'America continua a vedere peraltro come prossima, ma non imminente.

Nulla di sostanziale è stato reso noto sul lungo colloquio di ieri pomeriggio tra Nixon e l'inviato di Thieu, Nguyen Phu Duc, al quale hanno preso parte Kissinger, il principale collaboratore di questi, generale Haig, e l'ambasciatore sud-vietnamita negli USA. 

30 Novembre 2020