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Mercoledì 25 Novembre 2020

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25 ottobre 2001

Blitz del Gabibbo in città e in provincia

Incursione di ‘Striscia la notizia’ per il Toti e residuati bellici

Blitz del Gabibbo in città e in provincia

È lui o non è lui? Cerrrrto che è lui! Sono le 12.25 quando il Gabibbo, giocoso e implacabile, scende dall’auto e inizia ad aggirarsi sulla banchina 2 del porto di Cremona, assolato e semi deserto.

Il pupazzo del Tg satirico Striscia la notizia, termina il suo raid cremonese (prima è stata la volta dei residuati bellici spuntati a Casalbuttano e Soncino) prendendo di mira l’«Enrico Toti». Sì, il sommergibile dismesso dalla Marina Militare che al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano (meta dell’ultimo viaggio iniziato il 5 aprile 2001 ad Augusta), non è mai arrivato.

Il sottomarino, primo battello di questo tipo a risalire il Po, è ormeggiato in quella banchina del porto di Cremona dalle 20.07 del 6 maggio scorso. Donato dalla Marina, doveva essere smontato e condotto a Milano via terra. Difficoltà di ogni genere hanno preso il sopravvento. Così è diventato un caso. Un caso che Antonio Ricci, direttore di Striscia, e i suoi boys tenevano d’occhio da tempo. I ragazzi della troupe, sempre in contatto via cellulare con la redazione, si sono mossi con disinvoltura. Lavoro, certo, ma in un’aria ironica e creativa. Al regista, Mario Molinari, non è scappato nulla.

L’irriverente Gabibbo, ripreso dalla telecamera, inizia il suo show a prua. Percorre passo dopo passo la banchina, poi sale sulla scaletta agitando mani, gambe, la bocca enorme. Non c’è audio (il servizio verrà montato negli studi di Milano) ma una mimica efficace dice tutto: cerca invano di aprire il portellone, muove le mani congiunte come dire ‘ma guarda qui’, quindi percorre, non senza qualche rischio, il ponte fino a poppa. Il tutto per due volte: il ‘buona la prima’ non c’è.

Pare tutto finito, e invece non è così. Quella torretta nera e arcigna, con il numero 506 bianco che campeggia, fa troppo gola al regista. «Gero, puoi farcela» dice a un tratto Molinari al mimo (Gero Cardarelli) che, sudatissimo, riprende fiato da sotto il costume rosso fiammante. Allora il pupazzo più amato della televisione italiana inizia a salire sulla torretta. I piedoni stentano a infilarsi nei piccoli tondini sporgenti, ma va tutto bene. La facciona sta al posto di comando. Tutti soddisfatti.

Alle 13.10 riprese finite. «Se vedemu, besughi!». E qualcuno, adesso, trema.  

 

24 Ottobre 2020