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Sabato 31 Ottobre 2020

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17 settembre 1992

Il Mercoledì Nero: si sfalda il Sistema Monetario Europeo

Londra ritira la sterlina dallo Sme, la lira precipita e la Borsa affonda

Il Mercoledì Nero: si sfalda il Sistema Monetario Europeo

LONDRA — Decisione a sorpresa al termine di un mercoledì nero: la sterlina sospesa dai cambi decisi nello Sme a partire da oggi.

Tasso di sconto riportato nei limiti del dodici per cento, dopo aver subito due rialzi fino al 15 per cento nell'arco delle dodici ore.

Con una drammatica mossa in due tempi che non ha precedenti nel mercato finanziario della City, il cancelliere dello Scacchiere, Lamont, aveva alzato ieri di cinque punti i tassi d'interesse sulla sterlina portandoli dal dieci al quindici per cento.

Il primo rialzo, del due per cento, decretato alle ore 10 del mattino, è stato seguito dal secondo, di un ulteriore tre per cento, poco dopo le ore 14, quando si è compreso che la tenaglia della speculazione internazionale, non appariva intenzionata ad allentare la presa.

Poi l'inversione di rotta: sterlina sospesa dal mercato dei cambi e di nuovo costo del denaro al tasso centrale del 12 per cento.

Il duplice intervento è stato deciso nel corso di febbrili consultazioni tra il governo «tory» e il governatore della Banca d'Inghilterra, nel tentativo di scongiurare la svalutazione della sterlina, che è sprofondata sotto la banda di oscillazione dello Sme toccando, in chiusura di giornata, la quotazione di 2,75 rispetto al marco tedesco.

Nel volgere di poche ore, il primo ministro Major e il cancelliere Lamont, sono stati costretti ad annullare le contrazioni dei tassi d'interesse faticosamente realizzate durante gli ultimi due anni con l'intento di dare nuovi impulsi agli investimenti industriali e alle esportazioni delle merci «made in Britain».

I contraccolpi negativi, sono stati immediati sul mondo degli affari e nei circoli politici.

ROMA — Lira in picchiata, mercati valutari nella tempesta, riunione notturna a Bruxelles per decidere un possibile nuovo riallineamento delle valute all'interno dello Sme ma anche, come avvenuto ieri sera per la sterlina, la temporanea sospensione della lira dal Sistema monetario europeo. Quella di ieri è stata una giornata davvero drammatica per le monete deboli dell'Europa, soprattutto per la nostra. A soli due giorni dalla svalutazione del 7 per cento e nonostante i massicci interventi della Bundesbank e della Banca d'Italia, che ieri ha venduto 1 miliardo e 159 milioni di marchi, 156 milioni di ecu e 119 milioni di dollari, la moneta tedesca è stata fissata a 815,10 lire contro le 801 lire della quotazione precedente. E nel dopo fixing la situazione è ulteriormente peggiorata: gli operatori di piazza Affari hanno acquistato marchi a 818,85 lire mentre a Londra il supermarco, ormai incomprimibile, è stato venduto a 824-826 lire, che vuol dire 4-6 lire oltre il limite massimo di oscillazione fissato dopo la svalutazione di domenica scorsa (820,68 lire). In forte rialzo anche il dollaro che al fixing di Milano ha chiuso a 1.219,25 lire (oltre 37 lire in più rispetto alla precedente quotazione) mentre nel pomeriggio veniva scambiato a 1.230 lire (1.260 alla Borsa di New York).
La cronaca della giornata di ieri è tutta all'insegna di un frenetico susseguirsi di annunci e smentite su possibili interventi che avrebbero potuto riportare la calma da tempo perduta sui mercati valutari.

16 Settembre 2020