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Lunedì 21 Settembre 2020

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15 settembre 1959

La sonda sovietica «Lunik II» si schianta sulla Luna

diventando il primo manufatto umano a raggiungerla

La sonda sovietica «Lunik II» si schianta sulla Luna

Il razzo cosmico sovietico ha compiuto 379 mila chilometri per giungere dalla Terra alla Luna in circa 35 ore.

Ecco, in sintesi, la «tabella di marcia» del «Lunik II»:

SABATO 12 SETTEMBRE
ORE 11. — Il razzo cosmico si stacca dalla Terra presso una base di lancio situata probabilmente sul Mar Caspio. Esso è composto da più sezioni, l'ultima pesa 1.511 chili senza carburante e contiene una capsula con 390 chili di strumenti e stazioni radio. Il suo nome russo è «Mechta II» che significa «Sogno». In Occidente è chiamato «Lunik II».

ORE 12,50.— L'agenzia «Tass» dà il primo annuncio al mondo dell'esperimento in corso e informa che il razzo procede regolarmente verso la Luna.

ORE 17. — Il veicolo spaziale ha superato 78.500 chilometri di distanza dalla Terra.

Ore 18. — Il «Lunik II» è a 101 mila chilometri.

ORE 19,40. — Dal razzo si sprigiona una nube di vapori di sodio che diventano incandescenti. La luce è osservata da diverse stazioni di controllo.

ORE 20. — Il razzo ha percorso 152 mila chilometri.

DOMENICA 13 SETTEMBRE

ORE 8 - L'ordigno precede con assoluta regolarità verso l’obiettivo ed ha percorso. 250 mila chilometri.

ORE 12. — «Lunik II» sta per uscire dal campo di gravitazione della Terra ed entra in quello lunare. Procede a velocità sempre più ridotta.

ORE 14,30. — Il razzo è già nel campo della gravitazione lunare, a 66 mila chilometri dalla superficie del satellite della Terra.

ORE 16. — Il «Lunik II» seguito dall'ultima sezione del razzo vettore, è a 54 mila chilometri dalla Luna.

ORE 17. — La distanza è ridotta a 45 mila chilometri.

ORE 19. — Si trova a 30 mila chilometri.

ORE 21,50. — Il «Lunik II» procede verso il «Mare della Tranquillità» alla velocità di 2,9 chilometri al secondo.

Ore 22,02 – I trasmettitori del «Lunik II» cessano improvvisamente di funzionare. Questo indicherebbe che la capsula spaziale è precipitata sulla superficie della Luna distruggendosi.  

Ore 22,34 – L'agenzia «Tass» annuncia che il razzo ha colpito la superficie della Luna alle 22,02.   

MOSCA, 14. — Ha dichiarato oggi un eminente scienziato sovietico, il vice presidente dell'Accademia delle Scienze, Alexander Topchev, che per l'uomo sarà difficile compito il metter piede sulla Luna, ma che l'impresa non è fuori della sua portata. Queste dichiarazioni Topchev le ha fatte ai giornalisti, che gremivano la grande sala dell'Accademia per la conferenza stampa preannunciata stamane, mentre ancora nel mondo risuonava l'eco della sensazionale notizia dell'arrivo del «Lunik II» sulla Luna. C'erano anche telecamere e microfoni, per la pubblica trasmissione della conferenza i stampa.

UN PONTE NELL'INFINITO
Ha detto Topchev che, quale risultato del lancio del missile lunare, è stata ottenuta gran copia di dati, che ora gli esperti stanno elaborando.
«Tutte le apparecchiature hanno funzionato normalmente fino al momento in cui il recipiente ha urtato la superficie lunare» ha affermato il russo. (Recipiente è chiamato dai tecnici sovietici l'involucro con gli strumenti che a un certo momento è stato sganciato dall'ultimo stadio del razzo, e lo ha preceduto, nel volo attraverso gli spazi).
Ha aggiunto Topchev: «Ora siamo in attesa di ricevere dai nostri scienziati, e pensiamo che sarà presto, il risultato delle letture fatte e delle conclusioni tratte dai dati».

Il razzo, secondo l'accademico, costituisce «la creazione del primo ponte nell'universo infinito. Il sistema di correzione della direzione ha funzionato con grande precisione ed è risultato perfettamente adeguato al compito».

Il «Lunik II», secondo Topchev, dovrebbe essere seguito da un volo umano alla Luna, impresa oltremodo ardua, ma «non troppo lontana nel futuro». Lo scienziato ha fatto un particolare riferimento alla necessità di impedire la contaminazione della superficie della Luna da parte di microorganismi terrestri.

LA COMETA ARTIFICIALE
La cometa artificiale è stata osservata il 12 settembre per cinque o sei minuti. Il suo massimo splendore è stato pari a quello di una stella di quarta o quinta grandezza.
La «cometa» è stata osservata praticamente da tutti gli osservatori dell'URSS che erano in condizione geografica tale da poter vedere in quel momento il razzo, ed anche da osservatori stranieri.

Un altro scienziato, l'accademico Leonida Sedov (che recentemente a Londra è stato eletto presidente della Federazione Astronautica Internazionale) ha rivelato che a rendere possibile il lancio è stata la realizzazione di apparecchiature automatiche di pieno affidamento. La velocità di propulsione doveva essere precisa con tolleranza di un metro al secondo, l'angolo aveva una tolleranza di un grado, e il momento del lancio oscillava in un ordine di pochi secondi. A tutti questi requisiti si è fatto fronte con successo. La traiettoria, ha detto Sedov, è stata assai vicina a quella calcolata in precedenza; i dati trasmessi per radio dal missile hanno permesso di calcolare con sufficiente precisione il momento e il punto della «collisione del recipiente con la Luna. Secondo le informazioni preliminari è arrivato sulla Luna nella zona del Mare della Tranquillità, del Mare della Serenità e del Mare dei Lavori, il punto di arrivo è stato determinato con una approssimazione di 200 o 300 chilometri».
Quando i dati ricavati saranno stati studiati con maggiore accuratezza saranno disponibili al pubblico informazioni più precise.

LO SPAZIO COSMICO
Dopo Sedov ha parlato il professor Sergej Vernov. La conferenza stampa era un'autentica sfilata del «trust dei cervelli» che hanno contribuito alla realizzazione della impresa: Vernov ha dichiarato che nello spazio cosmico, in prossimità della Terra, accadono fenomeni fin qui ignoti alla scienza: «Se mi si permette l'espressione, la Terra ha trasformato lo spazio cosmico che la circonda. Sotto l'influsso del campo magnetico della Terra si sono formate attorno al nostro pianeta due immense fasce di esaltate radiazioni. Le ricerche ora completate ci hanno permesso di stabilire che la fascia di radiazioni più lontana dalla Terra si estende fino a una distanza pari a dieci volte il raggio del globo terrestre. La massima radiazione è stata registrata a una distanza pari a quattro raggi. Sono state accertate e misurate la composizione della fascia e la caratteristica del suo spettro di energia».

È stato stabilito che gli elettroni della fascia esterna ruotano attorno alla Terra in numero maggiore quanto minore è la loro energia. Nelle due fasce vi sono tanti elettroni che potrebbero smagnetizzare la Terra. Vernov suppone quindi che se la Luna ha un campo magnetico anch'essa sia circondata da «cinture» radioattive. A suo giudizio, poi, le misure fatte con l'ausilio del secondo «Lunik» sono essenziali per lo studio dell'intensità dei raggi cosmici, della composizione atomica dei gas interplanetari e dei micrometeoriti.

14 Settembre 2020