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Lunedì 21 Settembre 2020

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14 settembre 1947

Cremona ha la sua seconda Fiera Campionaria

Cremona ha la sua seconda Fiera Campionaria

Non c'è che dire: con la torre illuminata al neon, con l'orologio fosforescente e, soprattutto con quell'aeroplanetto in mezzo alla piazza, Cremona ha la sua seconda Fiera Campionaria! Sì signori, non c'è dubbio: il tono più caratteristico della nostra Fiera è dato da quel piccolo aereo sistemato in posizione di virata, proprio in mezzo alla piazza. Lo guardano tutti con grande curiosità, alcuni lo toccano, altri commentano che è proprio vero e che potrebbe volare e quando si allontanano per andar a visitare gli altri padiglioni, si voltano indietro due e tre volte, quasi non credessero che anche a Cremona, come a Milano, hanno esposto un apparecchio vero.

Ieri mattina alle nove, quando hanno aperto al pubblico l’ingresso alla Fiera, molti padiglioni erano ancora in embrione. Vi avevano lavorato per tutta la notte precedente, carpentieri, pittori, tappezzieri ed ogni sorta di operai specializzati nel montaggio di simili minuscoli edifici, ma nonostante la buona volontà, non ce l'avevano fatta. Ho visto io stesso, verso le quattro, un vecchio pittore, con gli occhi gonfi di sonno, che stava dipingendo, su un enorme cartello alto tre volte lui, una interminabile scritta pubblicitaria. Ieri a mezzogiorno quel pittore era ancora al suo posto con il grande pennello in mano, ma la sua grande voglia di dormire aveva lasciato il posto alla soddisfazione di esser riuscito a compiere il suo lavoro a tempo di record. «Vede, mi ha detto, in tempi normali, impiego un paio di giorni a far un lavoro di questo genere. Questa volta, invece, me la sono cavata in nove ore!».

Ieri mattina di pubblico ve n'era poco. Solo qualche visitatore occasionale, probabilmente di passaggio da Cremona, che era stato attratto dalla grande torre metallica e che aveva approfittato dell' occasione per visitare la Fiera. Di cremonesi non ve n'erano che alcuni. Verranno in massa oggi, dopo l'inaugurazione ufficiale. Ieri si limitavano a sostare innanzi all'ingresso con quel caratteristico atteggiamento indeciso e solo qualcuno, dopo averci pensato un bel po', si faceva avanti e con passo affrettato varcava la soglia. Gli altri lo guardavano con meraviglia, ma pochi si decidevano a seguirne l'esempio. Seguitavano a rimanere impacciati dinanzi alla grande torre di tubi con  l'orologio al neon e le insegne luminose. Ogni tanto erano costretti a spostarsi per lasciare passare la macchina di qualche espositore in ritardo, ma poi tornavano al loro posto e puntavano nuovamente gli occhi alla estremità superiore della torre ove alcuni operai con vere e proprie esibizioni equilibristiche stavano dando gli ultimi ritocchi all'impianto luminoso. Anche questi «ragazzi del neon» meritano un particolare riconoscimento per la rapidità con cui hanno portato a termine il delicato lavoro. Vi assicuro che facevano venire le vertigini solo a guardarli. Hanno lavorato giorno e notte per una settimana ma ce l'hanno fatta.

Nell'interno della Fiera gli espositori si davano un gran da fare per ultimare la sistemazione dei loro padiglioni, mentre gli altoparlanti alternavano caratteristici motivi da fiera alle chiacchierate pubblicitarie degli «speaker». Motta, Lombardini, Novasconi, Bulgarini sono tutti nomi che. molto difficilmente potremo dimenticare noi che abbiamo gli uffici di redazione a meno di cento metri dagli altoparlanti. Come del resto non potremo mai dimenticare un motivetto dedicato ad una certa fiera di S. Colombano, che ieri è Stato suonato per almeno quaranta volte.

Poi le trattrici, i caricatori, le macchine per far il burro, le trebbiatrici ed anche uno strano ordigno che emette di tanto in tanto un fischio lacerante riempiono la piazza mentre l’interno del Palazzo dell'Arte è occupato da quei prodotti che in caso di pioggia si deteriorerebbero rimanendo all'aperto.

E questa esposizione va dalle scatole di brillantina ai più strani apparati moderni. Veramente ricca questa esposizione e ancor più varia sarebbe riuscita se qualche cosa di doloroso per tutta la nazione non fosse intervenuto proprio al momento buono. C'è comunque, da esserne soddisfatti.

La Fiera vive con i suoi prodotti, con i suoi visitatori che non mancheranno, con la torre al neon, con i boogie-woogie e le sambe. Noi invece che abitiamo qui di fronte, forse impazziremo.

A me è capitato proprio il contrario di quanto è successo a quel pittore di cui parlavo. In tempi normali per scrivere un pezzo, mi bastava un'oretta. Ora invece, con la «Fiera di S. Colombano» non mi basta mezza giornata.

Vincenzo Ferrari

10 Settembre 2020