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Venerdì 07 Agosto 2020

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11 luglio 1997

Di Pietro, accuse a raffica

L'ex pm: non ci sto, solo calunnie di un ricattato

Di Pietro, accuse a raffica

D'Adamo conferma i regali: una casa, l’auto, un cellulare e 100 milioni

BRESCIA — Ancora una raffica di accuse contro Antonio Di Pietro. Una Dedra, un telefono cellulare e una garçonniere nel centro di Milano e il prestito di 100 milioni furono dati all'ex pm da D'Adamo: lo riferisce Panorama che pubblica un memoriale consegnato dal costruttore ai magistrati bresciani. Nel documento D'Adamo dice anche che il pm Di Pietro trattò «bene i comuni amici Prada e Radaelli non mandandoli in carcere e dandogli consigli attraverso me e l’avvocato Lucibello su come comportarsi». Di Pietro replica: «Non ci sto. Il prezzo pagato per aver fatto solo il mio dovere è troppo alto. D'Adamo è ricattato, risponderà a Dio e, forse alla giustizia». Berlusconi passa all'attacco: «Ecco i dettagli agghiaccianti di cui parlavo». Gli risponde D'Alema che difende l'ex pm e sottolinea che sulla magistratura c'è un forte dissenso con Forza Italia.

Chi è il costruttore che ora accusa Di Pietro
Dall'Edilnord all'amicizia col pm
Regali? Il precedente, poi smentito, di Gorrini
ROMA — Era il 1977, e l'Edilnord, l'impresa capostipite dell'impero Berlusconi, aveva stampato su tutti i documenti ufficiali il seguente nome: «Edilnord centri residenziali di Dr. Ing. Antonio D'Adamo & C». Una collaborazione che viene da lontano, e che non si interrompe neppure quando al suo posto si insedia, all'Edilnord, Umberto Previti, padre dell'oggi più famoso Cesare. Allora i destini di D'Adamo e del Cavaliere sembrano però dividersi. E D'Adamo, per conto suo, veleggia di successo in successo nella sua carriera di costruttore, fino a diventare il nuovo Ligresti. E, parallelamente, ecco spuntare l'amicizia con Di Pietro.

Che viene a galla per un telefonino che, in un dossier di Craxi ripreso dai giornali, viene definito uno dei regali fatti dal costruttore al magistrato. Sembrerebbe solo una palata di fango. Poi D'Adamo finisce due giorni in galera per una mazzetta alla giunta di Segrate, quasi a confermare che intoccabile non è. Ma è l'inizio della fine. I suoi guai si moltiplicano. A questo punto, il 3 settembre del'95, i magistrati di Brescia intercettano una telefonata: Berlusconi gli chiede aiuto per tenere Di Pietro lontano dalla politica.

Ora Di Pietro torna nel mirino per i regali che avrebbe ricevuto da D'Adamo. L'ex pm ed ex ministro dei Lavori pubblici è già stato più volte accusato di aver ricevuto regali e favori, ma da tutte le inchieste è uscito a testa alta, prosciolto nei procedimenti giudiziari che lo coinvolgevano. L'accusa principale si riferiva ad un prestito di 100 milioni di lire senza interessi ricevuto nel 1990 da Osvaldo Rocca, collaboratore dell'ex presidente della Maa assicurazioni Giancarlo Gorrini. L'ex magistrato restituì poi l'intera somma, in due rate, nel 1994. Un' altra accusa si riferiva ad una automobile Mercedes avuta dalla Maa, poi rivenduta per circa 20 milioni all'avvocato Giuseppe Lucibello.

10 Luglio 2020