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Mercoledì 03 Giugno 2020

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5 aprile 1962

Terminato il traforo del Gran S. Bernardo

CINQUE APRILE: una data che segna il trionfo della tecnica dopo quarantasette mesi di duro lavoro

Terminato il traforo del Gran S. Bernardo

Alle 21,19 di ieri è crollato l'ultimo diaframma di roccia a metà circa della galleria italo-svizzera - Il commosso abbraccio degli operai - L'eccezionale realizzazione permetterà, tra un anno, il collegamento diretto autostradale tra la pianura padana e il bacino del Reno

Sotto il colle del Gran San Bernardo, «Burrasca» ha fatto crollare questa sera l'ultimo diaframma di roccia a metà circa del traforo italo-svizzero: «Burrasca» è un minatore veneto, Marcello Pietrobon, il quale ha azionato il detonatore che ha fatto esplodere la volata di mine sistemata nella roccia. L'esplosione è avvenuta regolarmente, alle 21,19.

Il tratto di roccia fatto saltare questa sera separava le due gallerie, quella italiana, di 2892 metri, che ha inizio a Saint Rhemy e quella svizzera, lunga 2834 metri, che parte da Bourg Saint Pierre. In esso, alcune settimane or sono, era stato praticato un foro di pochi centimetri di diametro, che aveva permesso il passaggio di un tubo di plastica attraverso il quale era stato fatto scorrere del vino vallese, con il quale le maestranze svizzere e Italiane avevano brindato al successo dell'impresa.

Dopo quindici minuti dall'esplosione, durante i quali si è diradato il polverone, squadre di specialisti hanno sondato con lunghe pertiche la volta della galleria per controllare che tutte le cariche fossero esplose. Poi italiani e svizzeri si sono precipitati attraverso il varco, abbracciandosi commossi tra gridi di urrà e un festoso sventolìo di bandiere dei due Paesi: era un momento che attendevano da quarantasette mesi.

La giornata inaugurale, per così definirla, anche se non ha avuto nessuna manifestazione di particolare solennità, è consistita in una visita di un gruppo di autorità e giornalisti italiani e stranieri, ai quali il presidente della «Sitrasb» on. Badini Confalonieri, ha illustrato, più che i lavori di scavo, la funzione del traforo del Gran San Bernardo nel quadro dei collegamenti autostradali. Esso permetterà di congiungere in quattro ore, e per tutto l'anno, in automobile, Torino e Losanna, avvicinando così notevolmente Amburgo, i Paesi nordici, il bacino del Reno alla Pianura Padana ed al mare Ligure.

Una funzione eminentemente economica e commerciale avrà quindi questo traforo, mentre quello del monte Bianco sembra debba avere scopi più spiccatamente turistici.

28 Marzo 2020