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Domenica 15 Dicembre 2019

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1 dicembre 1960

Figlio d’una Paola Benzoni il tenebroso “Innominato”

Si vuole che Francesco Bernardino Visconti sia ritratto con la madre in un quadro che si trova nella chiesa di Bagnolo

Figlio d’una Paola Benzoni il tenebroso “Innominato”

CREMA, 30. — I lettori dei Promessi Sposi ricoranno l'Innominato, l'emerito ribaldo che promise al suo degno amico don Rodrigo di tenergli bordone nel rapimento di Lucia. Pochi dei lettori dell'opera manzoniana sapranno però che quel singolare personaggio era un cremasco. Non di nascita perchè aveva avuto i natali a Brignano d'Adda, nel bergamasco, ma cremasco di sangue per parte di madre. L'atto di nascita di quello che doveva passare alla storia come l'Innominato, si trova nell'archivio della parrocchia di Brignano d'Adda e lo scoperse il parroco mons. Cesare Donini, defunto, il quale è autore di un libro dal  titolo L’Innominato pubblicato nel 1936

L’atto di nascita dell'Innominato lo dice figlio di G. B. Visconti (i Visconti di Brignano) e della cremasca Paola Benzoni. Egli nacque il 16 settembre del 1579 e venne battezzato due giorni dopo, il 18 settembre, dal sacerdote don Cristoforo Magistri con due nomi, Francesco Bernardino. Paola Benzoni era figlia del dott. Fortunato ed abitava in Crema, in uno dei palazzi dei Benzoni, quello che fronteggia nella parte posteriore la piazza Trieste. Secondo i cronisti dell'epoca il palazzo dei Benzeni conobbe momenti di splendore e vi fu ospitato anche il Re di Francia Luigi XII dopo la vittoria che le sue armi ottennero contro i Veneziani nella battaglia di Agnadello nei maggio del 1509.

L'Innominato, questo singolare personaggio del Manzoni è dunque vissuto e ha lasciato larghe tracce nelle cronache del suo tempo, sia per le tristi imprese della sua agitata giovinezza come, e più, per la crisi di coscienza che lo spinse alla conversione, nel famoso incontro con il cardinale Federico Borromeo. Nella lunga fase delle sue scelleratezze, alcune non furono prive di un alone romantico, come imprese di violenza intesa a respingere, a favore dei deboli, le ribalderie di altri potenti suoi pari.   Appena quattordicenne, Francesco Bernardino si diede alle male amicizie legandosi con le peggiori canaglie di Bagnano d'Adda e dei dintorni,  addestrato alle rapine, agli agguati, ai ferimenti dal fratello maggiore Galeazzo Maria. Insieme al fratello ed alla squadra dei loro bravacci fu oggetto di bandi e di condanne; in giovane età, sempre con il fratello accanto, fu confinato nel castello di Novara, ove fu trattenuto per alcuni mesi, giusto di vent’anni.

Francesco Bernardino Visconti, l'Innominato, ebbe pessimo esempio dal padre Giovan Battista e crebbe insieme a figli naturali dell'immorale genitore, la madre non potendo reagire alla brutte autorità del marito. Riuscito mercè una supplica a riottenere la libertà e ad uscire dal confino del castello di Novara, Francesco Bernardino si, sfrenò, assoldò una masnada di canaglie, (i «bravi» manzoniani) e fu per decenni, fra il 1600 ed il 1640 uno dei peggiori e sinistri personaggi del suo tempo. Visse una sua vita tumultuosa senza conoscere freno, e con la risorsa di potersi rifugiare in una plaga fra lo Stato di Milano e il territorio della Repubblica Veneta che era un a specie di porto franco della malavita di quel tempo, fintanto che giunto alle sogli della vecchiaia sentì rimordere la coscienza e fu allora che avendo avuto sentore che il cardinale Federico Borromeo si trovava per una visita pastorale in un luogo vicino alla sua dimora, andò a trovarlo e così avvenne la conversione che stupì tutto il parentado e che mandò in bestia la masnada che fino ad allora aveva avuto mano libera in soprusi ed in scelleratezze.

Triste imprese il Francesco Bernardino compì anche nel cremasco, ove di tanto in tanto veniva presso i parenti della madre. A Bagnolo, il Francesco Bernardino rapì una giovane sposa indi uccise il marito di lei che incontratolo l'aveva affrontato per chiedergli conto della sua ignobile impresa. Convertito dal cardinale Federico, l'Innominato lasciò nel testamento uno speciale legato perchè nella chiesetta di Bagnolo venisse accesa una lampada ogni sabato e nei giorni festivi; dispose pure per testamento un lascito a favore delle ragazze povere nubende. Nella sagrestia della parrocchia di Bagnolo è un quadro che ritrae nella parte alta una Madonna e sotto una signora con un bambino e si vuole che la signora sia Paola Benzoni con il piccolo Francesco Bernardino. A che età e come morì l'Innominato non è noto, l'ultima traccia della sua presenza la si trova (secondo un libro di mons. Donini) in un documento del 1647, dopo di che nulla più si sa di lui, come se la sua fine avvolta nell'ignoto conferisse maggior fascino alla sua vita tumultuosa.

29 Novembre 2019